Meno desideri, meno sofferenza


Nei suoi insegnamenti il Buddha ha detto: “Non compiere azioni non virtuose, praticare la perfetta virtù e domare la propria mente è l’insegnamento del Buddha”. Questo è stato rivelato nelle Quattro Nobili Verità, il primo insegnamento che Buddha diede a Sarnath, per gli esseri dalle capacità limitate.

Se non controlliamo costantemente la nostra mente, se siamo sempre sotto il controllo della rabbia, dell’egoismo e dei pensieri disturbanti, se ci preoccupiamo sempre e solo per noi stessi, se siamo insofferenti e irritabili allora sperimenteremo ogni giorno molti problemi, confusione e disarmonia.

Senza pensare al mondo intero, basta riflettere sulla vita di una coppia per capire chiaramente ciò che Buddha ha detto. Anche se ci limitiamo a osservare la nostra mente, possiamo comprendere che, se siamo arrabbiati, non c’è pace interiore. Se ricordiamo le nostre esperienze passate – gli scatti d’ira, i momenti di grande egoismo, orgoglio o gelosia – c’era pace? Una mente irrequieta, afflitta dall’invidia e dalla malevolenza o dalla rabbia non solo è infelice, ma è anche causa del dolore fisico, pensate ad esempio a un attacco di cuore.

Ogni giorno la nostra felicità, e la pace della mente, o al contrario la nostra infelicità dipendo interamente dallo stato della nostra mente in uno specifico momento. Quando permettiamo che la nostra mente venga controllata dai pensieri inquietanti non c’è pace o felicità; quando ciò non accade, c’è pace e relax.

Se la mente è sottomessa, e non sotto il controllo delle emozioni distruttive, ci si sente bene fisicamente, anche se non si vive nel lusso. Quando la mente è virtuosa e ha la natura della pazienza, proviamo una grande pace, distensione e serenità. Quando invece la mente è sotto il controllo della rabbia, anche se viviamo in un appartamento che costa migliaia di dollari al giorno, anche se mangiamo cibi raffinatissimi che costano centinaia di migliaia di dollari al giorno e spendiamo un patrimonio per ciò che indossiamo dalla testa ai piedi, non c’è pace né felicità nella nostra vita,
perché non abbiamo domato la nostra mente, non ce ne siamo presi cura. Anche se siamo ricchi, la nostra vita è sempre una sofferenza e i problemi non finiscono mai. La nostra sofferenza mentale è maggiore di quella di un mendicante.

Quando invece la mente riposa nella virtù, nella natura dell’amorevole gentilezza e della compassione, proviamo una grande pace e un profondo senso di appagamento. Questa incredibile realizzazione è immediata. Se al contrario proviamo molta sofferenza, non è certo perché stiamo patendo la fame o per altre ragioni materiali. Abbiamo una casa, ma pensiamo che dovremmo trovarne una più grande e più bella. Compriamo un televisore nuovo e dopo poco siamo convinti che ce ne serva uno migliore, più moderno. Con la nostra auto e con tutto il resto succede esattamente la stessa cosa.

Seguire il nostro atteggiamento egoistico è così, una ricerca senza fine. Vogliamo sempre di più e se non otteniamo ciò che vogliamo siamo angosciati dall’idea di non avere abbastanza soldi.

Una mente insoddisfatta porta con sé tanti altri problemi, come le discussioni in famiglia e con gli amici che sfociano in grandi disarmonie. Si litiga, ci si fa del male a vicenda e poi sorgono paura e preoccupazione. Per tutta la vita sentiamo di aver bisogno di centinaia di cose e quando diventiamo vecchi ancora non siamo soddisfatti. Il desiderio è senza fine e non può mai essere completamente appagato. Quindi, finché non curiamo questa grave malattia mentale – la mente insoddisfatta – siamo destinati a provare sofferenza per tutto il tempo.

Abbiamo bisogno di esercitare il controllo su questo tipo di mente per prevenire gli infiniti problemi che ci crea; dobbiamo renderci conto che da essa dipendono la nostra infelicità e la nostra frustrazione. Dovremmo riflettere in questo modo: “L’insoddisfazione di questo tipo di mente non avrà mai fine. Non è possibile sapere se vivrò a lungo, come invece ci fa credere la nostra errata concezione della permanenza. Forse vivrò un’altra trentina d’anni, o forse di più. È un’illusione che porterò con me fino al momento della morte. Ma se ho così tanti problemi è perché seguo la mente insoddisfatta.”

Se riusciamo a pensare in questo modo, il dolore causato dalla mente insoddisfatta viene immediatamente pacificato e sorge una grande pace e la liberazione dai problemi. Avere una mente soddisfatta, appagata, è ciò che viene chiamato “praticare il Dharma” e il beneficio di praticare il Dharma è una pace interiore immediata.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da The Dissatisfied Mind – LamaYeshe.com

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