Prepararsi alla morte vivendo con buon cuore


Il Buddhismo offre tantissime pratiche, ma la loro essenza è una: sviluppare buon cuore, amore e compassione, essere d’aiuto il più possibile agli altri esseri senzienti e non far loro del male in alcun modo. Questa è la base dell’etica, della moralità; questo è il Dharma; queste sono le qualità positive che dobbiamo coltivare: l’equanimità, la generosità, la pazienza, la gentilezza amorevole e soprattutto la bodhicitta.

Vivere la nostra vita con buon cuore è davvero importante per la felicità – sia quella temporale sia quella ultima dell’Illuminazione –  degli esseri senzienti dei sei reami: gli esseri infernali, gli spiriti famelici, gli animali, gli esseri umani, dèi e semidèi ed esseri dello stadio intermedio. Il vostro buon cuore è importantissimo per la pace e per la felicità di un incalcolabile numero di esseri al mondo, persone e animali; per la felicità del vostro Paese, della vostra famiglia, della società, della vostra organizzazione. La felicità di tutti questi esseri dipende da voi, deriva dal vostro buon cuore. Questa è la cosa più importante nella vita.

Avere buon cuore è il significato autentico della vita. Se riusciamo ad avere caro il benessere di tutti gli esseri in ogni azione che compiamo, non potremo mai nuocere a nessuno. Ovunque siamo, qualsiasi cosa stiamo facendo, con chiunque ci troviamo, se siamo sempre consapevoli che lo scopo della nostra vita è di essere di beneficio per gli altri e renderli felici, non creeremo mai le cause della sofferenza, né per noi stessi né per loro. Diventeremo una fonte di gioia per qualunque essere ci circondi e a loro volta, essi diventeranno la causa della nostra illuminazione.

Qualsiasi cosa facciamo nella nostra vita quotidiana dovrebbe essere motivata dal desiderio di rendere gli altri felici. Quando mangiamo dovremmo pensare che lo stiamo facendo per avere l’energia necessaria ad aiutare gli altri. Quando lavoriamo dovremmo pensare che il nostro impegno è di beneficio per gli altri. Quando camminiamo, ogni passo dovrebbe andare nella direzione di aiutare gli altri.

Ogni volta che vediamo un insetto, dovremmo pensare che siamo qui per dargli felicità. Se sentiamo cantare un uccello, dovremmo pensare che il nostro scopo è renderlo felice. Ogni volta che un amico ci telefona, dovremmo pensare che è un’opportunità per renderlo felice. Ogni volta che in ufficio capita una discussione, dovremmo pensare che siamo qua per rendere felice la persona con cui ci stiamo confrontando.

Qualsiasi cosa noi stiamo facendo, dovremmo pensare “Sto facendo questa cosa per rendere felici gli altri. Questo è il mio compito; questo è il mio scopo nella vita”. Da quando ci svegliamo al mattino fino a quando andiamo a dormire la sera questa dovrebbe essere la motivazione con cui affrontiamo ogni cosa. Con un buon cuore, con una mente sinceramente desiderosa di essere di beneficio, la nostra vita trova il suo significato.

Un buon cuore ci rende coraggiosi di fronte alle difficoltà

Quando nel nostro cuore ci sono gentilezza amorevole e compassione, anche se si presentano delle difficoltà restiamo felici, anziché adirarci o sentirci contrariati. Anche di fronte a problemi davvero seri non saremo preda dell’angoscia: se ci dovesse capitare di perdere il lavoro, se ci venisse diagnosticato un tumore, il fatto di essere completamente concentrati sulla felicità degli altri ci permetterà di mantenere una mente gioiosa anche se siamo nei guai. Se qualcuno se la prende con noi, proprio perché ci sta a cuore la sua felicità, non potremo mai reagire con rabbia o irritazione, ma faremmo qualsiasi cosa per essere d’aiuto.

Un buon cuore realizza tutti i nostri desideri

Aiutare il prossimo educa la nostra mente, rendendola sempre più flessibile, paziente, tollerante, compassionevole, gentile e affettuosa. Così, tutto ciò che facciamo per gli altri si trasforma in cause per la nostra felicità. Senza alcuno sforzo, aspettative o attaccamento, otteniamo ciò di cui abbiamo bisogno nella vita – benessere, salute, protezione, denaro – e non lo usiamo per noi stessi, ma per continuare ad essere di beneficio al prossimo. E non solo riceviamo ora ciò di cui abbiamo bisogno: aiutare gli altri ci assicura una rinascita migliore nel futuro e alla fine ci condurrà alla liberazione dal samsara e alla felicità senza eguali dell’illuminazione.

Un buon cuore rende semplice morire

Ciò che rende la morte semplice non è diventare eruditi nel Buddhismo; questo soltanto non è sufficiente ad aiutarci a non avere paura quando arriverà il nostro momento. Ciò che davvero ci servirà sarà avere sviluppato un buon cuore. Essere colti, saggi non è di aiuto; la pura moralità lo è, ma anch’essa si sviluppa come risultato di un buon cuore.

In un monastero viveva un monaco anziano, non particolarmente colto, ma con un cuore grande. Un giorno fece visita al suo maestro, Geshe Urgyen Tseten, e gli disse che desiderava fare un ritiro di tre anni di Vajarayogini. Il Geshe gli chiese: “Sai quali sono i tre principali aspetti del sentiero?” e il monaco ammise di non conoscerli e di non essere in grado di rispondergli  dicendo “rinuncia, bodhicitta e vacuità”. Il Geshe allora gli disse “Come puoi pensare di poter fare un ritiro di tre anni se non conosci neppure i tre aspetti principali del sentiero!”.

Il monaco decise comunque di fare il ritiro e quando giunse la sua ora, morì in meditazione. Non conosceva neppure le basi fondamentali del Buddhismo, non era stato in grado di rispondere al suo maestro, ma riuscì a completare il ritiro e a morire in meditazione. Ve lo immaginate?

Il punto è che quel monaco aveva vissuto una vita ordinaria ma con un grande buon cuore e, naturalmente, con una grande devozione al guru. I monasteri sono pieni di monaci come lui, che non hanno certo la reputazione di eruditi, ma che muoiono in meditazione nella posizione del leone, come il Buddha quando lasciò il corpo. Tra essere colti, avere una pura moralità o avere buon cuore, quest’ultimo è l’aspetto più importante. Con questo non sto dicendo che se siete istruiti avrete delle difficoltà!

Anche se non avete ricevuto alcuna istruzione, ma avete sviluppato un buon cuore, la vostra mente sarà serena. Sarete autenticamente felici, autenticamente in pace. Potete avere tutto il resto, ma senza un buon cuore la vostra vita sarà sempre piena di problemi.

Un buon cuore ci permette di morire senza paura

Vivere con amore e compassione significa vivere nel migliore dei modi ed essere sicuri di morire con compassione, con una mente felice e ottenere così una buona rinascita.

Vivere con buon cuore ci permetterà di morire liberi dai sensi di colpa e dalla paura. Saremo soddisfatti dell’esistenza che abbiamo avuto e non avremo rimpianti. Anche se la nostra vita sarà stata magnifica e vissuta pienamente, non avremo alcun rimpianto nel doverla lasciare. Vivendo con un atteggiamento altruistico non avremo sviluppato attaccamento per gli oggetti del desiderio e quindi accetteremo serenamente di lasciarceli alle spalle.

E’ l’attaccamento a questa vita è ciò mette paura in punto di morte. Chi crede nella rinascita considera la morte una semplice transizione da uno stato felice a un altro. Ma anche chi non crede nella reincarnazione sperimenta gli effetti di un’esistenza autentica e compassionevole: morire senza paura o rimpianti.

Quando stiamo per morire è naturale guardare indietro alla vita che abbiamo vissuto. E’ un po’ come quando si fanno gli esami a scuola: saremo obbligati a esaminare con onestà il senso che ha avuto la nostra vita . Se siamo stati egoisti, se abbiamo sempre anteposto i nostri interessi a quelli degli altri, se abbiamo provocato dei problemi e abbiamo fatto del male agli altri, ci renderemo conto che la nostra vita è andata completamente sprecata.

La moralità non è un codice di comportamento dettato dalle religioni, ma è la spontanea comprensione di ciò che è giusto fare. Non abbiamo bisogno di un lama o di un prete che ci spieghino che ci siamo comportati male con gli altri a causa del nostro atteggiamento egoista. E allora, che ce ne rendiamo conto o meno, la nostra mente sarà piena di paura, angoscia e del rimpianto che tutto è stato inutile. Ho sentito persone dire spesso: la vita è stata vana e ci attende una terribile oscurità.

Che si creda in una religione oppure no, che si creda nell’esistenza di qualcosa dopo la morte, se si è vissuti con buon cuore si avrà un tipo speciale di coraggio. Morirete con una mente calma e serena ed emanerete un senso di pace. Tutti attorno a voi percepiranno questa qualità particolare e la vostra morte sarà una grande lezione per gli altri.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da How to Enjoy Death. Pubblicato in italiano con il titolo Come morire felici – Nalanda Edizioni

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