Tutto dipende dalla motivazione e dal karma


È estremamente importante sapere in che modo condurre al meglio la propria vita quotidiana e ciò implica saper distinguere tra un’azione spirituale e una che non lo è, tra ciò che è Dharma e ciò che non è Dharma. I benefici di questa consapevolezza sono incredibili, infiniti. Prendiamo, ad esempio, quattro persone che recitano la stessa preghiera buddhista. La prima la recita con la motivazione di raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Grazie a questa motivazione, la preghiera diventa causa di illuminazione, non solo per chi la sta pronunciando, ma anche per tutti gli esseri senzienti.
La seconda persona recita la preghiera motivata dal desiderio per la propria liberazione dal samsara. L’azione non diventa causa di illuminazione per tutti gli esseri senzienti, ma soltanto per la felicità eterna di quell’individuo.
La terza, recita la preghiera con la motivazione di ottenere la felicità nelle vite future. Il risultato non sarà né l’illuminazione né la liberazione, ma semplicemente la felicità in una vita futura. La quarta persona, infine, recita la preghiera spinta dall’attaccamento per la felicità di questa vita. Anche se è una preghiera di Dharma, un insegnamento del Buddha, pregare con questo atteggiamento non è un’azione di Dharma, non è una pratica spirituale. È un dharma mondano, una causa di sofferenza. Per quale ragione? Perché l’attaccamento a questa vita è una motivazione che ha un effetto negativo, disturba la mente, non la rende pacifica. Ecco perché una tale motivazione è “etichettata” come non-virtuosa, così come l’azione stessa di pregare: sono non-virtuose perché causano sofferenza.

Un giorno a Lama Atisha, il grande yogi e pandita indiano invitato in Tibet per ristabilire il puro Dharma, Dromtönpa chiese: “Quali sono i risultati delle azioni compiute semplicemente per questa vita?” Lama Atisha rispose che simili azioni causano rinascite sfortunate e la sofferenza nei tre regni inferiori: gli inferi, il regno degli spiriti famelici o degli animali.

Vi ho fatto l’esempio della preghiera, ma ciò di cui dovete rendervi conto è che quanto ho appena detto si applica qualsiasi azione, 24 ore su 24: quando camminiamo, stiamo seduti, stiamo dormendo, mangiando, parlando, lavorando… Persino mentre respiriamo. Ogni singola azione può diventare la causa dell’illuminazione, della liberazione o della felicità nelle vite future, oppure della rinascita nei regni inferiori della sofferenza. Tutto dipende dalla motivazione.
Persino bere, deglutire un solo sorso d’acqua, può diventare la causa dell’illuminazione, della liberazione, della felicità delle vite future o della rinascita nei regni inferiori della sofferenza. Se bevete con una mente di Dharma, l’azione di bere diventa Dharma, la causa della felicità. Se bevete con una mente mondana, non-Dharma, con attaccamento o – peggio ancora con rabbia – quest’azione diventa non-virtuosa, la causa di una rinascita nei regni inferiori. Pertanto, bisognerebbe pensare in questo modo: “Se bevo dell’acqua con la motivazione di bodhicitta, ogni singolo bicchiere, ogni sorso diventa una causa di illuminazione, una causa di felicità per tutti gli esseri senzienti. Se però bevo con attaccamento per questa vita, allora ogni goccia, ogni bicchiere diventerà solo la causa della sofferenza, dell’insopportabile sofferenza dei regni inferiori e di tutti i problemi che anche noi esseri umani dobbiamo affrontare”.

Se parlate con la mente mondana dell’attaccamento a questa vita, ogni istante, ogni momento diventa la causa di rinascite sfortunate, la causa della sofferenza. Se guidate un’auto con la motivazione dell’attaccamento a questa vita, allora tutto diventa karma negativo. Se, al contrario, si guida con motivazione positiva, non c’è dubbio che anche questo diventerà la causa della felicità. Se si dorme con attaccamento a questa vita, più a lungo si dorme, più il karma negativo si crea e con esso le cause delle rinascite inferiori. E lo stesso vale per quando scrivete lettere o libri, leggete il giornale o guardate la televisione: è la vostra motivazione a determinare se un’azione diventa Dharma, la causa della felicità, oppure karma negativo, la causa della sofferenza.

Lo ripeto: anche quando andate a fare shopping, la vostra motivazione determina se ciò che state facendo diventerà la causa dell’illuminazione per gli altri esseri senzienti, per la vostra liberazione, per la felicità nelle vite future oppure la causa di ogni sofferenza.
Se fate acquisti con attaccamento a questa vita, ogni volta che comprate qualcosa create karma negativo e quindi la vostra azione non è Dharma, ma causa della sofferenza.
Allo stesso modo, quando siete al lavoro, se le ore che trascorrete lavorando sono motivate dalla bodhicitta, dalla determinazione a raggiungere l’illuminazione a beneficio di tutti gli esseri senzienti, ogni momento diventa la causa della felicità degli altri esseri senzienti. Ma se lavorate con attaccamento a questa vita, tutto ciò che farete diventerà la causa della sofferenza.

Qualunque sia la vostra professione, ci sono due cose che è fondamentale imparare. La prima è come eseguirla correttamente e nel migliore dei modi, ed è ciò vi insegnano a scuola e all’università. La maggior parte delle persone riceve questo tipo di istruzione, tuttavia da sola non è sufficiente. Come ho già detto, questo non è abbastanza per garantire che le vostre azioni servano come causa inequivocabile di felicità. Sapere semplicemente come fare il proprio mestiere non risolve mai completamente i problemi. Trascurare l’educazione interiore – che vi insegna l’atteggiamento con cui dovreste svolgere le vostre mansioni e come vivere la vostra vita – e concentrarsi esclusivamente sull’educazione materiale non porta né soddisfazione né appagamento. È della massima importanza che comprendiate in che modo usare correttamente la vostra mente in ogni istante della vostra giornata. Non c’è altra scelta.

Facciamo un esempio: se lavorate come segretaria o come cuoco con una motivazione di Dharma – per la vostra felicità al di là di questa vita o per la felicità degli altri – allora qualsiasi cosa facciate diventa la causa della felicità, di una buona rinascita. Se – ancora meglio – avete la motivazione di bodhicitta, la determinazione a raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, allora il lavoro di segreteria, la cucina o qualsiasi altra professione diventa la causa dell’illuminazione di tutti gli esseri senzienti. Ecco perché il lavoro interiore – come usare la mente, come motivare le azioni – è molto più importante del lavoro in sé: perché è l’impegno interiore a determinare se ciò che state facendo diventerà la causa della felicità o la causa della sofferenza. Purtroppo, l’educazione a un uso corretto della mente è ciò che manca nei programmi scolastici delle nostre scuole, dove non si insegna in che modo vivere in modo intelligente. Siete convinti che essere pagati per il vostro lavoro sia la causa della vostra felicità ma, in realtà, non importa quanto siete competenti, quanto abili o quanti miliardi guadagnate: se la vostra motivazione è mondana, dettata dall’attaccamento a questa vita, il vostro lavoro non potrà mai diventare la causa della felicità, ma solo causa di sofferenza. La vostra professione, infatti, è solo una condizione per ricevere uno stipendio a fine mese, ma la suan causa principale è il buon karma che avete creato in precedenza, praticando la generosità e facendo offerte ai Tre Gioielli del Rifugio. Ed è sempre grazie al karma positivo che avete accumulato in passato che avete ottenuto un lavoro, che di per sé – come ho detto – è semplicemente una condizione per essere pagati.

Credo comprenderete quindi quanto vi manchi una educazione sul funzionamento del karma. Ovunque nel mondo potete incontrare persone che non hanno studiato un solo giorno in vita loro e che non hanno neppure un lavoro, ma che sono estremamente ricche. Questo vi dimostra che ciò che è generalmente considerato un successo – ricchezza e reputazione – può essere ottenuto senza un’istruzione, senza quella che viene chiamata “professione” o anche senza un lavoro regolare e questo perché tutto dipende dal karma.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da Making Life Meaningful

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