Come sorgono le afflizioni mentali


Lo scopo della meditazione è ottenere le realizzazioni che conducono alla completa cessazione delle afflizioni mentali e dell’ignoranza. Questa cessazione dipende, prima di tutto, dal riconoscimento del carattere, o della funzione, delle afflizioni mentali. Inoltre, è necessario comprendere anche quali sono i vari fattori che le fanno sorgere. A questo proposito, Je Tsongkhapa ha spiegato i sei fattori che portano allo sviluppo delle afflizioni mentali: (1) le impronte karmiche, (2) l’oggetto, (3) l’influenza di “falsi amici”, (4) i falsi insegnamenti, (5) l’abitudine e (6) le concettualizzazioni errate.

IL PRIMO FATTORE
La causa fondamentale delle afflizioni mentali è l’impronta karmica lasciata nel vostro continuum mentale da precedenti azioni non-virtuose. A causa di azioni compiute in passato, sorte dell’ignoranza e motivate dal desiderio, dall’odio o dalle altre afflizioni, nella vostra mente si depositano varie impronte, o semi karmici. Quando si presentano le condizioni giuste, questi semi maturano e le afflizioni mentali sorgono di nuovo.

IL SECONDO FATTORE
L’oggetto è il secondo fattore che favorisce questa maturazione. Il più delle volte, se l’oggetto è vicino a voi e nella mente è presente l’impronta karmica “bang!”. Un buon esempio è quando si va a fare shopping. L’oggetto è lì sullo scaffale. Attraverso la percezione sensoriale degli occhi entrate in contatto con esso e, prima che possiate rendervene conto, la mente viene oscurata dall’attaccamento. Può accadere in modo molto subdolo ed è allora estremamente difficile separare la mente dall’oggetto desiderato. La vostra mano cerca il portafoglio, trova dei soldi e acquistate l’oggetto ancora prima di esserne realmente consapevoli. È così, non è vero? Così quando il soggetto (la mente) entra in relazione con l’oggetto, l’afflizione mentale esplode come una bomba atomica.

In Occidente è incredibile come tutto sia esagerato in modo da attirare l’attenzione di una mente ignorante. “Guardate questo: è fantastico!” Questa tecnica è usata in modo così pervasivo che anche quando organizziamo un corso di meditazione dobbiamo fare questo genere di pubblicità: “Venite al nostro fantastico corso di meditazione e imparate tutto sulla tua mente!” La cultura occidentale è un po’ troppo per me.

Buddha ha dato un nome molto semplice a tutto questo. Ha chiamato il mondo in cui stiamo vivendo “il regno del desiderio” ed è facile capire il perché. Il desiderio è qui! La mente afflitta che entra in contatto con gli oggetti desiderabili porta alle afflizioni mentali che, a loro volta, conducono a un’ignoranza sempre maggiore. È per questo motivo che Milarepa scelse di vivere in una grotta: sapeva benissimo che se la mente fosse entrata in contatto con un oggetto del desiderio, le afflizioni mentali sarebbero sorte in modo totalmente incontrollato. Per questo ha pensato fosse meglio evitare qualsiasi contatto fino a quando la sua mente non fosse stata domata.

L’oggetto che fa sorgere la mente afflitta deve avere una qualche relazione con l’impronta karmica. Questo è il motivo per cui, tecnicamente, viene chiamato “oggetto correlato”. Per esempio, potete avere nella vostra mente una particolare impronta di attaccamento che viene attivata da un oggetto che ha qualità desiderabili, ma non da uno che ha qualità sgradevoli e odiose. Quindi ci deve essere la giusta combinazione sia dell’impronta nella mente del soggetto sia delle qualità dell’oggetto. Se non avviene un contatto con l’oggetto appropriato, l’afflizione mentale non può sorgere.

IL TERZO FATTORE
Il terzo fattore menzionato da Lama Tsongkhapa è l’influenza esterna, comprese le persone negativi che vi danno informazioni ingannevoli e fuorvianti. Sono le persone che vi confondono. Per questo è molto importante valutare bene chi considerare amici e tenere a stretto contatto. Molta gente beve, per esempio. Se avete un certo controllo, potreste essere in grado di non esserne influenzati per una settimana o giù di lì. Ma dopo un po’ di tempo, non riuscite più a controllarvi perché siete soverchiati da quella situazione.

È molto difficile mantenere l’autocontrollo e contrastare quel tipo di condizionamento. Se ci pensate bene, sono sicuro che troverete molti esempi anche nella vostra vita. E questa influenza non si limita a quella esercitata da amici e conoscenti. Nella vostra vita avete così tanti “insegnanti”, persone che vi danno informazioni che non fanno altro che aumentare le vostre afflizioni mentali. Quindi è molto importante rimanere accanto soltanto a chi vi trasmette una giusta vibrazione, la vibrazione della saggezza. È decisamente meglio che esporsi continuamente a vibrazioni inquinate e confuse. Ma questo non significa odiare ed evitare i “falsi amici” o avere pensieri negativi su di loro. Non dovrebbe essere questa la vostra reazione. Dovete invece rimanere sempre compassionevoli e ricordare che anche noi abbiamo una mente afflitta e ignorante e che quindi gli altri non sono da biasimare per le nostre afflizioni. La loro influenza le rende solo più evidenti e frequenti.

La mente occidentale è molto interessante. Per certi versi è molto scettica, dubita di tutto. È un atteggiamento molto positivo, soprattutto se si vive circondati da falsità. Eppure, per certi versi, la mente occidentale è anche l’opposto di una mente scettica. Se vede qualcosa che ha un aspetto piacevole, caratteristiche interessanti, la accetta come totalmente buona, senza alcuna esitazione. Questo atteggiamento eccessivamente emotivo è molto pericoloso. Ogni filosofia, dottrina e religione ha almeno un aspetto positivo e anche la persona più malvagia del mondo, chiunque essa sia secondo la vostra interpretazione, ha in sé qualcosa di buono. Pertanto, la mente che corre senza controllo verso ciò che trova interessante può facilmente considerare buono ciò che buono non è.

Non so perché, ma sembra che alla mente occidentale piacciano le cose complesse. Molti sapori diversi mescolati insieme sono ritenuti interessanti. Ma un tale atteggiamento può causare dei problemi in determinate situazioni. Per esempio, potreste ascoltare qualcuno che esprime un’idea che, in realtà, è un gran malinteso. Pensate: “Non importa se quello che dice è vero oppure no, è comunque interessante. Sentiamo che altro ha da dire”. Credo che la mente occidentale sia così, con una curiosità incredibile e pronta a dare ascolto a qualsiasi cosa. Purtroppo, ogni idea sbagliata, ogni brandello di informazione scorretta si deposita nella mente. Ecco perché questo atteggiamento acritico può essere pericoloso.

IL QUARTO FATTORE
Il quarto fattore che fa sorgere le afflizioni mentali è seguire falsi insegnamenti. Differisce dal fattore precedente – frequentare chi può esercitare una cattiva influenza – perché in questo caso significa credere che qualcuno sia un insegnante speciale, ascoltarlo e seguire nelle sue concezioni errate.

Al tempo di Shakyamuni Buddha, ad esempio, viveva un uomo che voleva disperatamente la liberazione e così andò a trovare un certo guru che gli disse che avrebbe dovuto uccidere un migliaio di persone e fare un rosario con le loro dita. “Quando avrai finito e ottenuto delle realizzazioni, torna da me per ulteriori istruzioni”. Angulimala, così si chiamava quell’uomo, prestò fede al “guru” e raccolse 999 dita. Poi però incontrò il Buddha e si convinse a praticare il vero Dharma. La sua devozione era stata cieca e non gli aveva portato nient’altro che sofferenza.

Gli insegnamenti, di qualsiasi genere siano, possono sembrare molto interessanti, ma spesso l’interesse significa solo che desiderano delle informazioni. La stessa cosa accade con i bambini. Prima di andare a dormire, ai bambini occidentali si raccontano delle favole. È vero, no? Sono storie molto interessanti, ma la maggior parte sono spazzatura. I bambini sono molto sensibili e hanno un’immaginazione fantastica. Credono a tutto e questo lascia un’impronta profonda nella loro mente. La maggior parte dei genitori però non ne è affatto consapevole e pensa: “Non importa. Al bambino piace questa fiaba e si addormenta subito, quindi va bene così”. Non si tiene minimamente in considerazione il tipo di effetto che quel racconto sta avendo sulla mente del bambino, che risultato potrà produrre. Quel che conta è che il piccolo si addormenti in fretta, in modo che i genitori siano liberi di andare a dormire o di fare qualsiasi altra cosa. Ma questo non è giusto. Non è essere gentili con i propri figli riempirgli la testa di spazzatura. Alimenta solo le loro afflizioni mentali e la loro ignoranza

Naturalmente, se siete dotati di saggezza potete leggere qualsiasi tipo spazzatura senza esserne influenzati. Si può avere il controllo di se stessi senza accettare tutto con avidità. Va bene. Ma quando c’è troppo interesse, troppa attrazione – “Sì, sì, sì, dimmi di più” – si lascia un’impronta molto forte nella mente. Senza saggezza e analisi discriminante è impossibile avere un’idea chiara di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Si prende tutto per buono, senza alcun discernimento.

Lo stesso vale per tutti gli altri tipi di informazione. Ne riceviamo un quantitativo enorme, ma generalmente non c’è distinzione né integrazione tra ciò che è utile e ciò che è dannoso. Infatti, quasi ogni aspetto della cultura popolare occidentale – libri, riviste, film, televisione e simili – è totalmente dedicato a produrre sempre più desiderio e ignoranza. Ovviamente ci sono delle eccezioni, alcuni film, per esempio, sono diversi, ma la maggior parte vi mostra ciò che vi piace, ciò che la vostra mente vuole vedere, purché susciti il vostro interesse.

Gli ideatori di questi film, dei libri e così via hanno una comprensione pratica della psicologia, sanno esattamente cosa scatena i desideri della gente, rendendola però più confusa di quanto già non lo sia.

In breve, le idee sbagliate e la disinformazione causano ancor più afflizioni mentali e ignoranza se la mente non ha saggezza e capacità discriminante. Si ricevono così tante informazioni dalla televisione, per esempio, che si diventa davvero agitati al punto che a volte è necessario cambiare stanza. Quindi, qualunque sia l’informazione che vi fa diventare ancor più confusi dovrebbe essere evitata il più possibile.

IL QUINTO FATTORE
Il quinto fattore che aumenta la forza delle afflizioni mentali è l’abitudine. Funziona così: si fa una certa esperienza in relazione a un oggetto e quando lo si incontra di nuovo, ci si ricorda dell’esperienza pregressa. Ogni volta poi che si ripete l’azione, la forza di quel ricordo aumenta, diventando più potente e distorta. L’abitudine costruisce certe associazioni con tale forza che ogni volta che si verificano situazioni simili, la mente corre automaticamente verso l’afflizione mentale. Alcune persone diventano così ossessionate da un oggetto da non riuscire a dimenticarlo. Perché questo accade? Perché l’esperienza di quell’oggetto è stata ripetuta più e più e più volte, rendendo l’impronta sempre più profonda. La mente risiede nel ricordo di quell’esperienza, aggiungendovi l’afflizione mentale; è persino impossibile dormire senza sognare quell’oggetto. Sono sicuro che tutti hanno avuto un’esperienza simile. Se un’abitudine viene ripetuta abbastanza a lungo, e la sua impronta diventa abbastanza forte, si può davvero impazzire.

A volte l’oggetto dell’afflizione si imprime con forza nella vostra immaginazione. In Occidente, per esempio, se state per separarvi da una fidanzata o da un fidanzato, entrambi supplicate: “Non dimenticarmi, ti prego! Ricordati di me. Se mi dimentichi, significa che non mi ami più”. Ecco perché non siete liberi: perché siete totalmente ossessionati da un oggetto.

IL SESTO FATTORE
Anche il sesto fattore riguarda cose che sembrano interessanti. Quando sorge un ricordo, sorge anche una valutazione e un giudizio in proposito: “Quella cosa era così buona. Era fantastica. Aveva questa qualità e quella e quell’altra ancora”. Se ne esagera enormemente il valore al punto che il ricordo non assomiglia più all’originale. E’ solo il prodotto delle vostre concettualizzazioni errate.

Siete ad esempio ossessionate dal vostro fidanzato. Vi piace qualsiasi cosa dica o faccia, il suo modo di camminare. Tutto in lui vi appare meraviglioso. Anche quando fa qualcosa di incredibilmente brutto, per voi lui rimane una fonte di piacere. Vi state concentrando così tanto sulle sue qualità attraenti che i suoi aspetti negativi sono totalmente oscurati.

La mente però funziona in modo tale che se un giorno il vostro fidanzato vi dice qualcosa di particolarmente sgradevole, il vostro atteggiamento comincia a cambiare. Pensate: “Non è affatto simpatico”. La vostra mente si fissa su questo pensiero. “Non è bello, non è bello, non va bene.”. Presto tutto in lui vi appare ripugnante; non c’è più niente che vi piaccia. Succede così, non è vero? È incredibile come funziona la mente ignorante. Prima qualcosa ci appare completamente positiva e poi si trasforma nel suo opposto. Ma io vi dico che è totalmente impossibile per qualsiasi oggetto, per qualsiasi essere senziente essere completamente positivo o completamente negativo. Tutto possiede sia un’energia sia positiva sia un’energia negativa. È solo una mente ossessionata che vede le cose in termini di tutto bianco o tutto nero. In Occidente avete un modo di dire: “Vedi solo quello che vuoi vedere”. Questa è un’affermazione psicologica molto accurata, un ottimo punto di Dharma. Sottolinea la verità di ciò di cui abbiamo discusso.

Vedere un oggetto desiderabile, quindi, comporta sempre una sopravvalutazione. I suoi aspetti positivi sono enfatizzati a tal punto che si perde ogni senso critico. E allo stesso tempo, vedete quell’oggetto come se esistesse in modo indipendente, dalla sua parte. Lo concepite come qualcosa di permanente, che esiste in modo autosufficiente nel modo in cui vi appare. Non riuscite a capire che il modo in cui vi appare è in realtà una funzione delle vostre proiezioni. Pensate che quelle qualità esagerate provengano dall’oggetto piuttosto che essere ciò che voi avete imputato su di esso. Non vi rendete conto di questo processo. Questa vostra proiezione ricopre completamente l’oggetto: ciò che è impermanente è visto come permanente; ciò che è della natura della sofferenza è considerato la causa della felicità; e sebbene tutte le cose manchino di una vera e autonoma esistenza, sono concepite come se l’avessero.

Je Tsongkhapa ha definito questo processo come l’aggrapparsi a qualcosa che non ha nulla a che fare con la realtà. Non ha alcuna relazione con il modo in cui le cose esistono realmente. Si afferra qualcosa, percependo e credendo che esista in un certo modo, e di conseguenza le proprie afflizioni mentali crescono. La mente ignorante diventa più potente. E questo ci riporta a un punto precedente: qualsiasi cosa esista – buone notizie, cattive notizie, paradiso e inferno, samsara o nirvana – è una manifestazione della mente. Quando la mente è oscurata dall’ignoranza e dalle afflizioni mentali crea sofferenza. Pertanto, per liberarsi dalla sofferenza è importante comprendere sia la natura della mente sia i fattori che fanno sorgere e aumentare le afflizioni. Analizzate e meditate su questi sei fattori. È davvero utile. La vostra comprensione può diventare così potente da rendere la vostra mente limpida. Diversamente, non c’è modo di liberarsi dalle afflizioni mentali.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da How Delusions Arise – LamaYeshe.com

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