Perché studiare il LamRim


Raggiungere l’illuminazione è la realizzazione suprema del sentiero buddhista, ma è fondamentale non dimenticare mai che lo scopo ultimo di questa realizzazione è quello di essere di beneficio per gli esseri senzienti nel modo più straordinario. Una volta che saremo illuminati, saremo completamente liberi e perfettamente in grado di portare il massimo beneficio agli altri, mentre ora il meglio che siamo capaci di fare è aiutarli in modo limitato e temporaneo.

Per capire l’illuminazione abbiamo bisogno di capire il nirvana, o liberazione, ovvero la libertà dall’esistenza ciclica, e per capire il nirvana, dobbiamo capire il livello convenzionale dell’esistenza ciclica, che a sua volta richiede la comprensione di che cos’è e di come funziona la mente, o coscienza.

Il termine “samsara”, o esistenza ciclica, non si riferisce alla nostra terra o alla nostra casa o agli oggetti che possediamo. “Samsara” si riferisce alle afflizioni mentali e ai pensieri negativi che ci legano a questo faticoso e ininterrotto ciclo di nascita, morte e rinascita. Tutto nel Buddhadharma dipende dalla comprensione della coscienza, poiché è la mente che ci imprigiona nell’esistenza ciclica, ed è la mente che ce ne libera.

Secondo gli insegnamenti di Buddha, il modo in cui le cose normalmente appaiono alla nostra mente è fondamentalmente sbagliato. Problemi, difficoltà e ostacoli sorgono nella nostra vita a causa di queste idee fondamentalmente errate: non siamo in grado di vedere le cose come sono realmente.

Secondo il buddhismo, percepiamo gli oggetti, i fenomeni e gli eventi della nostra vita da una prospettiva totalmente oscurata. Ciò che sperimentiamo da questa prospettiva è l’esistenza convenzionale. Tutti i nostri problemi sorgono perché consideriamo la natura convenzionale delle cose come se fosse la verità assoluta, la realtà.

Pertanto, la filosofia buddhista non è solo un’elaborazione intellettuale o una teoria. Il punto di vista buddhista è, in ultima analisi, l’antidoto a tutti i nostri dolori e problemi. Il suo obiettivo è quello di eliminare la sofferenza nella nostra mente.

Per raggiungere l’illuminazione, dobbiamo capire il sentiero che conduce a quello stato. Gli insegnamenti sugli stadi del sentiero verso l’illuminazione, o il lamrim, ci aiutano a farlo. Forse alcuni di voi hanno già sentito gli insegnamenti di lamrim; per altri possono essere una novità. A ogni modo, ci sono due aspetti importanti che vorrei che teneste a mente, mentre studiate questo testo.

Il primo è che è essenziale cercare di integrare gli insegnamenti nella vostra mente. Non ci dovrebbe essere alcuna separazione tra la vostra mente e gli insegnamenti. Se c’è, anche se avete raggiunto una certa comprensione intellettuale, non sarete in grado di applicarli alla vostra esperienza e non andrete molto lontano sul sentiero. Se invece riceverete gli insegnamenti sul lamrim con la ferma determinazione a metterli in pratica e migliorare la vostra mente, costruirete una casa dalle fondamenta perfette e ne raccoglierete i frutti in seguito.

Il secondo punto che dovreste considerare è la vostra motivazione a ricevere gli insegnamenti. Se vi impegnate in attività virtuose con attaccamento, o con una mente distratta dalle otto preoccupazioni mondane, i risultati non saranno puri. Se vi comportate senza compassione, anche nel contesto della vostra pratica tantrica, qualsiasi attività diventerà non virtuosa. Se ascoltate gli insegnamenti sul sentiero profondo della saggezza o sul sentiero vasto del metodo ma in voi ci sono orgoglio o gelosia, le vostre azioni altrimenti positive si inquineranno. Come dice Lama Atisha, se le radici della pianta sono velenose, allora anche il tronco, i rami, le foglie, i fiori e i frutti lo saranno. Ma quando le radici dell’albero sono medicinali, anche il resto dell’albero lo sarà. Allo stesso modo, se la vostra motivazione è radicata nella non-virtù e nella negatività, anche le vostre azioni saranno non-virtuose; se la vostra motivazione è radicata nel desiderio di beneficiare gli altri, anche le vostre azioni saranno benefiche.

Studiare gli insegnamenti di Lama Tsongkhapa solamente per ampliare la propria comprensione intellettuale è un errore. Studiare con l’aspettativa di un guadagno mondano in questa vita è assolutamente sbagliato e anche studiare pensando al proprio beneficio nella prossima vita, sperando di ottenere una preziosa rinascita umana o di liberarsi dalle difficoltà dell’esistenza ciclica, non è corretto. Dovete riflettere, che cos’è più importante: la felicità di una singola persona o la felicità di tutti gli esseri? Ovviamente è un grave errore concentrarsi esclusivamente sul proprio benessere e la propria felicità, senza alcuna considerazione per gli altri.

Da un tempo senza inizio avete sofferto nell’esistenza ciclica a causa del vostro egoismo ed egocentrismo. Questa preoccupazione per voi stessi è la base di tutti i vostri fallimenti e finora non vi ha portato da nessuna parte.

Negli Otto versi dell’addestramento mentale il geshe kadampa Langri Tangpa scrive: “Poiché sono determinato a ottenere il massimo beneficio per tutti gli esseri, che sono più preziosi alla gemma che esaudisce i desideri, avrò costantemente cura più di loro che di me stesso“. E poi: “Quando sono in compagnia di altre persone, considererò me stesso come il meno importante e dal profondo del mio cuore li considererà gli esseri più elevati“.

Se si è in grado di praticare seguendo le istruzioni di questo testo, si inizierà naturalmente ad amare gli altri e, infine, si svilupperà il desiderio di dedicarsi interamente al loro vantaggio. Questo pensiero è alla base dell’intero sentiero graduale verso l’illuminazione.

La pratica di vedersi come “il meno importante di tutti” è fondamentale per la vostra pratica del lamrim. Questo modo di pensare non ha lo scopo di umiliarvi o sminuirvi. Piuttosto, vedere voi stessi come i meno importanti, e gli altri come i più importanti, è di fatto uno dei modi di pensare più vantaggiosi. Sulla base di questo pensiero, infatti, potete stabilire le basi della felicità e sviluppare la bodhicitta, che vi permetterà di raggiungere la liberazione e l’illuminazione.

Se non capite e non mettete in pratica questo principio essenziale del sentiero spirituale, non importa quanto è elaborata la vostra pratica, non avrà alcun senso o risultato.

La maggior parte di noi prova davvero il desiderio di beneficiare gli esseri senzienti, preghiamo e meditiamo sulla compassione e sulla bodhicitta, ma se non sradichiamo veramente la nostra mente egocentrica, anche solo un po’, non importa quanto meditiamo sulla gentilezza, l’unico beneficio che otterremo è una sensazione gradevole. Per essere effettivamente di beneficio per gli esseri senzienti dobbiamo lasciar andare il nostro senso di attaccamento al sé perché rappresenta il più grande ostacolo a qualsiasi realizzazione. Più riusciamo a diminuire la mente che si preoccupa solo dell’ego, più puro e fruttuoso diventerà il nostro desiderio di beneficiare gli altri.

Cercare di rendersi conto esattamente di quanto ci stia a cuore solo la nostra felicità è la pratica perfetta per i principianti. È essenziale arrivare a riconoscere quanto è grossolana e radicata la nostra mente egoistica fin dall’inizio del sentiero. Forse, piuttosto che fare una infinità di sessioni di yoga della divinità, sarebbe più utile meditare su quanto siamo stati egoisti in passato, su quanto lo siamo ancora e su quanto potremmo esserlo in futuro. Sarebbe un ottimo modo per iniziare il nostro cammino spirituale.

Siamo bravissimi a osservare e giudicare il modo in cui gli altri si comportano e altrettanto a dimenticarci che stiamo facendo le stesse cose! Tuttavia, saper riconoscere negli altri l’attaccamento all’ego dimostra che siamo effettivamente in grado di identificarlo. Pertanto, dobbiamo semplicemente cambiare l’oggetto della nostra analisi e rivolgerla dalle altre persone verso noi stessi.

Quando riusciremo a farlo, avremo gettato le basi su cui iniziare ad addestrare la nostra mente. L’obiettivo del Lamrim Chenmo, o Grande Trattato sugli Stadi del Sentiero verso l’Illuminazione, di Lama Tsongkhapa è quello di eliminare la mente egocentrica. Una volta che questo obiettivo ci è veramente chiaro, possiamo iniziare il cammino verso la liberazione e l’illuminazione.

Permettetemi infine di chiarire un punto. Io stesso non sono un perfetto praticante. Sono esattamente come voi: vedo chiaramente l’egocentrismo di un’altra persona, ma non sono poi così consapevole di come lo stesso egocentrismo si manifesti anche nelle mie azioni di corpo, parola e mente.

Pertanto, vorrei chiarire che quando insegno il lamrim non lo faccio perché sono sicuro di averlo compreso e di poterlo praticare perfettamente, o perché ritengo di conoscerne ogni dettaglio. Piuttosto, cerco di fare del mio meglio, con la forza della devozione e la fiducia che – poiché questo è il desiderio del nostro maestro, Lama Zopa Rinpoche – porterà certamente a qualche risultato benefico per me e per voi.

Yangsi Rinpoche – Tradotto da Practicing the Path

Yangsi Rinpoche è nato a Kathmandu, Nepal, nel 1968. Riconosciuto come tulku all’età di 6 anni, a 10 ha iniziato gli studi nel monastero di Sera Je, nel sud dell’India, dove nel 1995 si è laureato Geshe Lharampa. Nel 1998, si è trasferito in America, dove ha insegnato per diversi anni al Deer Park Buddhist Center a Madison, Wisconsin. Attualmente vive a Portland, Oregon, dove è presidente e professore di studi buddhisti al Maitripa College, un istituto buddhista di istruzione superiore.

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