Praticare senza attaccamento


Chi pratica la meditazione o segue un sentiero spirituale non dovrebbe farlo con attaccamento, fissandosi sulle idee.

Le idee non sono fenomeni esterni. La nostra mente spesso si aggrappa a ciò che ci sembra buono e giusto, ma questo atteggiamento può essere estremamente pericoloso. Accettiamo con troppa facilità quello che ci sembra positivo: “Oh, la meditazione è davvero fantastica!”. Certo, la meditazione è qualcosa di positivo, se si è capito che cos’è e la si pratica correttamente, e di sicuro ci permette di trovare delle risposte alle domande della vita. Quello che sto dicendo, però, è che qualsiasi cosa facciate nel regno della filosofia, della dottrina o della religione, non dovreste aggrapparvi alle idee, attaccarvi al vostro sentiero spirituale.

Lo ripeto: non sto parlando di oggetti esterni; sto parlando di fenomeni interiori, psicologici. Sto parlando di sviluppare una mente sana, coltivando ciò che il Buddismo chiama l’indistruttibile comprensione: la saggezza.

Alcune persone si godono la loro meditazione e la soddisfazione che porta, ma allo stesso tempo si aggrappano fortemente all’idea intellettuale che ne hanno: “Oh, la meditazione è perfetta per me. È la cosa migliore del mondo. Sto ottenendo dei risultati. Sono così felice!”. Ma come reagiscono quando non sono più sul cuscino? Se non si arrabbiano, è fantastico. È la dimostrazione che stanno facendo bene la loro pratica spirituale.

Allo stesso modo, potreste provare un’enorme devozione per Dio o per il Buddha, basata su una profonda comprensione e una grande esperienza ed essere sicuri al cento per cento di quello che state facendo, ma se avete ancora attaccamento per le vostre idee e qualcuno vi dice: “Sei devoto a Buddha? Buddha è un maiale!” o “Credi in Dio? Dio è peggio di un cane!” andate completamente fuori di testa. Eppure, le parole non possono rendere il Buddha un maiale o Dio un cane, ma di nuovo, il vostro attaccamento, la vostra mente sfugge completamente al vostro controllo: “Ma come osi dire cose del genere!?”

Non importa quello che dicono gli altri – Buddha è buono, Buddha è cattivo – la natura assolutamente indistruttibile del Buddha rimane intatta. Nessuno può aumentarne o diminuirne il valore. Ed è esattamente la stessa cosa quando qualcuno vi critica oppure vi fa dei complimenti: indipendentemente da quello che dicono, voi rimarrete gli stessi. Le parole degli altri non possono cambiare la vostra realtà. Quindi, perché vi arrabbiate o vi inorgoglite a seconda di quel che vi dicono? È a causa del vostro attaccamento, a causa della vostra mente che si aggrappa alle vostre idee fisse, alle vostre convinzioni.

Verificate voi stessi. È molto interessante. Controllate la vostra psicologia. Come rispondete se qualcuno vi dice che il vostro sentiero spirituale è sbagliato? Se capite veramente la natura della vostra mente, non reagirete in alcun modo, ma se non avete compreso la vostra psicologia, se avete ancora delle afflizioni mentali e vi irritate facilmente, allora la vostra pace mentale sarà sempre disturbata. Sono soltanto parole, idee, opinioni ma vi lasciate facilmente sconvolgere.

La nostra mente è incredibile. I nostri alti e bassi non hanno niente a che fare con la realtà, niente a che fare con la verità. È molto importante capire questo aspetto psicologico.

È naturale pensare che il nostro percorso spirituale e le nostre idee siano buoni, utili e perfetti, ma concentrandoci eccessivamente su questo punto di vista, inconsciamente svalutiamo chi ha opinioni diverse dalle nostre.

Forse pensate “Il giallo è un colore fantastico” e vi metterete a spiegare nel dettaglio il perché. Poi, per tutte le vostre ragioni logiche, anche qualcun altro comincerà a pensare: “Il giallo è meraviglioso; il giallo è il colore perfetto”. Ma questo fa sorgere nella mente pensieri contraddittori: “Se il giallo è perfetto, allora il blu non è così bello, il rosso non va troppo bene”.

Le due cose entrano in conflitto tra loro. Capita di frequente, ma è un errore, specialmente quando si tratta di religione. Non dovremmo lasciare spazio a tali contraddizioni nella nostra mente, accettando una cosa e respingendone automaticamente un’altra. Se ci fate caso, vi renderete conto che la vostra mente è troppo estrema in una direzione e questo determina inevitabilmente che vi sia un estremo opposto e il conflitto tra i due estremi provoca uno squilibrio che disturba la pace interiore.

È così che nasce il fanatismo religioso. Affermate di appartenere a una certa fede e quando incontrate qualcuno che appartiene a un altro credo, vi sentite insicuri e minacciati. Questo significa che la vostra saggezza è debole, che non comprendete la vera natura della mente e vi aggrappate a un punto di vista estremo. Non permettete che la vostra mente sia inquinata in questo modo! Assicuratevi di essere mentalmente sani. Dopo tutto, lo scopo della pratica spirituale, del buddhismo, del Dharma, della meditazione o di qualsiasi altra tradizione religiosa, è condurre la vostra mente completamente al di là degli atteggiamenti malsani e contraddittori.

Lo stesso Buddha esortò gli studenti a praticare senza attaccamento. Pur insegnando un metodo universale, preciso e incredibile, fece loro promettere di non attaccarsi alle sue parole o alle realizzazioni, alla libertà interiore, al nirvana o all’illuminazione stessa.

Ottenere la libertà dall’attaccamento è una cosa molto difficile, specialmente in una società materialistica. È quasi impossibile per voi vivere senza attaccamento e questo vi porta a sviluppare attaccamento persino per le questioni spirituali. Ma per quanto arduo, dovete comprendere in che modo la psicologia insegnata dal Buddha sia in grado di offrirvi una perfetta salute mentale, senza estremi.

Nella nostra vita ordinaria, samsarica, mondana, ci affezioniamo e aggrappiamo facilmente alle cose che ci piacciono, e nessuno ci dice mai di evitare questo atteggiamento. Ma il Buddha, anche se ha offerto ai suoi studenti i metodi più perfetti per raggiungere la meta più elevata, raccomandò sempre loro di non essere mai attaccati a nessuno di essi. Disse: “Se avete anche il minimo attaccamento a me o ai miei insegnamenti, non solo siete malati psicologicamente, ma distruggerete anche ogni possibilità di raggiungere un’illuminazione completa e perfetta”.

Inoltre, il Buddha non ha mai detto alla gente di essere di parte riguardo al suo sentiero, che fosse il migliore e di scartare tutti gli altri. Infatti, uno dei voti del bodhisattva che ha fatto prendere ai suoi seguaci è stata la promessa di non criticare mai gli insegnamenti di qualsiasi altra religione. E perché l’ha fatto? Perché aveva capito perfettamente la psicologia umana. Se fossimo stati noi al suo posto, avremmo detto: “Ti sto insegnando il metodo più sublime e perfetto. Tutti gli altri non valgono niente”. Trattiamo il sentiero spirituale esattamente nello stesso modo competitivo in cui ci rapportiamo alle attività materiali. Ma se continuiamo ad agire in questo modo, non saremo mai mentalmente sani, non otterremo mai il nirvana o l’illuminazione eterna e pacifica. Che scopo ha, allora, la nostra pratica spirituale?

Verificate voi stessi. Anche nelle vostre attività e relazioni quotidiane, nella vostra vita di tutti i giorni, nel momento stesso in cui vi viene un’idea o vi fate un’opinione – “Questa cosa ve bene…” – sorge contemporaneamente nella vostra mente una contraddizione “quindi quella cosa non va affatto bene”. Quando siete innamorati, in modo mondano ed egoista, provate ad analizzare la vostra mente per vedere se è troppo estrema oppure no. Scoprirete che lo è eccome.

Allo stesso modo, dovreste evitare gli estremi quando praticate il vostro sentiero spirituale. Che non vuol dire non praticare il Dharma o la meditazione; ma farlo secondo il proprio livello di comprensione.

La vostra mente non dovrebbe essere chiusa ad altre religioni. Potete studiare qualsiasi religione. Il problema è che quando ne scegliete una diventate troppo di parte e fanatici e criticate tutte le altre. Questo accade perché non riconoscete il vero scopo della religione, perché esiste o in che modo vada praticata. Se possedeste questa saggezza, non vi sentireste mai insicuri o minacciati dalle altre religioni. Non conoscere la natura delle altre religioni o il loro scopo vi rende sospettosi verso gli altri praticanti. Ma se arrivate a capire che la mente di persone diverse ha bisogno di metodi e soluzioni diverse, comprenderete anche perché c’è bisogno di molte religioni.

Vale davvero la pena di capire questa psicologia di base. Poi, anche nella vita di tutti i giorni, quando la gente vi giudica, non ne sarete turbati; saprete che non è quello che gli altri dicono o pensano di voi che vi rende buoni o cattivi. Se, invece, continuate a deprimervi o inorgoglirvi sulla base delle altrui opinioni dovreste riconoscere che ciò accade perché la vostra mente è inquinata; perché non vedete la realtà. I vostri giudizi relativi e mondani stanno etichettando le cose come positive o negative e la vostra mente di conseguenza continua a passare da un estremo all’altro.

Ma se smettete di dare credito a questa visione superficiale, non avrete più alcun motivo per avere sbalzi di umore o farvi condizionare da ciò che sentite. Le parole non sono la realtà; le idee non sono la realtà. Ricordatevi della natura ultima della vostra mente, comprendetene anche la sua natura relativa e non ci sarà modo che qualcuno possa ferirvi.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Follow Your Path Without Attachment Capitolo VI di The Peaceful Stillness of the Silent Mind – LamaYeshe.com

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