E’ mia convinzione fondamentale che, in generale, ogni essere umano ha una responsabilità morale verso l’umanità, la responsabilità di considerare il nostro futuro comune. Credo anche che ogni individuo abbia il potenziale per contribuire, almeno in parte, alla felicità e al benessere dell’umanità.

Certamente quelli di voi che operano nel mondo degli affari, che è una parte importante dell’umanità, hanno un grande potenziale per dare il proprio contributo. Pertanto, è importante che, mentre siete impegnati in affari o in questioni finanziarie, una parte della vostra mente abbia sempre ben chiara questa responsabilità. Se si pensa solo al proprio profitto immediato, allora se ne subiranno le conseguenze negative a lungo termine.

Penso che questo sia già evidente rendendoci conto di ciò che sta accadendo all’ambiente. I risultati del consumo delle risorse naturali e della produzione, senza la minima considerazione per l’impatto che avrebbero avuto, sono sotto gli occhi di tutti. Quindi, quelli di voi che operano nel mondo degli affari hanno un certo legame con questa situazione e anche una certa responsabilità.

Inoltre, a livello globale, c’è questo divario, questo enorme divario, tra ricchi e poveri: i paesi industrializzati del Nord godono di un surplus – in America, ad esempio, il numero di miliardari sta aumentando rapidamente – mentre allo stesso tempo, nell’emisfero meridionale di questo stesso pianeta, gli esseri umani – migliaia e migliaia di persone – mancano persino dei beni di prima necessità e i loro figli mostrano chiari segni della malnutrizione. Questo è molto triste.

Anche all’interno dei singoli Paesi, i ricchi aumentano la loro ricchezza, mentre i poveri rimangono poveri e in alcuni casi diventano ancora più poveri. Questa realtà non è solo moralmente sbagliata, ma anche fonte di problemi pratici.

Anche se le carte costituzionali prevedono pari diritti e opportunità, le tremende disuguaglianze economiche bloccano le persone più povere in una posizione di perenne svantaggio in termini di istruzione e carriera. Inevitabilmente, provano malcontento e un senso di impoverimento e di inferiorità e questi sentimenti spesso si trasformano in odio, che a sua volta porta al crimine, alla cultura delle bande, agli omicidi e così via. Di conseguenza, l’intera società ne soffre, compresi i più ricchi, che si sentono costantemente minacciati e non al sicuro.

Penso che anche a livello globale, a volte sorgono problemi facilmente evitabili proprio a causa di questo enorme divario. Quindi è evidente che il mondo imprenditoriale è parzialmente responsabile di questi problemi.

Credo che qualsiasi attività umana svolta con umanità, senso di responsabilità, senso di impegno, di disciplina e con una visione più ampia delle conseguenze e delle interconnessioni – che si tratti di religione, politica, affari, diritto, medicina, scienza o tecnologia – sia costruttiva.

D’altra parte, se queste stesse attività umane sono condotte con miopia e per interessi a breve termine, specialmente se la loro motivazione è semplicemente quella di accumulare denaro o potere, allora tutte diventano negative e distruttive. Se il vostro atteggiamento mentale non è giusto, allora persino la religione è distruttiva e crea problemi.

Quindi tutto dipende dalla motivazione umana. Ecco perché che per essere costruttiva ogni attività umana debba prima di tutto verificare qual è la motivazione su cui si fonda. E quando parliamo di motivazione, l’aspetto più importante è l’attenzione reciproca, la condivisione reciproca e un senso di responsabilità per le grandi questioni legate all’interesse comune.

Quindi, questa è la mia opinione su come fare soldi correttamente!

A mio avviso, l’etica significa qualcosa di giusto ed è giusto ciò che va a benefici di tutti. Quindi, ogni azione – che si tratti di affari o di qualsiasi altra attività umana – fatta con questo intento e in accordo con il beneficio dell’umanità e del mondo in generale, è etica.

Naturalmente, a volte c’è una contraddizione: gli interessi a breve termine possono essere negativi per il lungo termine e gli interessi a lungo termine possono presentare difficoltà a breve termine. Altre volte, invece gli interessi a breve e quelli a lungo termine coincidono. Ma penso che questa incongruenza sia dovuta alla nostra alla miopia, a una preoccupazione esagerata per il beneficio immediato. Credo inoltre che concentrarsi esclusivamente su un singolo aspetto sia un problema.

Una delle caratteristiche del moderno approccio occidentale nell’affrontare difficoltà e problemi sia l’enorme enfasi sulla chiarezza e la precisione. ma un eccesso di enfasi in questa direzione fa sì che le nostre prospettive si restringono: la precisione infatti può essere raggiunta solo se l’attenzione è circoscritta. Guardare lo stesso problema da una prospettiva più ampia implica che non si possa ottenere lo stesso livello di chiarezza e precisione. Se estendiamo la nostra prospettiva a un futuro a lungo termine, ci sarà un minor grado di precisione. Di conseguenza, alcune delle nostre attività attuali sono di qualche beneficio, o almeno non arrecano alcun danno, ma possono avere risultati negativi nel lungo periodo.

Ora, in questo caso, l’applicazione dell’etica comporta un’azione conforme alla realtà, soprattutto alla realtà a lungo termine. Tuttavia, ritengo che a volte vi sia un divario tra la realtà e la mentalità prevalente negli affari, che tende ad essere piuttosto ristretta. Penso che la realtà contemporanea sia molto cambiata rispetto a quella del secolo scorso, in termini di popolazione, tecnologia e anche di livelli di consumo. Il mondo sta diventando più piccolo, ma le nostre menti tendono a rimanere indietro, ancora attaccate ai vecchi modi di pensare. Quindi, anche se cerchiamo di risolvere i problemi, i nostri sforzi spesso non sono così efficaci, o addirittura portano alla creazione di ulteriori problemi inutili.

Il punto principale che vorrei sottolineare è che quando parliamo di etica dovremmo avere una chiara comprensione di ciò che intendiamo con questo termine. A mio avviso, l’etica non dovrebbe essere vista soltanto come un elemento radicato nelle tradizioni religiose, ma piuttosto intesa come la volontà di agire in conformità con la realtà del nostro mondo.

Il mondo degli affari sta cambiando in risposta ad una realtà in continua evoluzione: comportamenti che in passato erano accettabili ora non lo sono più, anche perché si sono rivelati dannosa per gli interessi finanziari delle comunità imprenditoriali. Ciò suggerisce che per agire eticamente dobbiamo agire in risposta alla realtà della situazione presente, tenendo conto sia del lungo termine che del quadro generale.

La cooperazione nel mondo degli affari implica la compassione. Si tratta in realtà di un’idea molto simile a quella di come le imprese stanno cambiando, prestando maggiormente attenzione alle esigenze delle parti interessate, dei lavoratori e così via. Anche se la motivazione principale può essere quella di garantire il proprio successo finanziario, il mondo dell’impresa oggi si vede costretto a prendere in considerazione le esigenze e le preoccupazioni delle diverse parti interessate. Quando si realizza una maggiore cooperazione negli affari, allora c’è compassione. Perché abbiamo davvero bisogno di compassione? La mia risposta è: “Perché ci avvantaggia”. Più la mente è compassionevole, più ci si sente felici. Guardatevi attorno: chi è negativo e nutre sentimenti di odio verso gli altri, è infelice, perde la propria pace mentale e soffre!

Sono buddhista e pratico la compassione, ma non lo faccio per far piacere al Buddha. Né i miei fratelli e sorelle cristiani praticano la compassione solo per compiacere Dio. No, è in gioco il nostro futuro. Pertanto, anche se nel mondo degli affari il vostro interesse principale è il successo, potete comunque prendervi cura dei vostri lavoratori e clienti: mostrate loro un sorriso – non un sorriso fasullo e di circostanza, ma un sorriso genuino – allora arriveranno più clienti!

Viviamo in un mondo fortemente competitivo. Di solito faccio una distinzione tra due tipi di competizione. Uno è negativo: si vuole raggiungere il successo a tutti i costi, anche calpestando il proprio prossimo e l’ambiente. L’altro accetta il fatto che, proprio come noi, anche gli altri hanno il diritto di raggiungere il successo. Se si lavora duramente e con determinazione con questo atteggiamento, allora non c’è niente di sbagliato nella competizione. Anche in campo spirituale, ad esempio nel buddhismo, l’aspirazione “Voglio diventare Buddha” non è egoistica. Non si tratta di voler essere migliori di quanto gli altri non lo siano, per niente; piuttosto, per aiutare di più gli altri, per servire di più gli altri, bisogna avere maggiori capacità.

Inoltre, la competizione in termini di desiderio di essere il migliore può essere applicata a molte cose, non solo al profitto. Si potrebbe essere i migliori nel portare il massimo beneficio alle persone. Se un’azienda avvantaggia più persone dei suoi concorrenti, questo è davvero l’aspetto più importante dell’essere i migliori. Se un’azienda fa un sacco di profitto, ma si guadagna una cattiva reputazione, non è la migliore! Quindi penso che sia importante capire che i criteri per essere i migliori non sono puramente monetari.

Il desiderio di essere i migliori è assolutamente giusto e legittimo. Senza questo tipo di determinazione non c’è iniziativa, non c’è progresso. Nel contesto attuale, compassione significa desiderare aiutare, servire o portare più benefici alla comunità, con qualsiasi mezzo, compresi gli affari. Quindi penso che volere essere i migliori possa andare di pari passo con la compassione.

Ricordate però che accanto alla compassione ci deve essere sempre la saggezza. Se la compassione significasse dare indiscriminatamente, allora ogni azienda che agisce con compassione sarebbe destinata alla bancarotta! Dal punto di vista buddhista, se vogliamo aiutare gli altri dobbiamo mettrli nelle condizioni di poter andare avanti sulle proprie gambe. Non si tratta di dare senza alcuna limitazione, senza alcun tipo di iniziativa da parte del destinatario della nostra compassione. Sono convinto che dare potere agli altri attraverso il proprio aiuto avrà una rilevanza diretta anche nel mondo degli affari.

Sua santità il XIV Dalai Lama – Tratto e tradotto da Business as an Instrument for Social Change