I quattro incommensurabili


I quattro incommensurabili sono equanimità, amore, compassione e gioia. Parlerò solo di un paio di essi.

Il significato di amore incommensurabile, o senza limiti, è abbastanza intuitivo: fondamentalmente, tutti noi proviamo amore, persino gli animali. Il problema è che di solito questo amore è limitato: scegliamo i nostri oggetti d’amore in modo molto selettivo, che si tratti di altre persone o di qualsiasi altra cosa. Ci sono innumerevoli fenomeni in tutto l’universo, ma ne scegliamo solo pochi . Questo tipo di “fanatismo” è un problema anche se normalmente crediamo che l’amore sia sempre qualcosa di buono. Il suo lato positivo può essere buono, ma il suo lato estremo e ristretto non lo è affatto perché ci confina in una visione di parte del suo oggetto, ce ne fa esagerare le qualità, oltre ad essere la causa di quei conflitti che sorgono sempre da una mente dualistica. L’inevitabile reazione all’amore volubile e ristretto è il conflitto e il disagio.

Prendiamo, per esempio, uno studente di Dharma. Quando per la prima volta si avvicina al buddhismo, il suo amore sboccia “Amo il buddhismo, amo il Dharma, amo Lama”. Poi cresce ulteriormente: “E’ davvero fantastico. Prima mi sentivo senza speranze, ma il buddhismo mi ha dato una nuova vita. Ora sono felice”. Ci ha davvero preso gusto con il Dharma! Il problema è che ogni volta che ci si fissa su idee come: “Questo è buono; questo è meraviglioso; questo è giusto; questo è il meglio; il Dharma è buono; la meditazione è fantastica”, istintivamente sorge una mente che pensa che tutto ciò che non è buddhismo non sia né buono né importante. Soprattutto quando si inizia a studiarne la filosofia e si impara che vi sono aspetti delle altre religioni in contraddizione con il buddhismo, si comincia a criticarle e denigrarle. Si arriva al punto in cui vi dà fastidio persino sentire le parole cristianesimo, islam, induismo e così via.

Questo però significa che avete perso il vostro amore. Invece di rendervi più tolleranti e liberi, quello che chiamate “amore” è diventato la causa di un conflitto. Parlo di amore dal punto di vista spirituale. Quindi quando affermate “Amo il Dharma”, state attenti a non amare troppo.

Il punto è che dovreste usare il Dharma per risolvere i vostri problemi, non crearvene di nuovi. Questo è il suo unico scopo. La funzione del Dharma è essere l’antidoto ai propri problemi. Se il vostro amore per il Dharma causa conflitti nella vostra mente, vi rende più chiusi e limita la vostra capacità di comunicazione, facendovi ignorare i praticanti delle altre religioni, allora il vostro amore è il vostro problema.

Il modo in cui il vostro amore diventa illimitato non è attraverso una fede cieca. Non è che qualcuno vi dice che i vostri oggetti d’amore sono innumerevoli e voi dovete semplicemente limitarvi a crederci. Esiste una chiara logica dietro a tutto questo. Facciamo un esempio: c’è qualcuno che amate. Chiedetevi perché amate quella persona. Di solito rispondete che è perché quella persona è gentile con voi. Questa ragione vale anche per tutti gli altri esseri senzienti, ma dovreste saperlo già se avete studiato il lam rim, quindi non ho intenzione di entrare nei dettagli su questo punto, ma aggiungo solo che questo è uno dei motivi per cui la comprensione del lam rim è un prerequisito per prendere gli insegnamenti tantrici.

L’amore incommensurabile non va preso alla lettera: amare tutti gli esseri senzienti non significa che dovete dare alla gente ciò che vi chiede o andare a letto con tutti. L’amore vero, profondo e universale, può essere anche adirato. Il vero amore non necessariamente si manifesta con un sorriso, ma può esprimersi anche con un’espressione accigliata. Il nostro problema è che interpretiamo l’amore in maniera troppo superficiale. Se la gente ci guarda con disprezzo, automaticamente supponiamo di non piacergli.

Uno yogi tibetano ha detto: “Gli amici cattivi non sono necessariamente scorpioni”. Intendeva dire che, a volte, le persone che sembrano più gentili con noi sono le peggiori. Gli scorpioni sono chiaramente pericolosi e il loro stesso aspetto ci fa paura. Ma una persona che ci accarezza amorevolmente sul braccio, ci fa regali e ci sussurra amorevolmente nell’orecchio può essere più pericolosa di uno scorpione. Una persona del genere potrebbe anche sembrare più gentile di quanto non lo sia il Buddha che era incredibilmente gentile, ma non faceva smancerie, regali o sussurrava all’orecchio parole dolci. Il falso amico potrebbe invece dimostrare un amore falso e superficiale, ma alla fine ci ingannerà e rovinerà non solo questa vita, ma anche molte vite a venire.

Spesso ci sono dei problemi tra genitori e figli. La maggior parte dei genitori ama istintivamente i propri figli, indipendentemente da come si comportano. Ma quando i bambini sbagliano o fanno cose stupide, i genitori si preoccupano. A volte le loro emozioni e la frustrazione si manifestano sotto forma di rabbia e aggressività e i bambini pensano che i loro genitori non li amino più. Non riescono a vedere l’amore profondo che c’è dietro ogni rimprovero. Questo è solo un altro esempio di come ciò che c’è in superficie a volte smentisce ciò che c’è veramente sotto.

Sull’incomensurabile compassione e gioia non dirò molto, farò solo un paio di osservazioni sull’incommensurabile equanimità . Questo modo di considerare uguali tutti gli esseri senzienti non è lo stesso dell’ideologia comunista. E’ completamente diverso. Ma sembra che i comunisti abbiano adottato alcune delle idee del Buddha nella loro politica, o forse sarebbe più corretto dire che le hanno trascinate nel fango. Introdurre filosofie profonde in una politica sporca, mondana e ideologica non funziona. Non si possono rendere tutti uguali con la forza. L’uguaglianza deve manifestarsi dalla coscienza. L’equanimità è uno stato d’animo, non un’equa distribuzione di beni materiali.

Non dovremmo essere confusi su questo punto. I giovani in Occidente sono molto idealisti. Si entusiasmano quando sentono dire che tutti dovrebbero essere uguali. Si rendono conto che l’Occidente è troppo ricco e si impuntano soprattutto contro i ricchi. Il loro disagio è pronto ad esplodere e quando scoprono una filosofia che afferma che tutti dovrebbero essere uguali, la loro rabbia e l’indignazione prendono il sopravvento. Si arrabbiano con la società, con il governo, con i ricchi, praticamente con tutti. L’idea di uguaglianza in sé è buona, ma la domanda è: come metterla in pratica in modo realistico? Per farlo ci vuole molta saggezza. E’ difficile da mettere in pratica. I cinesi dicono di essere comunisti, ma la loro società ha molte, molte classi sociali e standard di vita diversi.

Pertanto, non fate confusione quando dite a tutti che avete sentito questa fantastica idea che tutti gli esseri dovrebbero essere uguali e iniziate a fare campagne affinché ciò accada. Non sto parlando di politica. Non usate profonde verità spirituali, che hanno a che fare con lo sviluppo interiore e mentale, per interpretarle in modo materiale.

Se si sviluppa l’equanimità verso tutti gli esseri senzienti, ci si libera da ogni agitazione mentale. Se siete estremamente nevrotici, se la vostra coscienza non è fondamentalmente domata e calma, troverete impossibile dirigere la vostra mente verso la concentrazione su un singolo punto. Se non ci riuscite diventa pressoché impossibile praticare lo yoga tantra.

La mente estrema è un grosso problema. Il Buddha aveva due fratelli di cui uno di una lussuria incredibile, correva dietro a qualsiasi donna. Era totalmente ingestibile. Era così sopraffatto dal suo desidero che il Buddha non riusciva a dargli insegnamenti. Facciamo un esempio: siete in un nightclub con venti ragazze che ballano e bevono; io vengo da voi e vi dico: “Ehi, lascia che ti parli un po’ di Dharma”. Non mi dareste minimamente retta. Anche se arrivasse Buddha in persona gli direste di lasciarvi in pace. Quindi il Buddha con suo fratello dovette escogitare un’altra soluzione.

Un giorno gli mostrò una visione di un altro regno: un ambiente infernale, con fiamme e fumo ovunque e, al centro, un enorme calderone pieno di olio bollente e circondato da temibili protettori. Qualcuno chiese a che cosa servisse il calderone e il fratello del Buddha sentì uno dei protettori dire: “Il fratello di Shakyamuni è lassù sulla terra, che balla, beve e dissipa la sua vita, ma quando morirà rinascerà proprio qui, in questo calderone”. A quelle parole il fratello del Buddha per poco non impazzì dalla paura. Improvvisamente comprese quello che aveva fatto e quale ne sarebbe stato il risultato. Era così arrabbiato che non riusciva nemmeno a mangiare. Poi, con la sua grande abilità, il Buddha gli manifestò la visione di un ambiente bello, tranquillo e in completo equilibrio. Nessuna sofferenza estrema, nessuna felicità estrema; la mente di suo fratello divenne molto tranquilla tanto che il Buddha riuscì a dargli degli insegnamenti. Come risultato, ottenne la visione diretta della vacuità nella propria mente, si liberò del suo ego e divenne un arhat.

Pertanto, per praticare il metodo di Manjushri, avete bisogno di una solida base di equanimità, in modo da poter controllare la vostra mente e dirigerla in un’unica direzione. Non ripeterò mai abbastanza abbastanza quanto sia necessario. Se riuscite a sviluppare l’equanimità, scoprirete la grande felicità dovuta a questo stato d’animo. La mente dualistica è una mente fatta di estremi, di agitazione e squilibrata. E’ una mente sofferente. E’ l’equivalente psicologico di avere costantemente un chiodo piantato in testa. La mente estrema è un enorme ostacolo allo sviluppo di una mente pacifica e della beatitudine dell’equanimità.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Immeasurable Love and Immeasurable Equanimity

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