Il potere della consapevolezza


Siete tutti interessati al Dharma e alla meditazione. Ma cos’è il Dharma e come meditare? Fondamentalmente, il Dharma è tutto ciò che fa diminuire le nostre afflizioni mentali, i nostri pensieri inquietanti; è tutto ciò che ci porta pace mentale e liberazione dall’ignoranza e dalla sofferenza.

Il Buddhadharma insegna metodi per purificare la mente dalle negatività e sviluppare al massimo il nostro potenziale umano. Alcuni metodi, come non nuocere agli altri, generare compassione e praticare la generosità, sono condivisi anche da altre tradizioni filosofiche e religiose. Altri sono unicamente buddhisti e tra questi karma e vacuità, rappresentano il cuore del Dharma. Il karma è la legge di causa ed effetto, e la vacuità è la natura ultima della realtà, priva di qualsiasi fraintendimento.

Cominciamo dal karma. Ogni singola azione compiuta dal corpo, dalla parola o dalla mente produce un risultato specifico. Un atteggiamento scorretto, per esempio, si tradurrà sicuramente in problemi e sofferenze, mentre una mente sana, pulita e chiara porta sempre alla felicità. Tutti siamo in grado di renderci conto che quando la nostra mente è piena di confusione, qualunque cosa diciamo è altrettanto confusa. Questo dimostra il legame evolutivo esistente tra tutte le azioni e le rispettive conseguenze. Anche se questo collegamento sembra ovvio, quando viene analizzato non è sempre evidente. Quando ci diciamo qualcosa di insensato o cattivo abbiamo la tendenza a pensare: “Oh, non so perché l’ho; mi è scappato di bocca”. Credere che non ci sia una ragione specifica anche per le nostre azioni apparentemente incontrollate è un errore. Non è mai stata pronunciata una sola parola che non fosse motivata da un atteggiamento mentale, positivo o negativo.

Comprendere la connessione karmica tra cause ed effetti ci dà l’energia per cambiare noi stessi. Tuttavia, è essenziale procedere con pazienza e saggezza. Modificare il nostro comportamento abituale non è facile. Non è come preparare un caffè istantaneo; ci vuole tempo. Il cambiamento avviene gradualmente perché i vari atteggiamenti negativi e le afflizioni mentali hanno diversi gradi di forza. Ogni problema mentale deve quindi essere affrontato secondo la sua particolare natura, sia esso estremamente sottile e profondamente radicato nella nostra coscienza, o abbastanza evidente e a portata di mano. L’approccio logico è quello di concentrarsi prima di tutto sulla purificazione delle negatività grossolane e poi tentare di sradicare quelle sottili più profonde. Il punto importante è che la rimozione dei difetti più evidenti è qualcosa che possiamo fare fin d’ora. E’ molto più saggio dedicarsi a qualcosa in cui il successo è possibile piuttosto che tentare di raggiungere l’impossibile.

Quando si lava uno straccio molto sporco è impossibile rimuovere immediatamente tutte le macchie e gli odori. Con il lavaggio iniziale ci si occupa del primo strato di sporco ed è solo dopo che è stato sciacquato e strizzato due o tre volte che vengono finalmente rimosse tutte le macchie. Le afflizioni mentali radice – attaccamento, rabbia e ignoranza – sono le macchie che inquinano la nostra mente e, di queste, l’ignoranza della realtà è la più radicata e difficile da eliminare. Pulire la mente è quindi un processo evolutivo e l’unico modo per assicurare un cambiamento positivo è lavorare a partire dalle afflizioni grossolane e affrontare quelle più sottili in seguito.

Durante tutta la pratica del Dharma non dovete mai forzare la mano, ma al contrario cercare di essere a vostro agio e fare solo ciò che vi è possibile in questo momento. Se si cerca di andare oltre alle proprie capacità si rischia di compromettere l’intero sistema nervoso, producendo una reazione estremamente negativa; si può arrivare a rinunciare all’idea di affrontare le proprie afflizioni mentali.

Anche se siamo adulti, la nostra mente è come quella dei bambini. La mente di un bambino richiede una cura particolarmente delicata; abbiamo bisogno di grande abilità e pazienza. Un bambino non può sopportare un’eccessiva pressione o la costrizione a superare i suoi limiti. Eppure molti praticanti spirituali sono perfezionisti il cui ego li spinge a cercare di avanzare troppo velocemente. Sono severi e spietati verso se stessi al punto di vivere in uno stato di perenne tensione. Sono frustrati e arrabbiati con se stessi e con tutti quelli che li circondano. E’ una buona cosa cercare di raggiungere per la perfezione, ma dobbiamo essere pratici e realisti. E’ meglio procedere per gradi, passo dopo passo. Altrimenti è probabile che facendo il passo più lungo della gamba vi facciate male sul serio. Per avere successo nella pratica del Dharma è meglio sentirsi a proprio agio, rilassati e con i piedi per terra, regolare l’intensità della pratica giorno per giorno in base alla propria situazione.

Essere pragmatici significa essere aperti ad adattare la propria pratica alle condizioni esterne. In questa sala di meditazione,per esempio, siamo seduti insieme a gambe incrociate su tappeti orientali, circondati da bellissime statue e dipinti dei buddha; il fumo d’incenso riempie l’aria e le candele bruciano sull’altare. E’ facile meditare in un’atmosfera così positiva.

Tuttavia, se vi trovate in un altro ambiente, in treno o in aereo, questo non deve diventare una scusa per abbandonare la vostra pratica. Solo perché non ci sono immagini dei buddha, avete la sensazione che il Buddha non sia presente. Il luogo in cui vi trovate sembra mancare di spiritualità e vi sentite come se foste sul punto di annegare nel samsara. O forse a casa vostra la famiglia non vi permette di avere un altare o di appendere alle pareti immagini di esseri illuminati e voi, per non contrariarla, non recitate mai le vostre preghiere ad alta voce. Poi, ripensando con nostalgia a quella tranquilla sala di meditazione, pensate: “Mi sembra di essere in un altro mondo. Nessuna immagine dei maestri spirituali o dei buddha, nessuna candela o incenso, e non posso neppure recitare le mie preghiere. Come potrò praticare il Dharma?”.

Questi pensieri sono un esempio di come funziona la vostra mente dualistica. Siete riusciti a razionalizzare la via d’uscita dalle vostre meditazioni, non rendendovi conto che la bellezza del sentiero graduale per l’illuminazione è che vi spiega come meditare in qualsiasi contesto, anche mentre mangiate, bevete, parlate, viaggiate o qualsiasi altra cosa stiate facendo. Gli oggetti sacri sono ovviamente utili, ma non assolutamente essenziali per la pratica. Personalmente, trovo il bagno un posto eccellente per una meditazione tranquilla e indisturbata, lontano da rumori e confusione. E’ un buon posto dove rifugiarsi.

In realtà è possibile incontrare un insegnamento di Dharma in tutto ciò che vediamo: la televisione, i film, i giornali, il vento che soffia, i movimenti dell’oceano o il cambiare delle stagioni. Se osserviamo il mondo dal punto di vista del Dharma possiamo ottenere una profonda comprensione della realtà, compresa l’impermanenza e la legge di causa ed effetto. “Tutte queste cose stanno cambiando, proprio come sto cambiando anch’io.” Di solito camminiamo in un sogno, inconsapevoli dei mutamenti e dei movimenti che avvengono intorno a noi. O è così, oppure li diamo per scontati. E’ facile scordarsi che ciò che la televisione e i film stanno mostrando è una mera fantasia e questa dimenticanza non fa che aumentare la nostra ignoranza e chiudere la porta alla saggezza. Se invece apriamo il nostro occhio della saggezza e lasciamo che l’universo riveli la sua realtà, potremo aumentare la nostra conoscenza e praticare il Dharma in qualsiasi momento e ovunque.

Permettendo a tutto ciò che vediamo di ricordarci che la legge di causa ed effetto governa ogni cambiamento, che ogni trasformazione ha una ragione precisa, capiremo gradualmente il karma. Smetteremo di supporre che le nostre esperienze ci piombino addosso inaspettatamente. La sensibilità al costante flusso del nostro sistema nervoso diventerà più acuta osservando il modo in cui la nostra mente e il nostro corpo cambiano continuamente.

Quando in noi sarà sorta una profonda comprensione della legge di causa ed effetto e avremo compreso che ogni singola azione ha una conseguenza definita, ci renderemo conto di quanto sia importante essere coscienziosi e consapevoli di tutto ciò che facciamo. La consapevolezza del karma porta la consapevolezza spontanea del nostro comportamento. Rendendoci conto che le azioni positive portano inevitabilmente alla felicità e le azioni negative alla sofferenza, diventeremo più abili nel discriminare e più consapevoli della natura delle nostre azioni. Se la legge di causa ed effetto non guida la nostra vita, tuttavia, non c’è pratica del Dharma, e senza tale pratica rimangono solo ignoranza e sofferenza.

La consapevolezza cosciente e sostenuta delle nostre azioni fisiche, verbali e mentali – dal momento del risveglio a quando la sera ci addormentiamo – è più profonda e penetrante di un’ora di meditazione quotidiana. Meditare un’ora al giorno non è niente in confronto alla pratica di un giorno di consapevolezza: in un solo giorno possiamo difenderci dall’apatia e dalla pigrizia che spesso compromettono la nostra pratica.

Una ragione per sottolineare l’importanza dell’osservazione del karma è che voi occidentali siete sempre molto interessati alla meditazione. Amate la meditazione, ma vi entusiasmate decisamente di meno quando vi vengono offerti insegnamenti sul karma. Vi lamentate che questo argomento è troppo pesante. Ma non dobbiamo cedere all’ansia. Il nostro corpo, la parola e la mente sono già pesanti di loro; non sono certo gli insegnamenti a renderli ancora più pesanti.

Con questo non voglio dire che la meditazione non è importante, ma che se abbiamo delle difficoltà a fare una meditazione formale, possiamo comunque praticare perfettamente il Dharma. Meditare significa essere sempre attenti alle nostre azioni e coltivare un atteggiamento di amorevolezza piuttosto che di aggressività. Questa è la meditazione. Tenuto conto del nostro attuale livello di sviluppo spirituale, questo tipo di approccio alla pratica può essere ancora più efficace e realistico della meditazione su soggetti tantrici profondi.

Se riusciamo a risvegliarci al momento presente abbiamo ottenuto qualcosa di importante. Analizziamo il momento presente. Siamo tutti fisicamente qui, in questa stanza, ma la nostra mente è da qualche altra parte, probabilmente sta viaggiando nel futuro. “Dopo questo corso di meditazione…” Stiamo fantasticando su qualcos’altro e nel frattempo il momento presente ci sfugge. Anche se vi sto parlando, la mia mente pensa al Tibet. Non sono davvero con voi.

C’è un metodo di Dharma molto potente per portare la mente nel presente. Ogni mattina, appena svegli, dovreste pensare in questo modo: “Come sono fortunato ad essere ancora vivo e a essere un essere umano e non un cane o un pollo. Con questo corpo umano e questa mente ho il potere di comprendere la mia mente e di praticare il Dharma. E’ una cosa che gli animali non possono fare. Quindi dedicherò questa giornata al raggiungimento dell’illuminazione. Per raggiungere rapidamente questo obiettivo devo evitare le azioni impure ed emanare una vibrazione positiva verso gli altri”. La potenza di questa motivazione vi aiuterà a mantenere la vostra consapevolezza e il vostro autocontrollo al massimo livello durante tutta la giornata.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Karma and Emptiness – Questo insegnamento è stato dato al Nagarjuna Institute di Ibiza nel 1978 e pubblicato l’anno successivo nel libro Wisdom Energy 2

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