Dana, ovvero la generosità


Dana è una parola sanscrita e Pali che significa “generosità” o “dare”. Si riferisce in particolare al piacere del dare, a entrare in contatto con la naturale generosità e il desiderio di condividere che c’è dentro ognuno di noi. La mente della generosità è una mente gioiosa, non soffre di rimpianto o di un senso di deprivazione. Piuttosto, l’atto di donare è piacevole e vedere gli altri che usano ciò che stiamo offrendo è un bonus extra.

In accordo con la tradizione buddhista, gli insegnamenti del Dharma dovrebbero essere dati gratuitamente, rendendoli così disponibili a chiunque lo desideri. Questo è il modo in cui pratichiamo nell’Abbazia. Alla fine degli insegnamenti di Dharma, facciamo sapere che saremo felici di ricevere dana. Le persone possono scegliere se e che cosa vogliono donare.

Le persone dovrebbero fare le loro donazioni liberamente e con gioia. Dana non è data per obbligo o per evitare di sembrare tirchi. È un’espressione del nostro sincero amore e della nostra compassione per tutti gli esseri e del nostro desiderio di mettere in pratica gli insegnamenti del Buddha. Dimostra che vogliamo che gli insegnanti possano disporre dei quattro beni indispensabili nella vita: cibo, riparo, abiti e medicine. Doniamo perché vogliamo che queste persone abbiano ciò di cui hanno bisogno – che al giorno d’oggi include un computer ed e-mail! – in modo che possano continuare a condividere il Dharma con noi e con tutti gli altri.

Come ha insegnato il Buddha, la generosità è una parte essenziale della nostra pratica. E’ il primo dei sei atteggiamenti di vasta portata (paramita) del bodhisattva. La generosità ci libera dall’attaccamento e dall’avarizia e ne beneficiano direttamente anche gli altri. Così, nella tradizione buddhista, i praticanti sostengono con gioia i monasteri, i templi, i centri, gli insegnanti, i monaci, i praticanti e le attività che vanno a beneficio della società.

Alcuni potrebbero chiedersi: “Sono un praticante laico. Perché dovrei sostenere i monaci quando potrebbero lavorare per mantenersi”? Come monaca che insegna il Dharma a livello internazionale da quasi quarant’anni, devo dire che non avrei mai potuto farlo senza la generosità degli altri. Se avessi avuto un lavoro, non avrei avuto il tempo per viaggiare in altre città e paesi per insegnare. Non avrei potuto dedicare così tanto tempo alla pratica del Dharma, quindi gli insegnamenti che avrei dato non sarebbero stati molto completi. Non avrei potuto prepararmi così tanto prima di dare insegnamenti, quindi gli insegnamenti stessi sarebbero stati vaghi, disorganizzati se non addirittura errati. Non avrei avuto il tempo di scrivere libri e articoli sul Dharma o di rispondere alla moltitudine di e-mail di studenti che chiedevano consigli.

Il fatto invece di essere stata in grado di servire gli altri per tutto questo tempo è dovuto alla gentilezza delle persone che hanno praticato la generosità nel corso degli anni. Coloro che mi hanno sostenuto quando ero ancora una novizia, non ancora qualificata per insegnare, mi hanno permesso di studiare con grandi maestri tibetani e di meditare. Chi pratica la generosità adesso mi permette di rimanere viva, continuare a studiare, praticare, insegnare e scrivere libri. Quando comprendiamo l’origine dipendente, o “interdipendenza”, ci rendiamo conto che tutti dipendiamo gli uni dagli altri per ricevere aiuto. E riceviamo tutti così tanto l’uno dall’altro!

L’accesso ai monasteri, ai centri, agli insegnanti e agli insegnamenti buddhisti dipende dall’averne creato le cause. Come studenti, è importante creare personalmente queste cause e non aspettarci che siano sempre gli altri a lavorare o a fornire le risorse materiali necessarie. Dobbiamo creare il karma se vogliamo sperimentare i risultati che desideriamo.

Ogni volta che offriamo il nostro tempo, la nostra energia e l’aiuto finanziario che permettono agli altri di ricevere insegnamenti e praticare, creiamo la causa per ricevere a nostra volta gli insegnamenti e praticare. Questa causa porta rapidamente ai suoi risultati: sostenendo oggi i monasteri e centri di Dharma creiamo le cause karmiche per incontrare di nuovo il Dharma anche in futuro.

Thubten Chodron – Tradotto da Giving

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