Prendere e dare


Siamo davvero fortunati nel riconoscere nell’attaccamento il più grave di tutti i problemi. Quando parliamo di male, di esseri infernali e così via, è al demone interiore dell’attaccamento a cui ci stiamo riferendo. Anche se per innumerevoli vite abbiamo cercato fuori di noi la causa dei nostri problemi, non c’è niente là fuori a cui dare la colpa. Dovremmo quindi rallegrarci di aver finalmente identificato questa causa interiore di ogni sofferenza.

A volte possiamo sembrare abbastanza sciocchi. Facciamo il caso che vi troviate in una vecchia casa spaventosa, da qualche parte, con un paio di amici. È notte fonda e state guardando film horror in TV. Uno dei vostri amici dice: “Non andare in cantina, c’è qualcosa di malvagio là sotto”. Così se dovete scendere in cantina, avete una gran paura: “C’è davvero qualcosa di malvagio quaggiù.” Siete così facilmente incline alle superstizioni, ma è un atteggiamento completamente stupido. Non esiste un male esterno di cui avere paura, ciò che vi spaventa è semplicemente una proiezione del male che c’è nella propria mente. Se date abbastanza corda alla vostra mente superstiziosa sicuramente si inventerà qualcosa di cui avere paura. Tutta questa follia deriva dall’attaccamento.

Pertanto, riconoscere finalmente che tutte queste cose negative – demoni, nemici, avversari, il male o qualsiasi altro termine usiate abitualmente, nella scienza o nella religione – provengono dal demone interiore dell’attaccamento e trasformare coraggiosamente l’attaccamento per se stessi nella preoccupazione per gli altri è meraviglioso e saggio.

Ci sono innumerevoli esseri viventi sulla Terra, ma pochi sanno come scambiare sé e con gli altri. Si tratta di una pratica che può essere molto difficile, ma vale la pena provarla. Se ci riuscite, vi aiuterà a risolvere tutti i vostri problemi. Cambiando il vostro abituale punto di vista in questo modo trasformerete qualsiasi infelicità stiate vivendo nel pacifico sentiero per la liberazione.

Abbiamo disperatamente bisogno di un metodo come questo. La vita è sofferenza, la nostra mente è debole. Scambiare se stessi con gli altri è un approccio veramente rivoluzionario e questa rivoluzione interiore, che non ha nulla a che fare con alcun cambiamento esteriore radicale, capovolge completamente il nostro atteggiamento mentale.

Se pensate che il Buddismo sia semplicemente sedersi in meditazione praticando la concentrazione, potreste rifiutarlo, pensando: “Mi fanno male le ginocchia; il mio corpo non è fatto per questo. Il buddismo va bene solo per i Lama dell’Himalaya. E comunque, non posso vivere senza lavorare e prendermi cura dei miei affari mondani. Il Dharma non fa per me”. Ma il Buddhismo Mahayana è molto di più di una semplice tecnica di concentrazione. Se siete saggi, potete esercitarvi ventiquattro ore al giorno.

Ogni volta che sorgono delle difficoltà o dei problemi, invece di deprimervi, siate coraggiosi. Pensate: “Fantastico. Se questo problema non fosse sorto, avrei potuto pensare di non avere problemi. Questo problema è il mio maestro; tutti i problemi sono il mio insegnante. Mi aiutano a sviluppare la consapevolezza e la saggezza e a riconoscere più chiaramente la natura dell’attaccamento. È meraviglioso. Possano tutti i problemi degli esseri senzienti-madre maturare su di me in questo momento e possano tutti gli esseri senzienti ricevere tutti i miei meriti, la mia fortuna e la mia saggezza”.

Se avete difficoltà a portare la sofferenza degli altri su di voi, fate prima pratica su voi stessi. La prossima volta che le ginocchia vi faranno male quando siete seduti in meditazione, portate quel dolore sul vostro ego e lasciatelo andare fuori di testa. Lasciate che il vostro ego impazzisca sempre di più. Esercitatevi per una settimana.

Poi esercitatevi a prendere su di voi tutte le sofferenze che avete mai sperimentato nella vostra vita. Al vostro ego e al vostro attaccamento di certo non piaceranno, ma lasciate che impazziscano di nuovo. Poi lentamente, con molta calma, estendete la vostra pratica per prendere su di voi le sofferenze dei vostri genitori, dei vostri amici, di tutte le persone nel vostro paese e di tutte le persone sulla terra fino a quando non riuscirete ad accogliere i problemi e le sofferenze di tutti gli esseri senzienti in tutto l’universo. Poi, senza esitazione, inviate loro tutti i vostri averi, la felicità e il merito.

Qual è la tecnica per praticare nella pratica questa tecnica di meditazione che i tibetani chiamano tong-len? È la tecnica della meditazione sul respiro in nove cicli.

Iniziate a respirare attraverso la narice destra. Visualizzate l’aria che espirate sotto forma di luce bianca, la cui essenza è tutta la vostra energia positiva e la vostra saggezza. Questa luce bianca irradia a tutti gli esseri senzienti nei sei regni del samsara e oltre. Entra nella narice sinistra, entra nei loro cuori e genera in loro una grande beatitudine. Visualizzare l’aria che espirano sotto forma di denso fumo nero, la cui essenza è tutta la loro negatività, la confusione e le più pesanti sofferenze. Questa energia oscura e inquinata entra nella vostra narice sinistra e scende nel cuore. Non lasciatela fuori di voi: portatela dritta nel vostro cuore in modo che il vostro ego e il vostro attaccamento vadano completamente fuori di testa.

La natura dell’attaccamento è tale che quando sorgono dei problemi, cerca di cacciarli via il prima possibile. Questa pratica invece allena la mente a gestire la negatività, a provare compassione per gli altri e a portare la loro sofferenza e i loro problemi su di voi. Questo vi aiuta a superare il vostro egocentrismo e ad amare gli altri più di voi stessi.

Fate questo ciclo di respirazioni – espirare la luce bianca attraverso la narice destra e inspirare il fumo nero attraverso la narice sinistra – per tre volte. Poi espirate dalla narice sinistra ed inspirate da quella destra per tre volte. Quindi espirate ed inspirate da entrambe le narici insieme per tre volte. Alla fine di ogni nove cicli, concentratevi per tutto il tempo possibile sul fatto che voi e tutti gli altri esseri senzienti siete stati completamente purificati da ogni sofferenza, negatività e mente dualistica; che siete pienamente illuminati e state sperimentando la beatitudine eterna che pervade tutto il vostro corpo e la mente. Quando questa sensazione si affievolisce, ripetete ancora una volta i nove cicli di respirazione. Ripetete questo ciclo più volte per tutta la durata della vostra sessione di meditazione.

Non pensate che questa tecnica sia solo un prodotto della fantasia e che fare questa meditazione non faccia alcuna differenza per la vostra sofferenza e per quella degli altri. In realtà, è una pratica profonda e ogni volta che la eseguirete, porterete voi stessi e tutti gli altri esseri senzienti più vicini all’illuminazione. Il più grande ostacolo all’illuminazione è l’attaccamento all’ego e il modo migliore per eliminarlo è assumere su di sé le sofferenze, il karma e le afflizioni mentali di tutti gli esseri senzienti e dare loro tutta la vostra felicità e il vostro merito. Il modo più efficace di addestrare la mente a liberarsi dall’egocentrismo è praticare la meditazione del tong-len.

Dedicate la vostra vita a sviluppare la saggezza che comprende la natura della vostra mente e lavorate per la felicità degli altri. Fate del vostro meglio per evitare di fare del male agli altri e sviluppate un sentimento di sincero affetto per tutti gli esseri senzienti.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Ego, Attachment and Liberation, capitolo 8. LamaYeshe.com

Categories: Lama Thubten Yeshe, Senza categoriaTags: , , , ,

1 comment

  1. Grazie per queste meravigliose letture che ci proponete ogni giorno….non sapevo che questa pratica di tong-len si facesse così….io avevo capito che si prendesse fumo nero dalla narice sx e si donasse luce bianca dalla narice dx….. grazie ancora Marina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.