In alcuni testi troviamo affermazioni come “Considera tutte le azioni della tua guida spirituale come perfette”’ oppure “Segui esattamente le istruzioni del tuo guru con perfetta devozione”. Questi insegnamenti si trovano esposti nel contesto dello Yoga Tantra Supremo e pertanto si applicano a casi eccezionali, in cui sia il maestro spirituale che il discepolo sono altamente qualificati, come ad esempio nei casi di Tilopa e del suo discepolo Naropa e di Marpa e Milarepa.

Se non siamo della levatura di Naropa e il nostro guru non ha le qualità di Tilopa, queste affermazioni possono essere molto fuorvianti. Ascoltando le storie del trattamento apparentemente abusivo di Tilopa nei confronti di Naropa – gli ordinò di gettarsi da una scogliera e così via – e di Marpa che impose a Milarepa di costruire alcuni edifici per poi abbatterli, alcune persone credono che segure le istruzioni del proprio insegnante implichi anche accettarne gli abusi. Non è affatto così!

Marpa disse a Milarepa: “Non trattare i tuoi studenti come io ho trattato te o come io sono stato trattato dal grande Naropa. Tali pratiche non dovrebbe essere riproposte in in futuro”. Questo perché, come ho detto, è molto raro trovare sia un insegnante sia un discepolo che abbiano realizzazioni paragonabili a quelle di questi grandi maestri.

Personalmente ho avuto molti insegnanti che apprezzo molto, ma non posso accettare di vedere tutte le loro azioni come perfette. Quando ero adolescente, i miei due reggenti si combatterono in una lotta per il potere che coinvolse l’esercito tibetano. Meditai su questo fatto, sentii che entrambi gli insegnanti erano estremamente gentili ed ebbi un profondo rispetto per loro; i loro disaccordi non avevano alcuna importanza. Ma quando successivamente ho dovuto affrontare le difficoltà causate dal loro dissenso, ho detto loro: “Quello che state facendo è sbagliato!”. Non ho parlato mosso dall’odio o con mancanza di rispetto, ma perché amo il Buddhadharma e le loro azioni stavano andando contro di esso. Non ho provato alcun senso di mancanza di lealtà e devozione agendo in questo modo nei loro confronti.

Nella nostra pratica, possiamo considerare il comportamento del guru come quello di un mahasiddha, ma nel mondo convenzionale seguiamo l’approccio generale buddhista: se un determinato comportamento è dannoso, dovremmo dirlo apertamente.

Il consiglio di vedere tutte le azioni del guru come perfette non è pensato per tutti i praticanti indistintamente: può generare malintesi e diventare facilmente un veleno sia per i guru sia per gli studenti. Gli studenti che ingenuamente sottovalutano il comportamento inappropriato del proprio insegnante, pensando che qualsiasi cosa egli faccia debba essere necessariamente buona, dà ad alcuni maestri carta bianca per comportarsi male. Da parte dell’insegnante, poi, un comportamento inappropriato equivale a bere il ferro fuso e rovente dei regni infernali e contribuisce alla degenerazione del Dharma nel mondo.

Soltanto in situazioni particolari e a particolari praticanti dovrebbe essere insegnato che tutte le azioni del guru sono perfette. Il buddhismo si basa sul ragionamento e sulla saggezza e tale deve rimanere.

Poiché spesso do insegnamenti di Dharma, molte persone ripongono in me una grande fede. Per molti anni sono stato anche il loro leader laico. Se avessero considerato ogni mia azione come perfetta, questo avrebbe avuto delle conseguenze negative per l’amministrazione (del popolo tibetano, ndt), mentre invece era importante che condividessero con me informazioni e idee e non semplicemente dire di sì a tutto ciò che dicevo, solo per devozione nei miei confronti.

Se avete scelto qualcuno come vostro mentore spirituale e scoprite che è impegnato in qualche comportamento discutibile, potete smettere di frequentare i suoi insegnamenti. Evitate di mancargli di rispetto o di manifestare astio nei suoi confronti: la rabbia vi renderà solo infelici. Il Kalachakra Tantra consiglia di mantenere un atteggiamento equanime e di non proseguire ulteriormente la relazione guru-discepolo. Mantenete le distanze e coltivate il vostro rapporto con altri insegnanti, ma non denunciare con rabbia quella persona: in passato vi ha beneficiato ed è opportuno riconoscerlo e apprezzarlo, anche se d’ora in avanti non lo seguirete più.

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Nel 1993, in una conferenza con degli insegnanti buddhisti occidentali a Dharamsala, mi hanno riferito di alcuni guru il cui comportamento in materia di finanze, rapporti sessuali e così via, ha turbato profondamente la mente dei praticanti e delle persone in generale, dando del buddhismo un’impressione sbagliata. Ho detto loro che questi “guru” non seguono gli insegnamenti del Buddha e li ho incoraggiati a parlare apertamente con questi insegnanti e, se non gli danno retta, di rendere pubblico il loro comportamento: anche se non rispettano l’insegnamento del Buddha, forse si preoccuperanno della loro reputazione e cambieranno i loro modi di agire. Alcuni mi hanno chiesto di parlare direttamente con questi insegnanti, ma penso che sia poco efficace: se non mi ascoltano quando insegno e se non rispettano gli insegnamenti del Buddha, non mi ascoltano neppure se do loro consigli personali.

Ci si può chiedere che cosa fare se un amico è studente di un insegnante la cui condotta etica è discutibile. Gli insegnamenti tantrici parlano del karma distruttivo che si crea rompendo il rapporto guru-discepolo, ma al tempo stesso volete evitare che il vostro amico si faccia del male. Se vedete che la relazione è decisamente dannosa, è opportuno avvertire il vostro amico, semplicemente dichiarando i fatti in modo non giudicante. Ma se il rapporto non è dannoso, è meglio lasciar stare. La chiave per stabilire se si crea il karma negativo della separazione tra discepolo e guru sta nella motivazione. Le azioni motivate dalla rabbia e da un atteggiamento giudicante devono essere evitate, mentre quelle basate sulla compassione e la tolleranza sono da incoraggiare.

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Anni fa, ho sentito parlare di un abate del Kham, in Tibet. Alcuni visitatori erano andati a trovarlo ma lui non c’era perché, come disse il suo assistente “E’ andato a spaventare la gente della città vicina”. Pare che questo Lama andasse in giro dicendo a tutti che sarebbero finiti all’inferno se non avessero seguito le sue istruzioni. Questo non è per certo un metodo buddhista.

Vorrei parlare francamente sia ai mentori spirituali che agli studenti di Dharma. Tra il 2012 e il 2015 ho dato insegnamenti sui diciotto testi di Lam-rim. In alcuni si legge che il guru è Vajradhara e che se non si seguono le sue istruzioni si rinascerà come esseri infernal. Che cosa significa? Il Buddha non ha mai detto che se non si ascoltano i suoi insegnamenti e non si fa come dice lui, si rinasce all’inferno! Il Buddha ha detto che non dobbiamo accettare gli insegnamenti con fede cieca, ma solo dopo averli investigati e analizzati. Questo è il vero modo di seguire gli insegnamenti del Buddha.

Se qualcosa non regge alla prova del ragionamento, non dovremmo accettarla, a meno che non possa essere legittimamente interpretata in senso contrario. Per questo motivo, anche alcuni maestri del Nalanda hanno rifiutato alcune dichiarazioni contenute nei sutra. Dopo attento esame, ad esempio, io ho rigettato la cosmologia tradizionale, con il Monte Meru al centro. Quando l’ho dichiarato apertamente, durante degli insegnamenti nel sud dell’India, alcuni monaci inizialmente si sono sentiti a disagio. Come può il Dalai Lama rifiutare il Monte Meru? Ma nessuno poteva dire che non ero più un buon buddhista perché non ero d’accordo con Vasubandhu su questo argomento.

La nostra libertà di esaminare gli insegnamenti è meravigliosa, questa è la qualità speciale del buddhismo che il Buddha stesso ha incoraggiato.

Sua Santità il XIV Dalai Lama – Tradotto da The Foundation of Buddhist Practice; The Library of Wisdom and Compassion, Volume 2; 2018