Spiritualità e materialismo


Si parla spesso di spiritualità e materialismo, ma che cosa significano veramente questi termini? In realtà, non si tratta un argomento semplice; è molto vasto. Ci sono innumerevoli punti di vista su che cosa siano veramente spiritualità e materialismo.

In modo un po’ superficiale, potremmo pensare: “Questo è spirituale; questo è materiale”, ma se ci riflettete meglio credo scoprirete che, a livello individuale, ognuno ha una visione diversa.

Alcuni pensano che la spiritualità e il materialismo siano agli antipodi – due estremi del tutto inconciliabili – e che sia impossibile essere spirituali e materialisti allo stesso tempo. Altri ritengono che coloro che seguono un sentiero spirituale lo facciano solo perché sono scontenti della loro vita: hanno fallito nel mondo materiale, non riescono a trovare un modo per essere felici, non riescono ad affrontare la vita nella società e quindi si affidano all’allucinazione che da qualche parte, lassù, ci sia un Dio in cui credere.

Un altro errore piuttosto comune è ritenere che per essere “spirituali” sia necessario abbandonare ogni benessere materiale; che sia impossibile godersi entrambe le cose. Questo tipo di ragionamento è estremamente diffuso: “Se è questo, non può essere quello; se è quello, non può essere questo”. Se un praticante spirituale è ricco, la gente dirà: “Come puoi essere così ricco? Dovresti essere una persona spirituale!”. Questo tipo di giudizio mostra una completa mancanza di comprensione di che cosa siano realmente spiritualità e materialismo.

Il mio punto di vista è che tutte queste interpretazioni sono concezioni sbagliate, troppo estreme. Sono idee fisse.

Poi, c’è chi dice: “Sei un praticante spirituale? Devi essere un credente. Io invece non credo a niente”. Tuttavia, alcune semplici domande a chi sostiene questa posizione dimostreranno che chi “non crede a niente” ha più credenze della maggior parte delle persone religiose. La fede non è semplicemente un fatto intellettuale. Finché si è attaccati alle idee, ai beni materiali o alle proprie proiezioni mentali di ciò che è bene e ciò che è male, a mio avviso, si è dei credenti. Quando qualcuno dice: “Non credo a niente”, semplicemente non è vero. La fede non è solo la paura che lassù, in cielo, ci sia un Dio che controlla e giudica. Se davvero esaminate la mente umana, è impossibile trovare qualcuno che non creda assolutamente in niente. Finché si prova attaccamento per qualcosa o per la propria idea del bene e del male, per quanto mi riguarda, si è dei credenti.

I praticanti spirituali davvero saggi non hanno credenze estreme, come l’allucinazione di essere sotto il controllo di qualche forza energetica lassù. Pertanto, non pensate che coloro che perseguono un sentiero spirituale siano tutti allucinanti o fanatici. Quello che sono dipende dalla loro capacità di comprensione della natura del percorso che stanno seguendo.

Alcune persone, specialmente quelle cresciute in Occidente, possono avere un atteggiamento materialistico nei confronti del cammino spirituale. Nel momento in cui sentono parlare di buddhismo o di qualche altra religione, ne sono immediatamente attratti. Senza averne alcuna conoscenza e senza nemmeno verificare se quella fede o filosofia si adatta o meno alla loro natura, vi si attaccano immediatamente: “Oh, è fantastico!” Si tratta di un atteggiamento estremo ed è anche molto pericoloso. Dal mio punto di vista, non è un atteggiamento spirituale. Solo perché trovate affascinante qualche idea filosofica non significa che siate in grado di comprenderla o di metterla in pratica. Potete etichettare qualsiasi idea come “buona”, ma se non esercita alcuna influenza sulla vostra vita quotidiana, come potete sostenere di essere una persona spirituale? È ridicolo.

Tutti questi atteggiamenti sono molto pericolosi. I praticanti spirituali devono essere realistici riguardo alla loro vita quotidiana invece che fantasticare basandosi su punti di vista esagerati e idee sbagliate sulla propria realtà, che non ha nulla a che fare con alcuna religione.

La religione non è un’idea arida e intellettuale da cui farci sedurre. Piuttosto, dovrebbe essere la vostra filosofia di vita; qualcosa che, attraverso la esperienza diretta, si collega positivamente con la vostra energia psicologica. Se un’idea vi sembra avere senso, dovreste prima verificare se in qualche modo corrisponde alla vostra esperienza e solo allora adottarla come vostro sentiero spirituale.

Vi siete entusiasmati per i vostri primi contatti con il buddhismo, ma poiché lo considerate da una prospettiva materialistica, immediatamente cercate di stravolgere la vostra vita di tutti i giorni. Non potete farlo, è impossibile. Potete cambiare idea solo gradualmente. Per mettere in pratica il Dharma dovete partire da dove vi trovate adesso e basarvi su quello. Cercare di abbandonare la vostra natura e di cambiare voi stessi secondo qualche idea fantastica – cambiare voi stessi con la stessa facilità e velocità con cui vi cambiate d’abito – è follia pura. È troppo estremo e chi lo fa non ha alcuna comprensione di che cosa sia un sentiero spirituale. È pericoloso. Fateci caso: tendiamo sempre ad affrontare le cose in modo molto superficiale.

Come ho accennato, se ci chiedessimo qual è la natura della spiritualità e qual è la natura del materialismo, ognuno di noi darebbe risposte diverse. Non ci sarebbe una definizione unanime. Questo perché tutti noi pensiamo in modo diverso e abbiamo avuto esperienze diverse. Se mostrate a un gruppo di persone un materiale sconosciuto e chiedete loro di identificarlo, ciascuno lo farà sulla base delle proprie esperienze precedenti e otterrete risposte diverse. Per ragioni analoghe, tutti noi rispondiamo diversamente quando ci viene chiesto di definire una vita spirituale e una materialista.

Il mio punto di vista è che seguire un sentiero spirituale non significa automaticamente rifiutare le cose materiali e condurre una vita materialistica non preclude necessariamente una dimensione spirituale. Se siete materialisti ma controllate in profondità la natura della vostra mente, scoprirete che c’è una parte di essa che è già “spirituale”. Anche se dite: “Non sono un credente”, tuttavia, nella vostra mente c’è una dimensione spirituale. Potete non esserne consapevoli a livello conscio, ma c’è un flusso di energia spirituale che scorre costantemente attraverso la vostra coscienza. Anche gli aspetti intellettuali e filosofici della spiritualità sono già presenti nella vostra psiche e non provengono certo dalla lettura di libri o giornali; sono sempre stati lì. Quindi state attenti. I vostri punti di vista estremi possono interpretare come completamente contraddittori spiritualità e materialismo, ma non lo sono.

Dal punto di vista della libertà religiosa, il mondo è migliore di quanto non lo sia stato un secolo fa. A quel tempo le persone avevano punti di vista estremi, specialmente in Occidente. I credenti avevano paura degli atei; gli atei avevano paura dei credenti. Tutti si sentivano molto insicuri, ma sulla base di un’idea sbagliata. Oggi la situazione è cambiata ma ci sono ancora persone che si sentono così, che ritengono che la vita spirituale e quella materiale siano totalmente incompatibili. Ma ripeto: non è vero.

Quindi, cercate di adottare il più possibile la via di mezzo: evitate l’estremo di pensare, “io sono spirituale” – aggrappandovi saldamente all’idea allucinata di ciò che ritenete dovrebbe essere una vita spirituale – trascurando la vostra vita quotidiana “mi sto godendo la mia vita spirituale così tanto che non voglio nemmeno prepararmi un tè”. In questo modo, infatti, non ci sarà mai alcuna armonia tra la vostra cosiddetta vita spirituale e le esigenze della vostra esistenza quotidiana. Se veramente volete avere una vita spirituale, deve esserci più armonia e migliore equilibrio tra i due aspetti; i bisogni della vita quotidiana, anziché un ostacolo, diventano un mezzo di comprensione e di pratica. Erigere una barriera tra vita materiale e vita spirituale significa che c’è qualcosa di sbagliato in quello che chiamate il vostro cammino spirituale; significa che invece di essere aperti al mondo che vi circonda, vi state chiudendo e la comunicazione diventa impossibile. Se state praticando un autentico percorso spirituale, in grado di dare risposte soddisfacenti alla vostra mente insoddisfatta, dovreste essere più che mai in grado di affrontare la vita di tutti i giorni ed essere una persona per bene. Vivere con idee fisse e allucinate non è realistico; non riuscite nemmeno a fare colazione. Riflettete attentamente e cercate di capire che cos’è davvero la vostra pratica religiosa; potreste scoprire che ha bisogno di essere corretta.

Tutto ciò che il Buddha ha detto, tutta la sua filosofia e dottrina, aveva lo scopo di penetrare nell’essenza del nostro essere, di realizzare la natura della mente umana. Non ha mai detto che dovevamo credere ciecamente a quello che ci insegnava, al contrario ci ha incoraggiato a cercare di capire.

Senza comprensione, il vostro intero viaggio spirituale è una fantasia, un sogno, un’allucinazione; non appena qualcuno mette in discussione le vostre convinzioni, tutta la vostra vita spirituale crolla come un castello di carte. Le vostre idee allucinate sono come carta, non come cemento; basta una domanda e senza comprensione non riuscite nemmeno a spiegare ciò che state facendo.

Pertanto, vi incoraggio a mettere insieme tutto questo. Godetevi la vostra vita materiale il più possibile, ma allo stesso tempo, cercate di capire la natura del vostro divertimento, la natura sia dell’oggetto di cui state godendo, sia della mente che sta sperimentando quel godimento e di come i due si relazionano. Comprendete tutto questo profondamente: questa è religione. Se non avete la più pallida idea di tutto questo, se guardate solo l’esteriorità e non guardate mai dentro di voi per vedere cosa sta succedendo, la vostra mente rimarrà ristretta e, dal mio punto di vista, materialista e non perché possedete dei beni materiali, ma a causa del vostro atteggiamento.

Facciamo un esempio. Decido di dedicare la mia vita ad un oggetto: “Questo fiore è così bello. Finché è vivo, la mia vita vale la pena di essere vissuta. Se muore, voglio morire anch’io”. Se ragiono in questo modo sono stupido, vero? Naturalmente, il fiore è solo un esempio, ma questo è il classico esempio di visione estrema di una mente materialista. Un approccio più realistico sarebbe: “Sì, il fiore è bello, ma non durerà per sempre. Oggi è vivo, domani sarà morto. Tuttavia, la mia soddisfazione non viene solo da quel fiore e non sono nato come essere umano solo per godermi i fiori”.

Pertanto, qualunque cosa intendiate per “religione”, buddhismo o semplicemente delle idee filosofiche, dovrebbe essere integrata con la vostra vita. Poi potete fare delle verifiche: “L’insoddisfazione viene dalla mia mente oppure no?” Basta fare così; non c’è bisogno di apportare cambiamenti radicali alla vostra vita, alienarsi completamente dal mondo per imparare che l’insoddisfazione proviene dalla mente. Si può continuare a condurre una vita normale, ma allo stesso tempo cercare di osservare la natura della mente insoddisfatta. Questo è un approccio realistico, pratico ed efficace; in questo modo otterrete sicuramente tutte le risposte che state cercando.

Ma se abbracciate qualche idea estrema e cercate di abbandonare le cose solo intellettualmente, tutto ciò che otterrete sarà solo portare più confusione e agitazione nella vostra vita. Per vivere dovreste almeno mangiare. O no? Pertanto, siate realistici. Non è necessario sovvertire completamente la propria esistenza. Dovete semplicemente cambiare interiormente, fermare le vostre allucinazioni e vedere la realtà.

A ben vedere, entrambi gli estremi – spiritualità e materialismo – sono allucinazioni; entrambi sono proiezioni di una mente inquinata che giudica in modo estremo. Non importa se uno dice: “Io non credo a niente… Tutto ciò in cui credo è che questa mattina ho fatto colazione e oggi ho fatto questo e quello. Credo solo in quel che vedo e non ho allucinazioni”. Se chiedete a questa persona, “Che cosa ne pensi del colore rosso?”, potrai facilmente dimostrarle che anche lei ha delle allucinazioni: vede le forme e i colori del mondo dei sensi, ma non ha idea della loro vera natura; non sa che sono semplici proiezioni della sua mente. Chiedetele: “Qual è il tuo colore preferito? Ti piace il nero?” .”Oh no, non mi piace il nero”. “Che ne dici del bianco?” “Oh si’, mi piace il bianco.” Quindi, una cosa le piace ma l’altra: due cose. Questo dimostra che la sua mente è inquinata. In ogni caso, molti aspetti della nostra esperienza non sono espressi verbalmente, ma sono lì, oscurati nella nostra mente. Non importa se non li esprimiamo a parole.

Spesso non siamo sicuri di ciò che vogliamo veramente. Siamo troppo estremi; dei malati mentali. Un pensiero sorge nella nostra mente e noi ci aggrappiamo adesso e agiamo di conseguenza. Poi abbiamo un’altra idea e facciamo lo stesso. Io la chiamo schizofrenia, assenza di controllo. Le idee vanno e vengono. Invece di afferrarle, guardale.

Alcune persone hanno delle idee fisse su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su ciò che è bene e ciò che è male. Se la pensate diversamente, invece di respingere ciò che dicono, chiedetevi perché hanno quel punto di vista. Cercate di capire perché non siete d’accordo. Più ci leghiamo alle nostre idee fisse, più problemi creiamo per noi stessi e per gli altri. La gente cambia e noi andiamo fuori di testa,ma invece di dare di matto, cercate di capire perché c’è stato quel cambiamento. Quando capite le ragioni del vostro prossimo, non vi arrabbiate più così tanto. Le idee fisse – “La mia vita dovrebbe essere esattamente così” – portano solo a problemi ed è impossibile fare in modo che la vita sia esattamente come abbiamo deciso.

La mente di tutti, la natura di base di tutti cambia continuamente, si trasforma, muta, si modifica. Dovete accettarlo e concedervi un po’ di flessibilità rispetto a come dovrebbero essere le cose. Le idee fisse rendono la vita difficile. Perché rendiamo le nostre idee così solide? Perché “mi piace”. Questa è la ragione, perché ci piacciono le cose così come sono in un determinato momento ne non vorremmo che cambiassero mai. Nessuno di noi vuole morire, ma possiamo fare in modo che non accada? Vorremmo vivere per sempre, godendoci la vita sulla Terra. Possiamo farlo? No, è impossibile. La vostra natura di base – la vostra mente, il vostro corpo, il mondo intero – sta cambiando costantemente. Volere che le cose vadano esattamente in un certo modo significa solo creare problemi per voi stessi.

Quando si solidifica un’idea, ci si aggrappa a essa e ci si crede. La psicologia del Buddha ci insegna a liberarci da questo tipo di presa, ma non a rinunciarvi in modo emotivo – con il rifiuto o il rigetto – ma piuttosto a scegliete la via di mezzo, tra i due estremi. Se mantenete la vostra mente con saggezza in questo spazio intermedio, vi troverete la felicità e la gioia. Non c’è bisogno di uno sforzo esagerato, automaticamente scoprirete un’atmosfera di pace, la vostra mente sarà equilibrata e vivrete in pace e serenità.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Spirituality and Materialism – LamaYeshe.com

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