Perché studiare il Lam-Rim


La gente si entusiasma per cose davvero strane. Di recente ho visto un gruppo di uomini calciare un pallone verso una grande rete sorretta da due pali e centinaia di migliaia di persone esultare e alzare le mani al cielo, mentre nel frattempo milioni di altre assistevano alla stessa scena trasmessa in TV. Erano tutti completamente fuori controllo per l’eccitazione, i lineamenti dei loro volti così stravolti che onestamente non riuscivo a capire se fossero molto felici o in balia di terribili dolori.

La Coppa del Mondo sembra estremamente importante per un sacco di gente, ma porta anche infelicità e gelosia, rabbia e odio se il tuo Paese batte il mio.

Un ottimo motivo per essere eccitati e felici, invece, è il semplice fatto di avere questo corpo umano. Se riuscissimo a cogliere veramente anche solo una minima parte del suo valore, avremmo una ragione in più per saltare dalla gioia ed esultare come quei tifosi. Ogni giorno, ogni secondo dovremmo provare un enorme senso di contentezza nei nostri cuori per questo prezioso dono che ci dà l’opportunità di fare ciò che vogliamo e attraverso il quale possiamo ottenere tutto ciò che desideriamo, a vantaggio nostro e degli altri.

Nello sport e nelle attività mondane, le persone cercano sempre di eccellere e primeggiare. Ma vincere alle Olimpiadi, scalare l’Everest o qualunque altra impresa la gente consideri una conquista non è davvero un granché. Tutti noi abbiamo già fatto quel genere di cose un’infinità di volte, in vite passate se non in questa, e certamente non ci hanno reso più felici. Nelle nostre incalcolabili vite precedenti, infatti, abbiamo goduto di ogni tipo di piacere innumerevoli volte. Abbiamo raggiunto stati che non possiamo neppure immaginare. Non c’è piacere o esperienza che non abbiamo già provato. Siamo nati in regni dove non c’è alcuna sofferenza. Abbiamo raggiunto una capacità di concentrazione così profonda, come spiega il grande maestro Pabongka Dechen Nyingpo nel suo commentario ai Tre Aspetti Principali del Sentiero verso l’Illuminazione, da rimanere perfettamente indisturbati persino con un tamburo che rimbomba accanto al nostro orecchio. Abbiamo conquistato poteri psichici elevati, come la chiaroveggenza e la capacità di volare. Nulla di tutto questo è nuovo. Queste cose ci sembrano speciali soltanto perché non comprendiamo la reincarnazione e non ci rendiamo conto che, nelle nostre vite precedenti e da un tempo senza inizio, abbiamo già fatto tutto, più e più volte.

Ai primi corsi di meditazione al monastero di Kopan, in Nepal, gli studenti arrivavano per le ragioni più diverse. Molti erano hippy, avevano letto opere come Il Libro Tibetano dei Morti oppure Il Terzo Occhio4 in cui si afferma che la meditazione può portare a poteri magici, come volare. Non c’è niente di speciale nel volare. Miliardi di uccelli sanno volare, ma questo significa forse che conoscono il segreto della felicità? Alcuni studenti erano interessati ai viaggi astrali o a sviluppare l’aura attorno al loro corpo. Le lucciole emettono un bagliore, ma vogliamo davvero essere come loro? I più grandi poteri magici possono sembrare meravigliosi, ma in realtà non sono altro che conquiste mondane e hanno poco senso, nel lungo periodo: non possono assicurarci la vera felicità e non possono liberarci dal samsara, il ciclo di insoddisfazione in cui siamo intrappolati. Non hanno neppure il potere di eliminare o ridurre le nostre afflizioni mentali, che è l’unico vero modo per liberarci dalla sofferenza ed essere felici.

Nessuno di questi poteri del samsara può durare. È nella loro natura. Affrontiamo molte difficoltà pur di ottenerli, li conquistiamo per un breve periodo e poi ci abbandonano, lasciandoci di nuovo insoddisfatti. Inoltre, qualunque cosa sia della natura del samsara si ottiene per via dell’attaccamento ai piaceri mondani di questa vita e questa, come vedremo, è una motivazione non virtuosa e la causa della sofferenza futura.

Altri studenti, invece, arrivarono a Kopan perché avevano capito che la felicità che l’Occidente aveva da offrire era illusoria. Anche chi veniva da grandi città come New York, pur consapevole dei progressi materiali, si rendeva conto che non erano sufficienti. Ogni anno c’era sempre più progresso, ma per qualche ragione non c’era mai più felicità. Una nuova invenzione risolveva un problema, ma immediatamente se ne presentavano altri. Più le società diventavano complesse, più lo diventavano anche i problemi. Quegli studenti si erano resi conto che mancava qualcosa nei metodi utilizzati per affrontare i problemi e condividevano un senso di frustrazione per una società che continuava ad affidarsi a mezzi esterni per risolvere problemi interiori; avevano intuito che ci doveva essere una via più profonda e significativa per raggiungere la felicità. Una constatazione che si rivelò molto saggia perché aprì loro la porta della pace interiore. Là fuori, per le strade, c’era un mondo pazzo e confuso, ma loro avevano trovato l’ingresso di un bellissimo giardino.

In questo momento, con questo prezioso corpo umano, abbiamo le condizioni perfette per vedere oltre la confusione che abbiamo attorno: possiamo capire che cos’è la sofferenza e come superarla, che cos’è la vera felicità e come raggiungerla. Abbiamo il Dharma.

Il Dharma è ciò che ci conduce alla felicità e ci allontana dalla sofferenza; è ciò che distrugge la radice della sofferenza: l’ignoranza e il karma. È la strada che tutti noi dobbiamo percorrere, che ci consideriamo Buddhisti oppure no. Solamente rinunciando alle cause della sofferenza, come l’attaccamento, e sviluppando la compassione e una corretta comprensione della natura della realtà possiamo veramente essere liberi. Questa è la nuova esperienza che dovremmo cercare di fare a tutti i costi, altro che chiaroveggenza e volo. Questo è ciò che non abbiamo mai sperimentato in passato.

Il Dharma è ciò che ci permette di raggiungere questa meta, ma il termine spesso è usato per indicare specificatamente gli insegnamenti del Buddha. Si dice che il Buddha storico, Shakyamuni, abbia impartito 84.000 insegnamenti nei quarant’anni trascorsi tra la sua illuminazione e la sua morte, in India 2.600 anni fa. Nel Buddhismo Tibetano questi incredibili insegnamenti sono stati classificati in un sistema che li rende accessibili, facili da studiare e da mettere in pratica: il lam-rim, il sentiero graduale verso l’illuminazione.

Nel lam-rim, i tre aspetti principali che dobbiamo sviluppare – la rinuncia al samsara; la bodhicitta, ovvero la motivazione altruistica di diventare illuminati per il beneficio di tutti gli esseri senzienti; e la retta visione, cioè la comprensione della vacuità – sono esposti in una serie progressiva di insegnamenti, a cominciare dalla necessità di affidarsi a una guida spirituale che ci accompagni dall’inizio, fino alle menti più sottili, indispensabili per l’illuminazione alla fine del sentiero. Il lam-rim contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno per arrivare allo stato ultimo di illuminazione.

Posso affermare senza alcuna esitazione che il lam-rim è l’essenza stessa del Dharma. Quando nel X secolo il grande maestro indiano Atisha si recò in Tibet dall’università buddhista di Vikramashila, in India, condensò tutto ciò che il Buddha aveva insegnato in questo sentiero graduale, senza tralasciare nulla. Dopo di che, maestri tibetani come Lama Tsongkhapa scrissero dei commentari al lam-rim di Atisha e studiarli permette di capire il modo in cui si sviluppa l’intero sentiero.

È un po’ come il burro. Il latte è molto nutriente, ma l’essenza stessa del latte è il burro. Possiamo usare il latte per fare altre cose, ma il burro ne rimane l’essenza ultima. I grandi filosofi e gli yogi come Lama Tsongkhapa hanno dato incredibili insegnamenti, basati sulla propria esperienza. Avevano una conoscenza e una comprensione così profonde che non possiamo nemmeno immaginarle, attraverso le quali sono riusciti a distillare l’essenza, il burro, per mostrarci chiaramente la strada che dobbiamo percorrere, dal punto in cui ci troviamo ora fino all’illuminazione.

Proprio adesso abbiamo una libertà incredibile. Abbiamo intelligenza, tempo a disposizione e desiderio di imparare. Se ci riflettete un po’, vi renderete conto che è così. Gli insegnamenti tradizionali sulla perfetta rinascita umana descrivono le otto libertà e le dieci ricchezze e ci mostrano molto chiaramente quanto siamo fortunati e quanto sia rara la posizione in cui ci troviamo ora. In questo momento abbiamo i mezzi per raggiungere tutto ciò che vogliamo, abbiamo gli strumenti che ci permettono di creare le cause per la perfetta felicità. Ecco perché è fondamentale non sprecare questa preziosa opportunità.

Senza aver studiato il lam-rim però è molto difficile capire quanto sia eccezionale questa rinascita e in che modo sfruttarla al meglio. Forse cerchiamo di meditare, forse preghiamo o leggiamo i sutra; forse ci definiamo buddhisti, ma senza una buona formazione di lam-rim è molto difficile comprendere quanto sia importante non solo praticare il Dharma, ma non fare nient’altro. La pratica del Dharma è la cosa più importante nella vita.

Prima di tutto dobbiamo sapere che senza il Dharma non c’è felicità. Nessuna felicità. La definizione stessa di Dharma è “ciò che porta la felicità”. Anche la più piccola felicità che sperimentiamo oggi deriva direttamente dall’aver agito virtuosamente in passato; e quell’azione era Dharma, che si sia trattato di generosità o di gentilezza, di pazienza o di corretta comprensione.

E tutta la felicità che sperimenteremo in futuro dipende completamente dalla nostra capacità di compiere d’ora in avanti soltanto azioni virtuose, e anche questo è Dharma.
Per rendere la nostra vita significativa, dobbiamo compiere azioni significative. Ma prima dobbiamo riconoscere quanto siamo fortunati ad avere questa preziosa opportunità e decidere di non sprecarla mai. Questa è la cosa principale che ci permette di generare l’energia di cui abbiamo bisogno per intraprendere il cammino che ci attende. Sarà un viaggio lungo e difficile, dovremo sviluppare molte abilità: come per una spedizione particolarmente impegnativa, servono molti portatori. Sarà difficile perché non l’abbiamo mai fatto prima e perché si tratta di un viaggio esclusivamente della mente, con molte oscurazioni e ostacoli a bloccarci la strada.

Per raggiungere la completa liberazione dalla sofferenza, il nirvana e l’illuminazione, dobbiamo distruggere tutte le ostruzioni mentali che noi stessi abbiamo creato. Distruggere il pianeta sarebbe di gran lunga più semplice.

Ma questo è un viaggio grandioso e il lam-rim è la tabella di marcia che ci porterà fino a destinazione, sulla strada più breve e senza smarrirci; il punto di partenza è l’apprezzamento della perfetta rinascita umana. È molto importante, quindi, in questa fase iniziale del nostro cammino, avere una comprensione molto chiara di che cos’è la perfetta rinascita umana, della sua incredibile rarità, della sua fragilità e dei meravigliosi benefici che può portare.

Nei testi come il Grande Trattato di Lama Tsongkhapa e ne La Liberazione nel Palmo della Tua Mano di Pabongka Dechen Nyingpo, dopo la descrizione del lignaggio dei grandi maestri che hanno esposto il lam-rim e del loro legame diretto con il Buddha Shakyamuni e dopo la spiegazione dell’importanza del maestro spirituale, il guru, il corpo centrale degli insegnamenti è tradizionalmente diviso in due sezioni:
▶ persuadere la vostra mente a cogliere l’essenza della vostra perfetta
rinascita umana
▶ il metodo con cui cogliere l’essenza dalla vostra perfetta rinascita
umana

Il metodo rappresenta il resto del sentiero per l’illuminazione. Comprenderete quindi, in questa miriade di insegnamenti, quanto sia centrale la perfetta rinascita umana.

In questo libro cercherò di spiegarvi qualcosa su questo argomento, per farvi capire che cos’è la perfetta rinascita umana e perché è così importante.
Nei testi di Lama Tsongkhapa e Pabongka Rinpoche, l’insegnamento sulla perfetta rinascita umana si articola in tre sezioni:
▶ identificare la perfetta rinascita umana con le sue otto libertà e le
dieci ricchezze
▶ i grandi benefici della perfetta rinascita umana
▶ la difficoltà di ottenere la perfetta rinascita umana
Lama Tsongkhapa e Pabongka Dechen Nyingpo iniziano le loro ampie dissertazioni di lam-rim incoraggiando lo studente ad approfittare della perfetta rinascita umana. Questa è fondamentalmente la struttura che seguiremo anche in questa occasione.

Lama Zopa Rinpoche – La Perfetta Rinascita Umana

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