Il Tibet è famoso in tutto il mondo per aver distillato l’essenza della pratica buddhista in diversi stadi di facile comprensione. In questo libro Sua Santità il Dalai Lama espone in modo concreto e accessibile l’intera sequenza di pratiche che portano all’illuminazione. Dopo aver esaminato l’insegnamento essenziale del Buddha sull’interdipendenza, Sua Santità mostra in che modo quest’intuizione fondamentale conduca sia a una diagnosi della condizione umana sia a una via d’uscita dal ciclico ripetersi del passaggio da una vita all’altra, perennemente accompagnato dalla sofferenza.

Il Dalai Lama mette in evidenza la peculiarità con cui le pratiche buddhiste pongono al centro l’assenza del sé e cercano di sviluppare un atteggiamento altruista che favorisca la gentilezza e la tolleranza. Elaborati tenendo conto di una progressione nell’attitudine spirituale dell’individuo, gli stadi dell’addestramento iniziano con il riconoscere il valore della nostra attuale situazione quali esseri umani e con il riflettere sulla straordinaria opportunità che ci è stata data di ottenere il progresso spirituale. Tenendo a mente tutto questo, Sua Santità spiega la fragilità della vita, la natura delle azioni (karma) e i loro effetti, e il modo di neutralizzare i risultati malsani degli atti già perpetrati.

Assumere una visuale di più ampia portata, passando dal concentrarsi sui piaceri momentanei all’interessarsi del futuro, costituisce la prima fase della trasformazione della prospettiva spirituale. Riconoscere che la felicità va ricercata oltre l’immediato e allontanarsi dal pieno coinvolgimento in ciò che è temporaneo e superficiale per indirizzarsi verso la pratica della virtù produce un nuovo atteggiamento mentale che presenta vantaggi a breve e a lungo termine. Invece di ricercare il piacere tramite attività che portano all’accumulazione di ricchezze, potere e amici, arriviamo a considerare l’esercizio di virtù quali la compassione come un modo migliore per garantirci un futuro prospero sul lungo periodo. Avendo tale fase come fondamento, smettiamo di scambiare per permanente la situazione attuale al fine di aprire il nostro orizzonte e riflettere su ciò che prosegue oltre il presente. È un atteggiamento che spinge spontaneamente ad analizzare la morte e la rinascita, favorendo una prospettiva di più lungo periodo. Le pratiche dell’addestramento di medio livello intensificano questo atteggiamento mentale analizzando che cosa significa volersi liberare dal ciclo, apparentemente infinito, di morte e rinascita. Il significato profondo di questa fase è il superamento dell’importanza esagerata che attribuiamo alla nostra e all’altrui condizione sociale, agli oggetti della bramosia e dell’avversione.

Arriviamo a considerare l’ignoranza della vera natura delle cose come la causa radice di tutte le emozioni controproducenti. Il Dalai Lama spiega come e in che ordine sorgono tali emozioni e illustra i problemi che esse creano tramite le impressioni che lasciano nella mente: dando forma all’esperienza futura, causano l’intrappolamento in un vortice di effetti spesso malsani. Tenendo conto della precarietà della situazione, si consolida la decisione di cercare di liberarsi, tramite la pratica spirituale, dall’intero ciclo incontrollato di nascita, invecchiamento, malattia e morte. Tale cambiamento di prospettiva scaturisce dall’aver compreso la natura delle apparenze; non voltiamo le spalle alla felicità, bensì riconosciamo l’esistenza di una felicità più profonda e dei mezzi con cui ottenerla. Questa visuale più ampia spinge a meditare sull’interdipendenza e sull’assenza del sé al fine di erodere l’ignoranza su cui si fondano le emozioni distruttive. Nell’ultima sezione, Sua Santità dipinge un’immagine toccante dell’altruismo che spinge il praticante a innalzarsi ai livelli supremi dell’impresa spirituale.

L’individuo perviene all’espansione della propria capacità spirituale nel momento in cui estende agli altri la comprensione delle proprie condizioni, avendo realizzato che essi versano in una situazione analoga alla sua. Qui l’accento è posto sullo sviluppo di una compassione totalmente aliena da pregiudizi tramite una serie graduale di esercizi sulla causa e l’effetto. L’interesse e la compassione di tipo ordinario non sono sostituiti da atteggiamenti ascetici, bensì estesi oltre la portata usuale e pertanto trasformati. Il Dalai Lama mette a fuoco come produrre, conservare e incrementare tale atteggiamento illuminato, evitando al contempo ciò che lo compromette. Come nelle prime fasi, la ricerca della felicità non è dimenticata ma reindirizzata verso un obiettivo più elevato, mutamento che si attualizza quale ampliamento di prospettiva affinché le sofferenze altrui diventino la nostra principale preoccupazione.

Il processo di autoeducazione e autoaiuto presentato in questo libro è un allontanamento innanzitutto dal percorso di mera ricerca dei piaceri superficiali nel presente, poi dal coinvolgimento nelle afflizioni e infine dall’egocentrismo. Tramite l’altruismo che richiede lo sviluppo della saggezza, Sua Santità dispiega la geografia di questa pratica e infine, nel penultimo capitolo, offre intuizioni sulla vera natura della realtà. Le fasi meditative presentate in questa sezione portano gradualmente alla comprensione diretta delle autentiche condizioni delle persone e delle cose, affinché sia possibile eliminare gli atteggiamenti controproducenti e sostituirli con emozioni positive. Proprio in conclusione, Sua Santità descrive l’illuminazione nei termini di uno stato del corpo, della parola e della mente che si ottiene tramite l’unione della saggezza con lo straordinario potere dell’altruismo. Nelle pagine che seguono, il Dalai Lama spiega dettagliatamente e in modo approfondito come viene generata ciascuna pratica, passo dopo passo.

L’approccio, unico nel suo genere, consiste nell’intessere due pratiche essenziali, la compassione e la saggezza dell’assenza del sé, nell’intero svolgimento degli esercizi. Poiché tali pratiche sono considerate le due ali di un uccello che vola verso l’illuminazione, Sua Santità mostra fin dal principio il loro impatto e la loro attinenza. Questo perché, come spiega, le prime e le ultime pratiche s’influenzano e s’intensificano vicendevolmente. Pertanto, tali stadi della pratica spirituale non sono rigide categorie che esigono la piena realizzazione di ciascuna fase prima di passare alla successiva; perché abbia luogo la fecondazione incrociata, richiedono piuttosto una familiarizzazione e una pratica ripetuta dell’intera gamma di esercizi. Il fascino che il Dalai Lama prova per la scienza e i trent’anni d’interazione con gli scienziati internazionali l’hanno spinto a rielaborare le posizioni buddhiste fondamentali per quanto riguarda l’approccio e l’attitudine, e hanno fatto sì che questo libro sia alla portata di chiunque. In tal modo, tutti trarranno beneficio dall’intera educazione classica tibetana, un miracolo di cultura spirituale di cui il mondo ha terribilmente bisogno.

Prefazione di Jeffrey Hopkins Professore emerito di Studi tibetani University of Virginia, Stati Uniti

Dalai Lama. Verso l’illuminazione: Come la meditazione insegna la felicità MONDADORI.