Un mondo bellissimo ci aspetta


Gran parte della nostra sofferenza deriva dal fatto che siamo perennemente in ansia per la nostra reputazione. Invece di preoccuparci della realtà di ciò che siamo, ci preoccupiamo di ciò che gli altri pensano di noi. Guardiamo troppo verso l’esterno. È incredibile. Dal punto di vista buddhista, questo è il sintomo di una mente malata, totalmente, clinicamente malata.

Gli psicologi occidentali non considerano questo atteggiamento una malattia mentale, adottano parametri diversi. Perché c’è questa differenza? Perché il Buddha ci insegna a perseguire l’obiettivo più alto – la pace interiore, duratura e indistruttibile della mente – ed è solo quando lo raggiungeremo non saremo più malati.

Dal punto di vista buddhista, finché la nostra mente continua a essere soggetta ad alti e bassi è ancora malata e abbiamo bisogno di cure: la meditazione, la pratica del Dharma. Questa è una psicologia davvero profonda.
Gli psicologi occidentali invece vi considerano mentalmente sani se siete in grado di condurre “normalmente” la vostra vita, svolgere le vostre attività quotidiane, comunicare con i vostri amici e così via. Dicono: “Ok, state bene. Potete andare”! Si accontentano di poco. Ma lo psicologo supremo, il Buddha, ha guardato più in profondità, ha visto che cosa succede nei meandri del nostro inconscio. Gli psicologi occidentali sono soddisfatti dei traguardi che hanno raggiunto, ma sanno anche che, pur avendo fatto molti progressi, per quanto riguarda la comprensione della natura della mente inconscia hanno ancora molta strada da fare. L’ho letto in un libro di psicologia.

In ogni caso, la realtà è che ci attacchiamo a qualsiasi idea riteniamo essere buona, quindi, se gli insegnamenti del vostro sentiero spirituale vi sembrano effettivamente validi, provate a praticarli senza attaccamento.

C’è tanta gente che ha convinzioni troppo estreme, che arriva a fare proseliti per la propria fede persino per strada. Voi magari siete di fretta e state correndo da qualche parte e loro cercano di fermarvi per lasciarvi un volantino, vi chiedono di leggerlo, cercando di spiegarvi le loro idee. Vogliono così tanto diffondere il loro credo che predicano nei centri commerciali e nei supermercati. È troppo estremo. Non è necessario. La mente ha bisogno di tempo per assimilare qualsiasi idea. Se volete davvero insegnare qualcosa a qualcuno, dovete aspettare che sia pronto a farlo. Se la mente non è ricettiva, non dovreste cercare di promuovere le vostre idee religiose, non importa quanto profondamente ci crediate. È come dare a un moribondo un gioiello prezioso.

Amore universale

Molte religioni insegnano l’importanza dell’amore universale, ma la domanda è: come svilupparlo dentro di noi?. Non puoi realizzare l’amore universale semplicemente ripetendo come un mantra “amore universale, amore universale, amore universale, amore universale”. Quindi, come si ottiene questa realizzazione?
Secondo il Buddha, il primo passo è sviluppare una mente equanime verso tutti gli esseri viventi. In altre parole, prima di poter provare un amore universale, dovete sviluppare un atteggiamento equilibrato verso tutti gli esseri dell’universo… e state sognando se pensate di poter sviluppare questi atteggiamenti senza alcun addestramento mentale.
D’accordo, pensate che l’amore universale sia un’idea meravigliosa, ma allo stesso tempo rimanete di parte, faziosi, rispetto alla religione che avete adottato. Avete un’idea fissa: “Questa è la mia religione” e se incontrate qualcuno di un’altra fede, vi sentite a disagio; c’è un conflitto nella mente. Dov’è allora il vostro amore universale? Pensate sia qualcosa di fantastico, ma non siete in grado di manifestarlo perché la vostra mente è squilibrata, non è equanime. Affinché l’amore universale entri nella vostra mente, dovete sviluppare una sensazione di equilibrio ed equanimità verso tutti gli esseri dell’universo.

Più facile a dirsi che a farsi! Quindi forse dovrei spiegarvi meglio come sviluppare l’equanimità. Lo facciamo attraverso la meditazione formale seduta.

Meditazione sull’equanimità

Visualizzate davanti a voi una persona che vi sta antipatica, qualcuno che proprio non vi piace; alle vostre spalle visualizzate invece la persona a cui siete più affezionati e, tutti intorno a voi, le persone che vi sono indifferenti, quelli che non sono amici, parenti o nemici.

Osservate questi tre gruppi di persone – amici, nemici ed estranei – e meditate; cercate di capire che cosa provate verso ciascuno. Rispetto a un caro amico, sorge una sensazione di attaccamento, il desiderio di andare verso di lui; da qualcuno che vi ha fatto del male o vi infastidisce, invece, volete solo allontanarvi.

Questo è un metodo molto semplice per controllare le sensazioni e i sentimenti che provate nei riguardi di persone diverse; non è complicato. Basta visualizzarle e prestare attenzione a quello che sentite. Poi potete iniziare a chiedervi: “Perché alcune persone mi fanno sentire in un modo e altre in un altro? Perché desidero aiutare solo quelli a cui voglio bene ma non chi non mi piace?”. Se siete onesti con voi stessi scoprirete che le risposte che vi date a queste domande sono completamente irrazionali, prodotto di una mente illusoria.

Quelle risposte sono la dimostrazione che ancora non avete compreso la natura impermanente delle relazioni umane. Chi ha conquistato questa consapevolezza, infatti, sa benissimo che le relazioni interpersonali sono costantemente mutevoli e che non esiste una relazione che sia permanente, fissa, definitiva. E’ impossibile, anche se lo si desidera con tutto il cuore.

Provate a ripercorrere mentalmente l’intera storia della vita sulla Terra, dal momento in cui è iniziata fino a oggi: dov’è la permanenza? Quando mai c’è stato qualcosa di permanente? Se ci fosse, dovrebbe essere ancora qui, ma non c’è perché una cosa del genere semplicemente non esiste.

Inoltre, il vostro giudizio sulle persone – amici, nemici, estranei – è un completo equivoco. Per prima cosa, si basa su ragioni totalmente illogiche. Quali che siano infatti, i vostri giudizi “Lui mi piace, lei non mi piace” non hanno alcun fondamento logico, non hanno nulla a che fare con la vera natura del soggetto o dell’oggetto.

Giudicando il prossimo, vi comportate come chi, di fronte a due persone che stanno morendo di sete, decidesse di dare da bere a una, ma non all’altra. È esattamente così. Se davvero verificate con la saggezza dell’introspezione, capirete che il vostro metro di giudizio (bene/male, giusto/sbagliato) si fonda essenzialmente sulla preoccupazione per il vostro ego e mai sul benessere degli altri.

Riflettete! Visualizzate tutti gli esseri viventi intorno a voi e cercate di realizzare che proprio tutti, esattamente come voi, vogliono la felicità e non vogliono la sofferenza; che non c’è motivo per fare una distinzione psicologica tra amico e nemico, per voler aiutare l’uno – mossi dall’attaccamento – e attaccare l’altro, spinti dall’avversione e dall’antipatia. Questo tipo di mente è del tutto irrealistica: la mente umana insoddisfatta cambia in continuazione e di conseguenza cambiano anche le relazioni tra le persone.

Con chi vi state arrabbiando?

Se siete arrabbiati con qualcuno è con la sua mente che dovreste esserlo, non con il suo corpo fisico. La sua mente è incontrollata, quindi quella persona non ha scelta. Se vi aggredisce, è perché mossa da un attaccamento incontrollato oppure dalla rabbia. Quindi è con la sua rabbia o con il suo attaccamento che dovreste arrabbiarvi, non con l’individuo che avete davanti.
Se mentre siete in auto qualcuno vi tampona, non vi arrabbiate con la macchina, vero? Vi arrabbiate con chi stava al volante. È esattamente la stessa cosa. Il conducente è la mente insoddisfatta, non la manifestazione delle sue emozioni. Quindi, non è con la persona, ma con le sue afflizioni mentali che al limite dovreste essere arrabbiati. Ciò che una persona dice o fa è semplicemente sintomatico di ciò che ha nella sua mente.

Questo è l’approccio per sviluppare l’equanimità e più lo praticate, più vi renderete conto che in realtà non c’è motivo di fare distinzioni tra gli esseri senzienti – amici, nemici e estranei – sulla base degli estremi di attaccamento e avversione; soltanto una mente malsana agisce in questo modo.

Un mondo bellissimo ci aspetta

Quando sperimenterete l’equanimità, sarete stupiti di quanto cambierà radicalmente il vostro punto di vista sui “nemici”. Chi vi ha fatto del male, chi vi infastidisce vi apparirà sotto una luce completamente diversa e non perché sia cambiato, ma perché la vostra mente sarà diversa; avrete cambiato la vostra percezione. Non è una favola, è la realtà.
Quando si cambia atteggiamento, cambia anche la visione del mondo. Se la mente è offuscata, anche il mondo appare offuscato; se la mente è chiara, il mondo appare bellissimo. Lo sapete già, per esperienza personale. La vostra visione del mondo proviene dalla vostra mente; è un riflesso della vostra mente. Non c’è nulla di permanente e perfettamente buono “dalla sua parte”. Dove potreste trovare una cosa del genere? E’ impossibile.

Analizzate la vostra psicologia, cercate di capire in che modo funziona la vostra mente, come giudicate gli esseri senzienti per ragioni del tutto illogiche e irrealistiche. Meditate! Per scoprire l’amore universale nella vostra mente dovete prima sviluppare una sensazione di equilibrio ed equanimità per tutti gli esseri viventi dell’universo.
Ottenuta questa realizzazione, non dovete più preoccuparvi dell’amore universale: sorgerà in voi spontaneamente. È così che funziona la psicologia umana.

Quando la vostra mente sarà equilibrata e proverete gli stessi sentimenti per tutti gli esseri viventi, allora sarete automaticamente felici. Non penserete più “Vorrei essere felice”, lo sarete. Sarete in pace e sereni; il vostro corpo e le vostre parole emaneranno una vibrazione positiva che andrà automaticamente a beneficio degli altri. Ovunque andrete, quella vibrazione sarà con voi.

Ma è impossibile raggiungere questo stato senza meditazione. Se non meditate, non riuscirete a liberarvi dall’attaccamento, sia spirituale sia materiale, né saprete sviluppare l’amore universale.
Il sentiero Mahayana verso l’illuminazione è un percorso graduale: per sviluppare l’amore universale, prima è necessario sviluppare l’equanimità. Poi generiamo la mente del risveglio di bodhicitta, e successivamente ci comportiamo secondo le sei perfezioni: generosità, moralità, pazienza, sforzo entusiastico, concentrazione e saggezza.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da The Peaceful Stillness of the Silent Mind 

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