La bodhicitta è una verità essenziale e universale.

E’ il pensiero più puro, è il desiderio e la volontà che tutti gli esseri senzienti realizzino il loro più alto potenziale, l’illuminazione.

Il bodhisattva vede la natura chiara e luminosa che esiste già in ognuno di noi e, riconoscendo la bellezza del nostro potenziale umano, ha sempre rispetto per tutti.

Per una mente irriguardosa ed egoista, invece, gli esseri umani sono come l’erba, qualcosa da usare: “Ah, non significano niente per me, non valgono niente”.

Se si cerca in continuazione di prevaricare degli altri, di trarne vantaggio per il proprio personale tornaconto. Il mondo intero si regge su questo genere di attaccamento. I Paesi più grandi sfruttano quelli più piccoli , i ragazzini rubano le caramelle ai bambini, i mariti approfittano delle proprie mogli. Facciamo amicizia con qualcuno perché pensiamo possa tornarci utile. E’ così dappertutto. Tutti vogliono qualcosa.

Il desiderio di instaurare delle relazioni per il solo beneficio dell’altro è cosa estremamente rara, ma è meravigliosa. Buddha ha spiegato che anche un istante di una mente rivolta all’illuminazione per il bene degli altri può eliminare il karma negativo accumulato in centomila vite.

In nostro attaccamento rende la nostra vita scomoda e ristretta, mentre una scintilla di calore umano, di bodhicitta, ci rende aperti e rilassati.

La bodhicitta è una soluzione potente, l’energia atomica che distrugge l’attaccamento.

Non è una forma di amore emotivo, ma un sentimento che nasce dalla saggezza di chi ha compreso la natura relativa degli esseri senzienti, vede il loro potenziale più alto e sviluppa la volontà e la determinazione di aiutare chiunque a raggiungere quello stato di illuminazione.

Inoltre la bodhicitta non è di parte: se avete bodichitta, ovunque andiate, chiunque incontriate – ricchi o poveri, neri o bianchi – vi sentirete a vostro agio, pronti a comunicare.

Ciascuno di noi ha la sua idea fissa di che cosa sia il bene e che cosa il male. Non comprendiamo i diversi aspetti della condizione umana. Ma se coltiviamo questo incredibile pensiero universale, la ristrettezza della nostra mente svanisce automaticamente. È semplice: più si crea spazio e più la vita diventa facile.

Magari c’è qualcuno che ci sta guardando, ci sentiamo osservati, spiati a casa nostra e andiamo fuori di testa. Siamo così insicuri e costretti nel nostro cuore. Diventiamo arroganti: “che cos’hai da guardare?”. Con bodhicitta invece si crea uno spazio e se qualcuno guarda pensiamo: ‘Ok, mi sta guardando. Che problema ci sarà mai?” Capite? Anziché arrabbiarvi, sapete che non c’è nulla di male.

La bodhicitta è l’anestetico che fa sparire il dolore e ci fa sentire benissimo..

E’ l’alchimia che trasforma ogni azione in qualcosa di buono anche per gli altri.

E’ la nuvola che porta una pioggia di energia positiva per nutrire la nostra crescita.

Non è un dogma, non è una dottrina. E’ uno stato d’animo. Un’esperienza interiore completamente individuale. Allora, come possiamo pensare di poter stabilire chi è un bodhisattva e chi è un egoista?

Se ci sentiamo perennemente insicuri, proietteremo questa negatività sugli altri.

Per questo abbiamo bisogno del pensiero più profondo e puro di bodhicitta; ovunque andremo, la mente del risveglio si prenderà cura di noi.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Making Space With Bodhicitta