Pensare in grande


Nella “Guida allo stile di vita del Bodhisattva” il bodhisattva Shantideva dice:
Facendo affidamento sulla barca di un corpo umano,
Liberati dal grande fiume del dolore!
Come è difficile trovare questa barca di nuovo,
Questo non è il momento di dormire, o sciocco.

Il samsara è il ciclo infinito di nascita e morte in cui siamo tutti intrappolati a causa del karma e delle afflizioni mentali. Viene spesso descritto come un fiume, o un oceano, in cui stiamo tutti annegando e la liberazione e l’illuminazione come la sponda o la terra ferma da raggiungere. Shantideva, il grande saggio indiano dell’VIII secolo, paragona questo prezioso corpo umano a una barca, capace di attraversare il fiume delle sofferenze del samsara.

Perché siamo estremamente fortunati

Soltanto ora, solo mentre abbiamo questa “barca”, possiamo attraversarlo. E dato che non possiamo essere certi di avere questa opportunità di nuovo, ci ammonisce con fermezza a sfruttare quest’occasione unica ora, mentre l’abbiamo. Lasciarci sfuggire dormendo quest’occasione è da pazzi.
Questo è il motivo per cui abbiamo questo corpo umano. Questo è il senso della nostra vita.

Immaginate di trovarvi in un luogo terribile ma, se solo attraversaste un fiume profondo e pericoloso, di poter raggiungere una terra meravigliosa. Avete una barca e quindi non dovete fare altro che spingerla in acqua e guadare il fiume, nonostante le difficoltà che potreste incontrare. È meraviglioso avere questa barca, questa possibilità di salvarci.
Siamo incredibilmente fortunati. Dovremmo sentirci estremamente felici e non essere così pigri da non affrontare le fatiche della traversata, rimanendo bloccati per sempre nel luogo terribile in cui ora ci troviamo. Non possiamo rimandare nemmeno per un secondo, perché questa preziosa opportunità potrebbe andare perduta in un attimo. Allo stesso modo, la nostra perfetta rinascita umana potrebbe finire in qualsiasi momento, quindi non c’è proprio tempo per dormire, per rimanere intrappolati nell’ignoranza.

L’ignoranza è una mente oscura e pesante. Per molti versi è come il sonno, quando non sappiamo che cosa sta accadendo intorno a noi, neppure se ci trovassimo in pericolo. Se non facciamo lo sforzo di risvegliare la nostra mente dall’ignoranza, di acquisire saggezza, ma continuiamo a concentrare tutti i nostri sforzi nel cercare di ottenere le comodità di questa esistenza mondana, allora tutte le nostre azioni creeranno solo più ignoranza. Finché in noi ci sono avidità, odio, orgoglio, gelosia e molte altre menti negative, stiamo lavorando per l’ignoranza. Poiché non conosciamo la vera natura della mente, le nostre azioni producono sempre effetti opposti a quelli desiderati; finché siamo controllati dalle afflizioni mentali, le nostre azioni, fisiche e verbali, conterranno sempre degli errori. Non importa da quanto tempo e quanto intensamente desideriamo evitare la sofferenza e ottenere la felicità, i nostri tentativi saranno sempre fallimentari. Usando la nostra preziosa rinascita in questo modo, non solo non le diamo alcun significato, ma continuiamo anche a tradire noi stessi, perpetuando la nostra prigionia nel samsara.

Un’opportunità rara e preziosa

Le cause di questa perfetta rinascita umana sono incredibilmente difficili da creare. In molte, tante vite precedenti ci siamo impegnati instancabilmente, praticando una moralità e una generosità perfette il cui risultato è stato ricevere il corpo e le condizioni che abbiamo ora.
Abbiamo davvero il dovere di non sprecare tutto quel duro lavoro. Il nostro obiettivo non dovrebbe essere limitato ad assicurarci nella prossima vita un’esistenza umana migliore e più confortevole, ma ottenere l’illuminazione completa e perfetta per il beneficio di tutti gli altri esseri senzienti nostre madri. Aspirare a qualcosa di meno è indegno di questa vita incredibile, e abbiamo il potenziale per raggiungere tale obiettivo. Ecco perché Shantideva paragona questa vita a una barca. Con essa possiamo attraversare il vasto oceano del samsara e raggiungere quella lontana riva di liberazione.
Possiamo anche pensare a questa perfetta rinascita umana come la chiave per la porta della comprensione o la medicina che cura tutte le malattie.
Dal momento che la mente è fondamentalmente pura – la sua essenza è ciò che viene chiamato natura di buddha – e che le oscurazioni che creano tutti i nostri problemi non sono tutt’uno con la mente e possono essere eliminate, il pieno risveglio è realizzabile. Non importa quanto il presente ci appaia buio, non importa quali problemi fisici o mentali dobbiamo affrontare – potremmo avere il cancro o l’AIDS, essere paralizzati dopo un incidente d’auto, sentirci inutili e non amati – tutti questi problemi sono temporanei. Non dureranno. Sono come la nebbia che non è tutt’uno con il cielo. Così come non è mai successo che la nebbia sia rimasta per sempre, anche i nostri problemi non possono durare in eterno.

L’impermanenza è la natura di tutte le cose e quindi tutto inevitabilmente passa. Quando una giornata è cupa, buia con una fitta nebbia, sembra non debba finire mai e invece passerà. Dobbiamo avere la stessa convinzione riguardo ai nostri problemi.
Le cause e le condizioni si sono unite per creare un problema particolare, ma a causa della natura di buddha della nostra mente possiamo creare consapevolmente altre cause e altre condizioni perché non si ripresenti. Non solo possiamo eliminare la sofferenza fisica e mentale a livello grossolano, ma possiamo eliminare anche la forma più sottile di sofferenza, la sofferenza della realtà condizionata. E miglioreremo sempre di più e con noi la nostra vita. Non si tratta solo di essere felici per un po’ di tempo, ma di conquistare una felicità sempre più reale, che continua e continua, vita dopo vita. E tutto questo grazie a questo prezioso corpo umano con tutti i suoi attributi.

Fino a quando non raggiungeremo l’altra sponda del fiume ci saranno sempre problemi, ci sarà sempre sofferenza, sia che siamo nati come un essere del regno inferiore, sia che siamo un dio che gode dei piaceri più sublimi o come essere umano. Il Buddha ha spiegato che ci sono tre tipi di sofferenza: la sofferenza manifesta, che sappiamo riconoscere come tale; la sofferenza del cambiamento, che chiamiamo piacere ma che è in realtà della natura della sofferenza perché è inaffidabile e crea attaccamento e le altre emozioni negative; e la sofferenza della realtà condizionata, che è la sofferenza più sottile di tutte ed è sempre presente fintanto che siamo nel samsara. Anche gli dèi del regno senza forma, che non hanno corpo fisico e rimangono assorbiti nella meditazione perfetta per eoni, non sono liberi dalla sofferenza della realtà condizionata dei fenomeni compositi; la loro mente non è libera dalle afflizioni mentali. E una mente inquinata dalle afflizioni degenera sempre, permettendo alle afflizioni più grossolane di crescere, come le erbacce che si propagano in un giardino.

Per non sprecare questa vita

Quindi, per non sprecare questa perfetta rinascita umana, dobbiamo motivare ogni azione che facciamo con il desiderio di essere liberi dal samsara, ottenere la liberazione. Ma in realtà, questo non è ancora il senso ultimo della nostra vita. C’è un passo ulteriore che possiamo compiere. Per ottenere la liberazione individuale, abbiamo bisogno di incredibile saggezza e di molte altre qualità, ma seguendo il sentiero Mahayana rinunciamo alla nostra liberazione personale per essere di beneficio per gli altri esseri. È una strada molto più difficile, ma ha il potere di distruggere anche quell’ultima traccia di egocentrismo.
Non c’è nient’altro che possa realmente realizzare il nostro pieno potenziale.
Ogni piccola felicità che abbiamo mai sperimentato è sorta perché abbiamo creato azioni virtuose in relazione ad altri esseri. Quindi tutta la nostra felicità passata è dovuta alla loro gentilezza. Così come l’egoismo è la fonte di ogni sofferenza, l’altruismo è la fonte di ogni felicità. Come dico spesso, la felicità inizia quando cominciamo ad amare gli altri.
La mente illuminata ha la capacità di accogliere la sofferenza di tutti gli esseri senzienti, tanti quanto lo spazio infinito; può vedere immediatamente e spontaneamente come meglio aiutarli, nella maniera più appropriata per ciascuno. Abbiamo il potenziale per raggiungere questa mente, rimuovendo sistematicamente tutte le nostre afflizioni mentali e sostituendo il nostro atteggiamento egoistico con l’amore per il prossimo. Questo è il significato dell’illuminazione: liberare la mente da ogni afflizione e oscurazione e dalle relative impronte per condurre tutti gli altri esseri senzienti alla piena illuminazione.

Nel Buddhismo Tibetano chiamiamo spesso gli esseri senzienti “madri gentili”. Lo facciamo per ricordare a noi stessi che, avendo avuto infinite rinascite abbiamo avuto anche infinite madri ed è quindi impossibile incontrare un essere che non lo sia stato. E se ogni essere è stato nostra madre in un dato momento o in un altro, allora tutti sono stati incredibilmente gentili con noi. Ricordando ciò che nostra madre ha fatto per noi in questa vita – portarci in grembo per nove mesi, darci la vita, nutrirci, educarci, sacrificarsi per noi – possiamo facilmente renderci conto del debito che abbiamo con ogni singolo essere senziente. Vedere la loro sofferenza ci è insopportabile, proprio come se nostra madre – anziana, fragile e cieca – stesse vacillando vicino a un’alta scogliera, a un passo dal cadere in un precipizio. Non esiteremmo un istante a fare tutto il possibile per salvarla; rischieremmo anche la nostra vita. È così con ogni essere vivente. Questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento, ed è un atteggiamento che possiamo sviluppare. Ripagare la gentilezza di tutti gli esseri senzienti nostre madri è lo scopo di un bodhisattva, di un essere che ha realizzato la bodhicitta, e il potenziale per diventare un bodhisattva lo abbiamo anche noi.

Non c’è altro da fare se non amare gli altri esseri. Questo è il compito della nostra vita, di tutte le nostre vite d’ora in poi, fino a quando non raggiungeremo l’illuminazione. Ed è questa perfetta rinascita umana che ci permette di rendere un servizio così perfetto a tutti gli altri esseri. Abbiamo solo bisogno di determinazione.
Se gli insegnamenti del Buddha fossero degenerati, non potremmo dire che questo è il modo perfetto per condurci alla libertà. Se i punti essenziali fossero andati perduti nel corso dei millenni o se, a causa di un’errata interpretazione da parte dei praticanti, il messaggio del Buddha fosse stato corrotto, allora dovremmo ammettere che il Buddhadharma è viziato e che, per quanto seriamente lo pratichiamo, non potremo mai raggiungere l’illuminazione. Ma non è così. Il Buddhadharma che viene insegnato e praticato in Tibet non contiene solo il lam-rim, che abbraccia l’intero sentiero, ma anche il Vajrayana, gli insegnamenti esoterici sul tantra che ci istruiscono sui modi di combinare abilmente gli aspetti di metodo e saggezza. Tutto questo esiste ancora nelle menti sante dei grandi lama e si trasmette da maestro a discepolo in modo puro a causa delle grandi realizzazioni dei maestri.

Sviluppare la determinazione

Abbiamo l’opportunità di attingere a questo pozzo di saggezza e ottenere noi stessi le realizzazioni, abbiamo la possibilità di conquistare la piena illuminazione rapidamente, non solo in un momento imprecisato di un futuro remoto, ma proprio in questa vita.
L’unico fattore che manca è la nostra determinazione a farlo. Dipende solo da noi. Ci sono tutte le condizioni: gli insegnamenti, gli insegnanti, l’intelligenza, la libertà. È solo questione di scegliere se seguire o meno il sentiero. Le condizioni interiori sono perfette, con tutti gli attributi che possediamo, e le condizioni esteriori sono già lì, con gli insegnamenti esistenti e la possibilità di incontrare maestri virtuosi. Per quanto tempo ancora vogliamo tergiversare? Si dice che arriverà presto il momento in cui non ci saranno più insegnanti qualificati a guidarci. Gli insegnamenti esisteranno ancora ma solo nei libri, e forse continueremo a desiderare di progredire sul sentiero, ma non avremo guide. E senza guida è impossibile arrivare all’illuminazione, perché gli aspetti più sottili possono essere veramente compresi, e soprattutto realizzati, soltanto grazie alle istruzioni di un maestro pienamente qualificato.

Dobbiamo quindi generare la determinazione a sfruttare al meglio ogni momento. In questo preciso istante, con questo corpo e con questa mente, in questo contesto, abbiamo l’opportunità unica e preziosa di comprendere gli insegnamenti del Buddha e di generare le realizzazioni del sentiero per l’illuminazione. Se non ci proviamo, non possiamo fare nulla. Dobbiamo capirlo. Dobbiamo capire quanto sia illimitato il nostro potenziale e non bloccare questa preziosa opportunità pensando di non essere all’altezza:
“Non ce la posso fare! Sono senza speranza.”

Pensare in grande

È il momento di pensare in grande, veramente in grande! È giunto il momento di fare grandi progetti, di immaginare l’immenso obiettivo che ci attende e di sentirci fiduciosi di poterlo raggiungere: sviluppare noi stessi fino al nostro massimo potenziale. Abbiamo dei modelli di riferimento perfetti nel Buddha e negli innumerevoli grandi yogi che lo hanno seguito, così come nei lama preziosi da cui abbiamo la fortuna di poter trarre insegnamento e ispirazione; e sappiamo di avere esattamente il loro stesso potenziale.
Shakyamuni una volta era proprio come noi; Sua Santità il Dalai Lama una volta era come noi. A nostra volta, possiamo essere esattamente come loro. Tutte le condizioni ci sono. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è la determinazione per farlo.

Lama Zopa Rinpoche – La Perfetta Rinascita Umana – Libertà e ricchezze sul sentiero per l’Illuminazione

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