L’ambizione emotiva


La domanda è: che cosa ci rende felici? Che tipo di azione non porta a risultati indesiderabili? Che cosa dobbiamo fare per essere felici? È questo che dobbiamo indagare con chiarezza.

Abitualmente, il nostro stato d’animo può essere di tre tipi. A volte siamo felici, a volte infelici, altre né l’uno né l’altro. Nessuno di questi tre stati d’animo è positivo. La felicità emotiva, il tipo di felicità che sperimentiamo quando andiamo in discoteca o cose del genere, il tipo situazione che normalmente ci fa dire: “Ora sono felice”, non è la felicità, ma ciò che sentiamo quando agiamo spinti dall’attaccamento e che ci porta a generare ancora più attaccamento.”Ne voglio di più, ne voglio ancora’.” Ogni volta che sperimentiamo questo tipo di felicità e ci aggrappiamo a essa stiamo lasciando impronte sempre più pesanti nella nostra mente, impronte che ci faranno continuare a rincorrere incessantemente una felicità irreale.

Molti di voi, per esempio, hanno lasciato una vita comoda per venire a questo corso, dove le condizioni sono relativamente sgradevoli. Non siete soddisfatti di tutta questa austerità, perché avete portato con voi un’idea di come le cose avrebbero dovuto essere: le camere sarebbero dovute essere molto più pulite, i bagni soprattutto. Avete un’idea fissa di ciò che è piacevole fondata sulla vostra vita in Occidente: “Le cose dovrebbero andare così; la mia vita dovrebbe essere cosà.” Ma non si possono mai fare delle previsioni sulla vita; è in continua evoluzione e si devono sempre sperimentare stati diversi.

In ogni caso, la ragione per cui siete a disagio, se non addirittura infelici, qui in Nepal è a causa delle reazioni della vostra mente dell’attaccamento. I nepalesi non fanno caso a certe cose. Sono felici. Sono esseri umani come voi. I loro bagni sono peggiori dei nostri. Ma la mente dualistica, la mente che fa sempre paragoni crea tutto questo conflitto. Quindi, ovviamente, non siete felici.

Il punto è che qualunque idea ci siamo fatti della felicità è in realtà la causa della nostra infelicità. Accettarlo può essere difficile, ma è la pura verità. Se ci riflettete a fondo vi renderete conto che è così. E in molti casi la causa della vostra infelicità sono le vostre aspettative, una sorta di “ambizione emotiva”, che è particolarmente diffusa nella cultura occidentale. Per qualche ragione, la vostra società, la vostra cultura, la vostra vita, il vostro background rende tutti voi incredibilmente tesi. Sono le aspettative, la vostra “ambizione emotiva” a rendervi instabili. Questa mente “ambiziosa” è psicologicamente malata.

Quanto malata? Innanzi tutto vi rende ipersensibili anche alle cose più insignificanti: qualcuno vi offre un cioccolatino e voi pensate: “Oh, come sono felice!”. Poi, quando la stessa persona non vi offre un cioccolatino vi sentite tristi e infelici. Ma non è il cioccolato, o l’assenza del cioccolato, a provocare questi sbalzi di umore, è la vostra mente.

Quindi avete bisogno di meditare per capire i trucchi che la vostra mente mette in atto. È la vostra mente, non il corpo. Ogni volta che sperimentate un piacere del samsara, non riconoscendone la vera realtà, avete l’aspettativa che duri, che continui, che ce ne sia di più. Il che è impossibile. La realtà non è fatta così. Per sua natura non può durare. Capirete allora come questo atteggiamento, come le vostre aspettative, producano solo più attaccamento e come questo vi renda infelici: volete che quel che vi piace duri all’infinito, ma inesorabilmente finisce. È ovvio, non c’è bisogno di tante spiegazioni.

Ogni volta che siete infelici, poi, tendono a sorgere la rabbia e l’odio. Potete osservarlo nelle persone ammalate: diventano molto suscettibili e si arrabbiano facilmente. Quando stavano bene erano diverse, ma da quando non stanno bene non gli si può più dire niente. Sono molto tese e si spazientiscono facilmente. È la loro infelicità di fondo a causare questo comportamento. Si aspettavano di essere sempre in salute e quando si ammalano diventano infelici e la loro infelicità si trasforma in odio. “Non mi piace stare male, non mi piace quello che mi sta succedendo.” Questa avversione genera odio e quando i familiari e gli amici si avvicinano, l’avversione e l’odio vengono proiettati su di loro. E’ incredibile, i viaggi che fa la mente.

Una volta, quando ancora mi trovavo nel campo profughi, mi è venuto un gran mal di stomaco e ho pensato che del thugpa [una zuppa di pasta tibetana] mi avrebbe fatto bene. Così ho chiesto a mio fratello di portarmene un po’, ma lui mi ha portato qualcos’altro. Avevo quest’idea incredibilmente fissa, questa mente dell’attaccamento, che dovevo avere del thugpa che quando è tornato senza ero davvero infelice. È stato incredibile, non riuscivo a capacitarmene! Ero davvero ridicolo. Questo è ciò che la malattia può farvi: rendervi ipersensibili e scontenti di qualsiasi cosa al punto che anche un’inezia può farvi andare fuori di testa.

Il punto è che la natura dell’insoddisfazione è l’odio.

Accade la stessa cosa nelle relazioni interpersonali. Quando non si ottiene da qualcuno ciò che si vuole si può facilmente arrivare a disprezzarlo o addirittura a odiarlo.

Prima ho accennato ai nostri tre abituali stati d’animo. Anche quando non siamo né felici né infelici non è un bene, perché anche se non proviamo la felicità causata dall’attaccamento o l’odio dettato dall’avversione per qualcuno o qualcosa, siamo ancora del tutto inconsapevoli della realtà; siamo in uno stato di noiosa ignoranza.

Fateci caso. Se state provando una qualche felicità temporale o un piacere sentimentale, che cosa vuole la vostra mente? La vostra mente vuole che duri, che prosegua, che vada avanti, che migliori, che aumenti. Naturalmente, non è nella natura del piacere temporale durare per sempre o anche molto a lungo, ma se avete l’aspettativa che ciò accada, finirete per sentirvi delusi e frustrati.

Se riusciamo a comprendere le interazioni tra la mente e la vita, possiamo facilmente capire come la vita stessa sia, in generale, scomoda e agitata. Non è a causa del vostro corpo, è a causa della vostra mente incontrollata e insoddisfatta. Questo vi rende infelici, questo è il modo in cui va la vita, gira in tondo. Questa è l’esistenza ciclica, il samsara.

Lama Thubten Yeshe. Tradotto da Emotional Ambition – LamaYeshe.com

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