Una delle prime volte che incontrai Lama Zopa Rinpoche fu nel 1985, in occasione della sua visita a Hong Kong. Aveva in programma di dare insegnamenti sul lam-rim per cinque serate ma, prima ancora di iniziare, il gruppo che lo aveva invitato lo pregò di conferire anche un’iniziazione del Supremo Yoga Tantra. Rinpoche accettò e disse che l’avrebbe fatto il giorno successivo. Essendo all’epoca un principiante, me ne andai quando pensavo che l’iniziazione stesse per cominciare. Il giorno dopo, però, mi fu detto che non c’era stata alcuna iniziazione, solo altri insegnamenti di lam-rim. Ed è andata avanti così per tutta la settimana: i partecipanti lasciavano il centro giusto in tempo per fare una colazione veloce e andare al lavoro e farvi ritorno alla sera, aspettandosi l’iniziazione. Alla fine, a conclusione dell’ultima giornata, Rinpoche la concesse, ma prima di iniziare disse come per scusarsi: “Il vostro lavoro sono le iniziazioni. Il mio lavoro è il lam-rim”.

Lam-rim, termine tibetano che significa “sentiero graduale verso l’illuminazione”, è il fondamento stesso del buddhismo. È una raccolta sistematica degli insegnamenti del Buddha e dei grandi maestri venuti dopo di lui, un corpus coerente e facile da seguire. La bellezza del lam-rim è la sua logica. Tutti desideriamo essere completamente e perfettamente felici – che si voglia chiamare o meno questo stato illuminazione – ma siamo bloccati. Il lam-rim ci mostra esattamente ciò che dobbiamo fare, tracciando un sentiero che, passo passo, ci permette di andare da dove ci troviamo ora a dove vogliamo arrivare.

Nell’XI secolo, il re Jangchub Oe invitò in Tibet dalla grande università monastica di Vikramashila, l’eminente studioso e yogi indiano Atisha perché contribuisse a far rinascere il buddhismo nel Paese delle Nevi. Al suo arrivo, il re gli spiegò che in Tibet gli insegnamenti erano completamente degenerati e lo pregò di non darne di particolarmente avanzati, ma di un livello elementare, che abbracciassero l’intero sentiero verso l’illuminazione pur rimanendo alla portata dei “barbari” tibetani. E così Atisha compose la Lampada sul sentiero, un breve testo che riassume tutti gli insegnamenti del Buddha sui passi da compiere per raggiungere l’illuminazione. Quel testo di Atisha divenne la pietra miliare per molti altri importanti lam-rim, in particolare il Lam-rim Chen-mo (Il grande trattato sugli stadi del sentiero per l’illuminazione) composto dall’eminente maestro del XIV secolo Lama Tsongkhapa e considerato il testo di lam-rim fondamentale.

Nel 1921, Pabongka Rinpoche insegnò quello che sarebbe diventato La Liberazione nel Palmo della Tua Mano, un altro importante testo di lam-rim. Quando queste due opere furono finalmente tradotte in inglese, rimasi colpito da quanto mi fossero familiari, finché non mi resi conto che le avevo ascoltate per anni, durante gli insegnamenti di Lama Zopa Rinpoche. La vastità e la profondità della conoscenza di Rinpoche sono sconcertanti. Recentemente, durante la pubblicazione di questo libro, ho guardato uno streaming di Rinpoche a Parigi in cui spiegava brevemente gli otto dharma mondani. Quello che diceva era – parola per parola – esattamente ciò che avevo appena trascritto, ovvero gli insegnamenti che aveva dato a Kopan trent’anni prima. Il fatto che Rinpoche non si stanchi mai di dirci ciò che abbiamo bisogno di sentire mi suggerisce che si tratta di qualcosa di cui abbiamo davvero bisogno.

All’interno della struttura del lam-rim, tuttavia, gli insegnamenti sugli otto dharma mondani sono appena menzionati, il che è sorprendente vista l’importanza dell’argomento. Lama Tsongkhapa li cita raramente e Pabongka Rinpoche vi dedica solo tre pagine. La mia sensazione è che la loro conoscenza sia considerata un dato di fatto, qualcosa di così elementare e risaputo da poter essere semplicemente accennato negli insegnamenti tradizionali. (E lo stesso accade con le Quattro Nobili Verità, il primo e fondamentale discorso del Buddha, che sembra rimanere sempre sullo sfondo dei testi buddhisti tibetani).

Quando Lama Zopa Rinpoche ha iniziato a insegnare agli Occidentali, si è reso conto che questo era invece un argomento di cui avevamo un gran bisogno. Purtroppo. Rinpoche dice sempre che l’insegnamento degli otto dharma mondani era il suo “hobby preferito” durante i primi corsi di meditazione a Kopan. Il fatto che li stia insegnando ancora sembra dimostrare che ne abbiamo davvero bisogno oggi quanto allora. Mentre Pabongka Rinpoche menziona gli otto dharma mondani nel contesto dei suoi insegnamenti sulla morte, Lama Zopa Rinpoche ne parla solitamente nei suoi insegnamenti sulla perfetta rinascita umana, in particolare quando spiega quanto questa rinascita sia preziosa e come seguire i dharma mondani sia un incredibile spreco della nostra vita. Fin da subito gli studenti di Kopan si resero conto dell’importanza di registrare integralmente gli insegnamenti di Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoche e, nel corso dei decenni, sono stati raccolti quasi 2.000 insegnamenti, che vanno dal discorso di una singola sera fino ai ritiri di tre mesi. Questa raccolta è stata realizzata nel 1996, quando Lama Zopa Rinpoche ha fondato il Lama Yeshe Wisdom Archive.

Nel 2007, è iniziata la pubblicazione delle opere della Serie del Lignaggio della FPMT, un progetto che ha lo scopo di rendere disponibili tutti gli insegnamenti di Lama Zopa dedicati al lam-rim. L’obiettivo è riunire tutte le spiegazioni del lam-rim date in differenti occasioni e insegnamenti, riorganizzarle, renderle adatte alla lettura e pubblicarle in serie. Finora l’Archivio ha pubblicato gli insegnamenti dati in singoli corsi, ma con il Cuore del Sentiero, il libro che state leggendo e quelli che seguiranno, offriremo una presentazione completa di tutto ciò che Rinpoche ci ha trasmesso su ogni soggetto del lam-rim.

Come praticare il Dharma è stato ideato proprio in questo modo: dopo aver raccolto il maggior numero possibile di insegnamenti di Rinpoche sugli otto dharma mondani, li abbiamo riuniti per argomento. Mentre la maggior parte dei libri della Serie del Lignaggio segue lo schema de La Liberazione nel Palmo della Tua Mano, schema adottato dallo stesso Rinpoche nei primissimi corsi a Kopan, nel caso di questo libro è stato necessario ideare ex novo una struttura logica, dal momento che Pabongka Rinpoche disse molto poco riguardo agli otto dharma mondani. Poiché Rinpoche ha dato i suoi insegnamenti più estesi sugli otto dharma mondani al sesto corso di Kopan, nella primavera del 1974, ho seguito l’approccio di allora come struttura di riferimento, integrando poi gli insegnamenti dei successivi ritiri. Poi ho scandagliato l’intero Archivio per trovare quello che Rinpoche aveva detto sull’argomento in altre occasioni e l’ho inserito in questa struttura. L’intero testo è stato quindi revisionato, anche se ho cercato di mantenere immutato lo stile informale ed esperienziale tipico di Rinpoche, compresi i numerosi aneddoti che spesso frammezzano i suoi discorsi.

Il testo rivisto è dunque il risultato di trascrizioni letterali, la cui accuratezza è stata ulteriormente verificata, in modo da essere sicuri che ciò che leggerete in queste pagine è esattamente ciò che Rinpoche ha insegnato. Errori e imprecisioni sono da attribuire al curatore. Nel caso delle citazioni di testi classici o scritturali, invece, si tratta più che altro di parafrasi piuttosto che di traduzioni letterali, parola per parola. Quando Rinpoche cita un testo ho indicato il titolo solo in inglese, con l’unica eccezione del Lam-rim Chen-mo, meglio conosciuto con questo titolo che non con quello inglese, decisamente lunghissimo. Per i titoli in sanscrito o in tibetano potete fare riferimento alla bibliografia.

Quando ho iniziato a lavorare su questo progetto, mi sono familiarizzato con la vasta collezione di insegnamenti dell’Archivio, facendo una sorta di tour virtuale al suo interno. All’inizio, sembrava un po’ come nel film The Matrix, ma una volta capito come decodificarlo e accedervi vi si trovano una miriade di file, sia audio sia trascrizioni, impilati come grattacieli, ognuno dei quali rappresenta molte ore di lavoro minuzioso da parte di un trascrittore e di un revisore, per non parlare del tempo e dello sforzo profuso dal centro che a suo tempo ospitò l’insegnamento e dalle persone che lo registrano.

Il lavoro svolto dal team del LYWA e dai suoi sostenitori nel corso dei decenni è davvero impressionante. Ho attinto da oltre duecento documenti dell’Archivio, utilizzando estratti da circa una sessantina per la verifica finale. Di quante ore di lavoro parliamo, se pensiamo a tutte le persone coinvolte? E quante persone sono state effettivamente impiegate nella creazione di questo libro? Non posso certo nominarle tutte: sono davvero tantissime. Quello che posso fare però è offrire a ciascuna di loro la mia infinita gratitudine. Ma soprattutto desidero ringraziare di cuore Lama Zopa Rinpoche, l’autentica fonte di ispirazione di tutto questo, la sorgente di questa incredibile conoscenza. Rinpoche è per me l’esempio vivente di come una persona possa fare una grande differenza e di come tutto sia possibile quando compassione e saggezza pervadono la nostra mente. Che anche il più piccolo merito ottenuto con la creazione di questo libro sia dedicato alla lunga vita di Rinpoche, alla sua salute e al raggiungimento di tutti i suoi desideri.

Prefazione di Gordon McDougall Bath (Inghilterra), settembre 2010

Lama Zopa Rinpoche – Come praticare il Dharma: Insegnamenti sulle otto preoccupazioni mondane (Serie del Lignaggio della FPMT Vol. 2)