Lo scopo della pratica


Carissimo Frank, prima ancora di aver letto la tua lettera sono stato molto contento di incontrarti di persona. Mi sembri una persona sincera, con un cuore aperto; qualcuno che sta sinceramente cercando di percorrere il sentiero per raggiungere la liberazione e l’illuminazione; qualcuno che vale la pena aiutare. Sono convinto che se ti verrà spiegato il Dharma, lo metterai in pratica davvero.

A volte le persone hanno molti dubbi. Temono di perdersi, di perdere il loro vecchio sé, quello che credevano di essere, e quindi vi si aggrappano ancora di più. Temono di diventare una persona nuova, di fare nuove esperienze e non sono in grado di analizzare quale tipo di vita abbia un effetto migliore e sia di maggior beneficio per loro stessi e per gli altri. Non sono in grado di fare questo genere di analisi perché non hanno alcuna saggezza. La paura sorge come conseguenza dell’ignoranza.

Devo invece dirti che sono stato molto felice di conoscerti. Dev’esserci del karma, il nostro incontro è il risultato del karma passato. E’ stato interessante scoprire ciò che hai fatto nella tua vita precedente, non in quella passata ma in questa vita. Dimostra che sei molto sincero.

Non affidarsi alla religione sulla base di una fede cieca è una cosa buona. Forse questo ti è successo perché avevi il karma giusto per incontrare il buddhismo. Se avessi creduto facilmente in una religione, saresti diventato un praticante di un’altra tradizione e questo avrebbe potuto impedirti di conoscere e accettare il buddhismo con un cuore aperto.

Vivere con un forte senso etico, o con una grande consapevolezza dell’etica – cioè con un buon karma – porta a te e agli esseri senzienti il risultato della felicità; non riceverete alcun danno. E’ molto buono, estremamente importante e significa anche che c’è la possibilità che tu possa in futuro diventare un monaco. Penso che tu abbia le potenzialità e le condizioni per diventare un monaco buddhista che cerca la liberazione e l’illuminazione, specialmente l’illuminazione per gli esseri senzienti che sono innumerevoli.

È importante aiutare gli altri esseri senzienti – gli esseri infernali, gli spiriti famelici, gli animali, gli esseri umani, gli asura e i deva – a essere liberi dalla sofferenza e raggiungere la felicità. Non la felicità temporanea, ma la felicità ultima, la liberazione dall’oceano della sofferenza del samsara e delle sue cause, e soprattutto la grande liberazione, l’illuminazione. Tutti gli infiniti esseri senzienti di questi regni hanno bisogno del tuo aiuto. Quindi la tua vita non è tua: è per il loro beneficio ed è per i buddha e i bodhisattva.

Hai già aiutato tante persone, salvando delle vite Israele. E’ fantastico. Non hai una casa e questo è un bene se ci si vuole dedicare esclusivamente alla meditazione e alle preghiere. Se non si possiede nulla a cui attaccarsi, la vita e la mente diventano semplici. L’attaccamento è una prigione: non si è liberi. Non avere beni e vivere un’esistenza semplice è stupefacente. Sono ottime condizioni per diventare monaco, non adesso ma magari in futuro. Ci sono già eccellenti presupposti che ti aiuteranno a essere un buon monaco, un monaco puro. Avrai ancor meno distrazioni nella vita, quindi le realizzazioni potranno arrivare più facilmente.

In passato mi hai detto di aver fatto un corso di meditazione e questo ti ha permesso di farti un’idea di che cosa sia, ma non basta. Un corso di meditazione non spiega l’intero sentiero per l’illuminazione. C’è così tanto da studiare sui cinque sentieri: il sentiero del merito, il sentiero della preparazione, il sentiero della retta visione, il sentiero della meditazione e il sentiero del non più apprendimento. Soprattutto percorrendo il sentiero Mahayana, si possono ottenere incredibili realizzazioni, veder diminuire le oscurazioni e accrescere le qualità.

Ci sono cinque sentieri e dieci bhumi. Quando raggiungiamo l’ottavo o il nono bhumi è come diventare un buddha e possiamo compiere vaste azioni per il beneficio degli esseri senzienti. È incredibile quello che possiamo fare. Possiamo manifestarci in tutti i tipi di forme – un ponte, per esempio – per essere di beneficio per gli esseri senzienti. Possiamo manifestarci come rocce, alberi o acqua. È incredibile, possiamo manifestarci in mille e mille miliardi di modi. Poi, naturalmente, non ci sono dubbi sul Buddha, che è totalmente libero dalle oscurazioni più sottili e che ha compassione, saggezza, potere e comprensione. Il Buddha ci guiderà sicuramente; pensa sempre a noi, ogni secondo. Non c’è un istante in cui il Buddha non pensi a noi. Ciò significa che il Buddha lavora continuamente per noi in varie forme.

Questa è una citazione molto importante da ricordare, tratta dal sutra dell’Incontro tra Padre e Figlio, ti aiuterà molto a risvegliare la mente, a scoprire e vivere la vita.

Posso agire per gli esseri senzienti con le sembianze di Brahma e Indra; a volte, persino con quelle di Mara (un essere malvagio). Ma le persone ordinarie non possono rendersene conto. Posso assumere anche le fattezze di una donna o di un animale. Posso dimostrare attaccamento, anche se ne sono privo. Posso mostrare paura, anche se ne sono libero. Posso mostrare ignoranza, anche se ne sono esente. Posso mostrarmi pazzo o cieco, anche se non lo sono. Nelle forme più disparate sottometto gli esseri senzienti.

Tutta la sofferenza del samsara proviene dalla mente. La felicità, la liberazione e l’illuminazione provengono dalla mente. La sofferenza proviene dalla mente non domata. La liberazione e l’illuminazione provengono dalla mente domata, quindi è essenziale che la mente sia sottomessa. Ciò che Buddha ha detto è che può manifestarsi naturalmente e senza sforzo sia nelle forme impure, a beneficio degli gli esseri senzienti che hanno una mente impura, sia nelle forme pure, per gli esseri senzienti che hanno una mente pura.

Nel Buddhismo, soprattutto nel Buddismo Mahayana, la devozione al guru è la radice del sentiero per l’illuminazione. Gli 84.000 insegnamenti del Buddha sono distinti in tre livelli. Ci sono gli insegnamenti Hinayana (Veicolo Minore) per gli esseri dalle capacità limitate. Per chi possiede maggiore intelligenza e capacità, Buddha ha rivelato gli insegnamenti del Paramitayana. Infine, per coloro che hanno intelligenza, merito o capacità superiori, Buddha ha insegnato il Vajrayana.

Nell’Hinayana non consideriamo il guru come un buddha, ma rispettiamo come se lo fosse e obbediamo alle richieste dell’abate che concede l’ordinazione e dà insegnamenti. Nel Paramityana, consideriamo il guru come un buddha, libero da errori e dotato solo di qualità. Nel Tantra, sulla base del considerare il guru come un buddha, guardiamo a lui nella forma pura di un buddha, come l’essenza come un buddha.

L’obbedienza è la cosa più importante, altrimenti non possiamo ottenere le realizzazioni e raggiungere l’illuminazione.

Quindi ora, rispondo alla tua domanda. La maturazione del tuo karma passato ti ha fatto incontrare il Buddhismo perché tu potessi avanzare nella pratica con una fede basata sulla comprensione. Sei pronto per avere un guru.

Puoi imparare sempre di più sulla vacuità; puoi meditare e acquisire esperienza. Questo approccio lo trovi solo nel buddhismo. Solo il buddhismo insegna che la verità dell’io, degli aggregati, della mente e di qualsiasi cosa e fenomeno è la vacuità. Solo il buddhismo è in grado di dimostrarlo. Anche se il cristianesimo e le altre tradizioni religiose hanno molti aspetti positivi, la vacuità è un argomento estremamente importante. Realizzando la vacuità, possiamo eliminare la radice degli oceani della sofferenza del samsara, la radice del karma e di tutte le afflizioni mentali, cioè l’ignoranza. Solo allora ne saremo liberi ed è così che si ottiene la liberazione, la libertà definitiva dalla sofferenza del samsara e dalle sue cause.

Per raggiungere la liberazione basta praticare il Dharma, mentre le attività di questa vita e la ricerca della felicità del samsara non hanno fine. Comprendere la vacuità è estremamente importante. Con questa consapevolezza possiamo liberare gli altri; possiamo davvero aiutare gli altri ad essere liberi dall’oceano della sofferenza del samsara e dalle sue cause. In che modo? Spiegando loro le Quattro Nobili Verità: la sofferenza, le sue cause, la cessazione della sofferenza e il sentiero che porta alla cessazione.

Questo sentiero è la percezione diretta della vacuità. Quando raggiungiamo questa realizzazione, diventa un occhio della saggezza molto importante perché ci permette di aiutare gli esseri senzienti e liberarli dall’oceano della sofferenza del samsara e dalle sue cause. Senza questa realizzazione non possiamo fare nulla. Per raggiungere l’illuminazione, però, abbiamo bisogno della saggezza ultima che percepisce direttamente la vacuità ed elimina le oscurazioni grossolane e sottili. Solo allora saremo in grado di liberare gli altri dall’oceano della sofferenza del samsara e condurli all’illuminazione. Ma serve anche la bodhicitta, il metodo attraverso il quale in ogni secondo si raccolgono cieli infiniti di merito. È così che siamo in grado di raggiungere l’illuminazione.

Nella filosofia indù si parla di anima, atman, di un io permanente. Nel buddhismo e nella realtà, questo non esiste. Non esiste una cosa del genere. L’io è impermanente; esiste sulla base di cause e condizioni. Anche se le quattro scuole filosofiche buddhiste hanno una diversa visione e una diversa spiegazione del sé, nessuna accetta l’idea di un’anima o un io permanente. Si tratta di un concetto che può essere realizzato attraverso l’analisi.

Se sei ancora qui, dopo il corso della Vipassana, possiamo incontrarci di nuovo.

Con molto amore e preghiere

Lama Zopa

P.S. Se segui gli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama, la prima cosa che devi fare è considerarlo come il tuo guru. Egli è l’incarnazione di Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione. Se non lo farai, sarà il più grande errore della tua vita.

Il guru non deve essere necessariamente uno solo. Lama Atisha, il grande essere santo indiano, invitato in Tibet per rendere puro il buddhismo, ebbe 157 guru e da ciascuno ricevette insegnamenti. Aveva due guru radice: Lama Serlingpa – dal quale ricevette gli insegnamenti completi sulla bodhicitta nell’arco di 12 anni, dopo averlo raggiunto a Sumatra – e Dharmarakshita.

Questo non significa che dovremmo prendere come nostro guru chiunque dia insegnamenti. Dobbiamo stare molto attenti. Come ha detto Sua Santità il Dalai Lama, possiamo imparare anche senza riconoscere un determinato maestro come nostro guru. Con il tempo, quando avremo sviluppato la corretta devozione e saremo sicuri della persona che abbiamo scelto possiamo accoglierla come guru e dedicarci a lei. Questo è il mio consiglio generale.

A volte una persona può rivelarsi essere il nostro guru se proviamo nei suoi confronti un forte sentimento: significa che abbiamo una connessione karmica proveniente da una vita passata che ancora oggi ci fa provare un senso di profonda vicinanza. Tuttavia, dobbiamo sempre analizzare la situazione. Se gli insegnamenti di quella persona diventano efficaci per la nostra mente e ci risulta più facile avere delle realizzazioni, significa che è arrivato il momento di dedicarci a lei come nostro guru.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da The Mahayana Path. LamaYeshe.com

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