Come generare la bodhicitta/fine


Una volta un re chiese a Nagarjuna quale pratica fare nella vita quotidiana, dato che era così impegnato, e Nagarjuna gli consigliò tre pratiche.
La prima è la generazione di bodhicitta, che dirige la vita verso l’illuminazione. Se le attività quotidiane sono svolte con bodhicitta, non solo praticare la meditazione, ma anche camminare, sedersi, lavorare, dormire, tutto diventa la causa per raggiungere l’illuminazione. Questo trasforma la vita da cacca in oro. La differenza è enorme, la vita diventa molto significativa, si accumulano grandi quantità di meriti. Raggiungere l’illuminazione significa essere perfettamente qualificati per condurre gli esseri senzienti all’illuminazione, liberandoli dalle oscurazioni mentali e dalla sofferenza. Questo è lo scopo principale della vita e per questo bisogna raggiungere l’illuminazione, avendo completato le due raccolte di di saggezza e di metodo.

Ogni volta che si genera la bodhicitta, si raccolgono meriti vasti come il cielo e si può raggiungere rapidamente l’illuminazione. Senza bodhicitta, anche si realizza la visione diretta della vacuità, non si può raggiungere l’illuminazione, al massimo lo stato di arhat. Questo significa che più si genera la bodhicitta, più si medita sulla bodhicitta, più rapidamente si raccolgono meriti estesi, più rapidamente si raggiunge l’illuminazione, e quindi più rapidamente si possono condurre all’illuminazione gli esseri senzienti. Cos’altro c’è di maggior beneficio? Quale scopo più alto può esserci nella vita?

La seconda è la pratica quella di gioire. E’ il mezzo più semplice per raccogliere merito senza alcuno sforzo, solo con la mente. Rallegrati dei tuoi meriti passati, presenti e futuri, in modo che il tuo merito raddoppi, come il profitto nel mercato azionario o in banca o nel business più redditizio. In questo modo, raddoppi i tuoi meriti ottenendone di più di quelli che hai effettivamente creato. C’è così tanto merito raccolto in questa vita e nel passato; il tempo non ha inizio, la vita non ha inizio quindi è un guadagno inimmaginabile.
Quando ci si rallegra del merito altrui, per esempio per qualcuno che ha costruito templi incredibili, monasteri, servito e beneficiato il Sangha, anche se il livello della mente di quella persona è inferiore al tuo, si raccolgono ancora più meriti. Se ci si rallegra, si accumula il doppio del merito di chi ha compiuto quelle azioni con grande sforzo, insieme a centinaia di persone che hanno raccolto fondi per molti anni. Se ti rallegri, otterrai il doppio. È fantastico. Significa anche che sarai in grado di costruire templi in futuro.

Se il livello mentale della persona è più elevato del tuo, allora rallegrandoti avrai la metà dei suoi meriti. Per esempio, se si gioisce del merito che un bodhisattva ha accumulato in un giorno, si ottiene la metà del suo merito. Non è che tu prendi il merito dei buddha e dei bodhisattva, facendolo diminuire: semplicemente qualsiasi merito abbiano creato, ne ottieni la metà. Se vuoi accumulare il merito che i buddha raccolgono in un solo giorno, ma non ti rallegri Pabongka dice che ti occorreranno 13.000 anni.

Ogni buddha e bodhisattva ha creato merito nel passato, presente e futuro, ma ci sono innumerevoli bodhisattva e quindi il merito è enorme. Poi ci sono gli altri esseri senzienti – gli arhat e gli esseri comuni – e tutti e tre i meriti dei buddha.

Medita in questo modo: “Senza merito, non c’è felicità per me: nessuna felicità temporanea, nessuna felicità ultima, compresa l’illuminazione. Quindi, il mio merito è davvero prezioso, meraviglioso”. Oppure: “Come sono felice di aver accumulato questo incredibile merito in passato e nel presente; continuerò ad accumularne anche in futuro”. Ripetilo a te stesso molte volte. L’importante è provare una sincera gioia nel cuore. Puoi farlo cinque o dieci volte, facendo una mezza mala o una mala intera e generare felicità. È un metodo davvero semplice per raggiungere l’illuminazione.

Facciamo un esempio. Stiamo costruendo una statua di Maitreya di 500 piedi, con molte statue all’interno e all’esterno. Se un turista arriva e si rallegra, questo semplice fatto gli permette di ottenere se non più merito, almeno la stessa quantità di chi ha speso così tanti soldi per realizzarla. A volte, è possibile che ne ottenga anche di più. E questo aiuta quella persona a raggiungere rapidamente l’illuminazione. Migliaia di individui si sono impegnati nella costruzione della statua, ma il turista che si rallegra accumula meriti senza il minimo sforzo. Ecco perché dico che la gioia è la pratica che permette di raggiungere l’illuminazione senza sforzo.

Nella vita quotidiana, dovremmo imparare a gioire dalla mattina alla sera, almeno tre volte di giorno e tre di notte. Se si riesce a farlo, va molto bene. Inoltre, quando qualcuno ha successo – tu per esempio lavori per persone molto ricche – allora ti puoi rallegrarsi del fatto che hanno così tanta ricchezza. In quel preciso istante, creando quel tipo di karma stai creando la causa per avere molto di più in futuro. Quindi, sii felice per chi è bello, ricco… Rallegrati per loro.

Nella vita di tutti i giorni c’è così tanto su cui meditare. Rallegrati sempre per ogni cosa buona che vedi. Questo ti renderà una persona felice. Non ci sarà dolore. Sarai solamente felice per gli altri. Questo atteggiamento apre la mente agli altri e al desiderio di metterti al loro servizio.
Pensa alle qualità dei bodhisattva, come la bodhicitta: i bodhisattva non hanno la minima preoccupazione di cercare la felicità per se stessi, nemmeno per un secondo, desiderano solo la felicità per gli altri. Pensa anche ai bodhisattva ordinari, ai bodhisattva realizzati, a qualsiasi bodhisattva dal primo al settimo e poi dall’ottavo al decimo bhumi; hanno grandi quantità di qualità e realizzazioni e possono manifestarsi 100 volte, poi miliardi, o trilioni di volte. Possono andare in una Terra Pura per praticare, fare offerte e insegnare il Dharma agli altri. Il loro beneficio per gli esseri senzienti è incredibile, così come quello che fanno a esclusivo beneficio di innumerevoli altri esseri. Rallegrati per tutto questo.

Pensa a tutti gli esseri senzienti, compresi gli arhat, e rallegrati, Di’ a te stesso: “Che meraviglia! Hanno raccolto meriti inimmaginabili nel passato, nel presente e nel futuro”. Fallo cinque, dieci, 21 volte, mezzo mala o una mala intera. Non si tratta di pregare, questo è un atteggiamento mentale. Puoi farlo in macchina, sdraiato, ovunque. È solo un’azione mentale.

La terza pratica suggerita da Nagarjuna è pratica è la dedica, dedicare i meriti al raggiungimento dell’illuminazione per gli esseri senzienti. Se non si dedicano i meriti per l’illuminazione, il merito non diventa inesauribile. Se ne gode il risultato una sola volta, poi è finito. Ma se dedichi i meriti all’illuminazione, diventano la causa per raggiungere le infinite qualità sacre del corpo, della parola e della mente del Buddha. È come mettere una goccia d’acqua in un oceano: diventa tutt’uno con l’oceano e finché ci sarà l’oceano anche la goccia sarà lì. Dopo aver fatto offerte agli altri esseri, ai Tre Gioielli, o dopo aver meditato, dedica i meriti all’illuminazione, anche perché la dedica impedisce che i meriti siano completamente distrutti dall’eresia, dalla rabbia e così via. Perché i meriti non vengano distrutti, è necessario sigillarli nella vacuità. In caso contrario, se dovessero sorgere visioni errate o la rabbia potrebbero venire completamente distrutti.

Ecco come fare correttamente la dedica.

Grazie a tutti i meriti passati, presenti e futuri raccolti da me, dai buddha, dai bodhisattva e da tutti gli altri esseri senzienti, che esistono ma sono totalmente inesistenti dalla loro parte, possa l'”io”, che esiste ma è totalmente inesistente dalla sua parte, raggiungere l’illuminazione della divinità _ (qualunque divinità si pratichi, menzionare il nome di quella divinità; così, per esempio, se si tratta di del Buddha della Compassione, allora devi dire ‘L’illuminazione del Buddha della Compassione), che esiste ma è totalmente inesistente dalla sua parte, e condurre tutti gli esseri senzienti, che esistono ma sono totalmente inesistenti dalla loro parte, a quell’illuminazione, che esiste ma è totalmente inesistente dalla sua parte.

Meditando sulla vacuità, dedichiamo i meriti per proteggerli dalle visioni errate e dalla rabbia.

Prima di andare a letto, devi fare pratica di Vajrasattva. Dato che sei il migliore al mondo a recitare il mantra di Vajrasattva, puoi recitare la versione lunga. Recitando il mantra lungo per 21 volte si ferma il karma negativo creato oggi, impedendo che domani si moltiplichi, e si purifica il karma negativo delle vite passate. E’ molto importante, se possibile, praticare la purificazione sulla base dei quattro poteri opponenti altrimenti il karma negativo si espande e dopo 15 giorni diventa simile a quello creato per aver ucciso un essere umano. Poi, nel momento della morte, sarà diventato grande come la Terra. E’ come se un atomo si moltiplicasse e diventasse grande come l’intero pianeta. Sto parlando di un solo karma negativo. Ogni karma negativo si moltiplica di continuo se la purificazione, specialmente quella di Vajrasattva, non viene eseguita. Questa pratica della meditazione e recitazione di Vajrasattva è molto importante al mattino, a mezzogiorno, al pomeriggio, alla sera, a tutte le ore, tutti i giorni, così come i pensieri virtuosi, soprattutto il buon cuore, la bodhicitta, perché impediscono di creare meno karma negativo, più virtù, e, dopo qualche tempo, smettere di creare karma negativo, che è la causa del samsara. Soprattutto pratica Vajrasattva di notte.

Al mattino, puoi recitare OM MANI PADME HUM con una motivazione di bodhicitta, poi praticare la meditazione Chenrezig e le prostrazioni ai 35 Buddha. Se non conosci la pratica a memoria, puoi registrarla e recitarla con la registrazione. Fai prostrazioni ai guru, a tutti i buddha e bodhisattva, al Buddha, al Dharma e al Sangha. Anche solo la recitazione di uno dei trentacinque nomi dei Buddha, purifica tanti eoni di karma negativo; recitare il nome di Shakyamuni Buddha purifica 80.000 eoni di karma negativo.

Poi puoi praticare il Guru Yoga di Lama Tsongkhapa, che inizia con il rifugio e la bodhicitta. Prendere rifugio e generare bodhicitta tre volte di giorno e tre di notte è incluso in questa pratica, insieme alla purificazione di Vajrasattva alla sera. Il Guru Yoga di Lama Tsongkhapa contiene in sé l’intero sentiero verso l’illuminazione e pianta il seme dell’illuminazione, se viene letto con attenzione. Ciò significa che ogni giorno si diventa più vicini all’illuminazione e quindi più vicini a liberare innumerevoli esseri senzienti dalla sofferenza e a portarli all’illuminazione.

Al momento, questo è il mio consiglio per te. Spero che riuscirai a mettere in pratica ciò che ho detto, specialmente le tre istruzioni di Nagarjuna: generare bodhicitta, gioire e dedicare i meriti.

Per attualizzare la bodhicitta, ci sono pratiche preliminari. Bisogna generare la rinuncia, il distacco da questa vita, poi la rinuncia alla felicità delle vite future e al samsara, realizzando come il samsara sia come trovarsi in mezzo alle fiamme, come essere in un nido di serpenti velenosi, totalmente della natura della sofferenza, senza un istante di felicità. Stai sperimentando oceani di sofferenza degli esseri umani, degli animali, dell’inferno, ecc. Hai sofferto così innumerevoli volte e stai ancora soffrendo; soffrirai fino alla liberazione.

Ma non importa quanto si soffre nel samsara, gli altri soffrono molto di più noi. Considerali importanti più di te stesso. Di solito crediamo di essere noi i più importanti, i più preziosi di tutti. Ora, invece, pensa che tutta la tua felicità passata, presente e futura proviene dagli altri, compresa l’illuminazione, grazie alla loro gentilezza. Ecco perché gli altri sono così preziosi. Chi rende possibile raggiungere tutta la felicità, fino all’illuminazione, sono gli esseri senzienti e quindi è facile capire quanto siano preziosi nella tua vita e quanto sia insopportabile il pensiero che stanno soffrendo nel samsara. Hanno bisogno di essere liberati dalla sofferenza, senza perdere neanche un secondo. Per questo, prima di tutto bisogna essere illuminati, senza ritardare di un solo istante.

E’ così che dalla rinuncia si genera la grande compassione che ti fa cercare di essere di beneficio per gli altri, portarli all’illuminazione e liberarli dalla sofferenza. Quando in te la bodhicitta sorgerà senza alcuno sforzo, naturalmente, giorno e notte, per settimane e mesi, allora ne avrai ottenuto la realizzazione, sarai entrato nel sentiero Mahayana e diventerai un bodhisattva, il più fortunato degli esseri senzienti.

Il mio suggerimento è che devi studiare, o almeno leggere, il lam-rim, per esempio La Liberazione nel palmo della tua mano. E’ abbastanza facile da capire. E’ il risultato dell’esperienza personale di Pabongka ed è esposto in modo chiaro perché anche la gente comune possa capirlo. Sfrutta il tuo tempo in aereo o in auto: sono ottime occasioni per leggere i testi del lam-rim. Portali con te e leggili poco alla volta, dall’inizio alla fine. Per procedere fino all’illuminazione segui i tre aspetti principali del sentiero – rinuncia, bodhicitta, vacuità – poi i due stadi del tantra. E’ così che si ottiene l’illuminazione. Qualunque successo però dipende dall’avere devozione per il guru, nel vederlo come un buddha. Non importa se il guru lo è realmente, dalla parte sua parte. Questa comprensione definitiva nasce dal tuo cuore e la sua realizzazione fa sì che si ricevano le sue benedizioni. Poi arriveranno anche le altre realizzazioni, finché sarai in grado di raggiungere l’illuminazione.

Ti ringrazio ancora per la tua domanda su come attualizzare la bodhicitta senza dover fare molte preghiere.

Con molto amore
Lama Zopa

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da Generating Bodhicitta – LamaYeshe.com

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