Avere buon cuore


La pratica della compassione, il buon cuore sono incredibilmente importanti. Abbiamo davvero bisogno di compassione. La compassione è la fonte di tutta la nostra felicità.

Ogni singola felicità che sperimentate nella vostra vita, ogni singolo momento di benessere e godimento della vostra vita quotidiana, così come l’eterna felicità della liberazione e la beatitudine della più alta illuminazione, proviene dalla bodhicitta. La radice della bodhicitta è la grande compassione. Quindi, qualsiasi felicità deriva da una grande compassione. Tutto dipende dalla vostra compassione per voi stessi, compresa la capacità di portare la felicità a tutti gli esseri senzienti – la felicità di questa vita, la felicità delle vite future, la felicità ultima della liberazione e dell’illuminazione. Pertanto, la compassione è la qualità umana più importante in cui è possibile educare la mente.

In ogni situazione c’è bisogno di compassione. Quando siete con la vostra famiglia, avete bisogno di compassione. Senza di essa, la vita familiare è piena di problemi e sofferenze. Quando fate affari, avete bisogno di compassione, altrimenti provate solo frustrazione, infelicità e insoddisfazione. Se siete medici o infermieri e lavorate in ospedale avete bisogno di compassione, senza tutto diventa noioso, faticoso, stressante, estenuante e poco interessante, perché siete motivati solo dal desiderio della vostra felicità. State cercando di fare qualcosa per gli altri, ma diventa solo routine.

Se siete degli insegnanti, avete bisogno di compassione, e anche se siete studenti il modo migliore per imparare è con compassione. In questo modo, lo studio diventa significativo, di beneficio per altri esseri senzienti. La vostra intera esistenza diventa di beneficio per gli altri; lo studio un servizio per gli altri esseri senzienti. Persino nell’esercito c’è bisogno di compassione. (…)

Con bodhicitta la vostra vita diventa trascendente; le vostre azioni sono quelle di un bodhisattva. Non importa quello che fate, se la vostra motivazione è fuori dal comune, grande compassione, bodhicitta, la vostra vita diventa significativa, benefica per gli altri. Non c’e’ nessun rischio, nessun pericolo.

Anche quando siete in ritiro è la compassione per gli altri a renderlo benefico, estremamente efficace e altamente significativo; più forte è la compassione, più potente diventa la purificazione.

Se nella vostra vita quotidiana fate le vostre preghiere e sadhana – anche una sola mala di mantra – con compassione per gli altri, ogni mantra che recitate diventa altamente significativo, di beneficio per tutti gli esseri. Più forte è la compassione, più potente è ogni mantra. Ogni mantra può avere il potere di una bomba atomica. Le armi nucleari sono così piccole ma possono causare un’enorme distruzione. Allo stesso modo, anche i mantra brevi, se recitati con forte compassione, possono purificare il karma di aver ucciso gli esseri umani. Una ripetizione del mantra om mani padme hum motivata da una forte compassione può purificare il karma negativo delle dieci azioni non-virtuose. (…)

Anche se fate lavori socialmente utili, se non avete compassione possono sorgere molti problemi: scontri di personalità con i colleghi a causa dell’ego, rabbia e così via. Se non si ha buon cuore, anche offrire un servizio agli altri può causare problemi perché si è motivati dall’ego, dalla mente egocentrica e ciò causa inevitabilmente problemi, crea ostacoli al lavoro e vi impedisce di godervi il lavoro o i vostri colleghi. Alla fine non vi resta che andarvene andartene perché non riuscite più a sopportarlo.

Prima di diventare un buddha, dovete diventare un bodhisattva quindi, per prima cosa, dovete realizzare la rinuncia al samsara, al vostro samsara. Poi generate una sincera compassione per la sofferenza del samsara degli altri, usando la vostra sofferenza come esempio. La vostra compassione per gli altri esseri senzienti – augurare loro di essere liberi da ogni sofferenza e di avere tutta la felicità, compresa quella dell’illuminazione – vi porta alla decisione di condurre all’illuminazione di tutti gli esseri senzienti.

Al momento, però non siete in grado di farlo neppure con uno solo. Per poter lavorare perfettamente per il beneficio di tutti, per liberarli da tutte le sofferenze e portarli alla piena illuminazione, dovete completare il vostro addestramento mentale nella compassione. Dovete anche sviluppare un potere perfetto, in modo da poter rivelare a tutti gli esseri senzienti i metodi appropriati, in base al livello della loro mente. Infine, dovete diventare onniscienti, ottenere la capacità di leggere ogni singolo pensiero degli innumerevoli esseri senzienti e conoscere tutte le loro caratteristiche – il loro livello di intelligenza e i dettagli del loro karma – e quali metodi si adattano a ciascuno in ogni circostanza. Dovete sapere tutte queste cose. In altre parole, senza prima raggiungere l’illuminazione, senza diventare un buddha, non potete fare un lavoro perfetto per gli esseri senzienti.

Anche gli arhat, che hanno completato i cinque sentieri, non possono essere perfettamente di beneficio per gli esseri senzienti perché non hanno una mente onnisciente. Possono ancora commettere errori nel guidare gli altri. Per raggiungere l’illuminazione, secondo i sutra, si passa attraverso cinque stadi e dieci bhumi. Anche un bodhisattva di un decimo livello, qualcuno prossimo all’illuminazione, può ancora commettere qualche errore quando si tratta di aiutare gli altri, perché la sua mente non è onnisciente. Perciò, per aiutare al meglio gli altri, dovete prima di tutto diventare onniscienti; dovete prima diventare un buddha.

La radice dell’illuminazione, dell’onniscienza e di tutte le realizzazioni del sentiero Mahayana è la bodhicitta. La bodhicitta è la via di accesso al sentiero Mahayana per l’illuminazione. Per realizzare la bodhicitta, avete bisogno della sua radice, grande compassione. Pertanto, è essenziale che raggiungiate questa realizzazione, e per farlo, dovete vivere la vostra vita con compassione.

Maitreya Buddha ha generato la bodhicitta molto prima del Guru Shakyamuni Buddha, ma il Guru Shakyamuni Buddha è ha raggiunto l’illuminazione per primo. Come è stato possibile? Perché la bodhicitta del Guru Shakyamuni Buddha, la sua grande compassione, era molto più potente di quella di Maitreya. La loro storia risale a molte, molte, molte vite precedenti, quando erano fratelli che vivevano in Nepal. Un giorno, incontrarono una famiglia di cinque tigri che stavano morendo di fame. Entrambi, naturalmente, provarono compassione ma quella del Guru Shakyamuni Buddha era molto più forte, perché in un secondo momento tornò da solo dalle tigri e offrì loro il suo corpo, sacrificando la sua vita per salvare la loro. Successivamente, dopo che il Guru Shakyamuni Buddha ebbe raggiunto l’illuminazione, a causa della connessione karmica stabilita con le tigri quando era un bodhisattva, esse rinacquero come esseri umani e diventano i suoi primi discepoli. Il Buddha insegnò loro il Dharma e ottennero tutte le realizzazioni del sentiero.

Sia Maitreya sia Shakyamuni videro le tigri e provarono compassione, ma Maitreya non fece loro dono del suo corpo. Questo dimostra che la bodhicitta di Shakyamuni era molto più forte e sacrificandosi completamente per gli altri, per primo ottenne come risultato l’illuminazione.

Dovremmo essere guidati dall’esempio del Guru Shakyamuni Buddha nella nostra vita quotidiana e capire che più forte è la nostra compassione, più possiamo sacrificare la nostra vita per gli altri, maggiore è la quantità di karma negativo che possiamo purificare e di meriti che possiamo accumulare. Con una forte compassione, possiamo purificare quantità incredibilmente grandi di karma negativo e generare meriti altrettanto vasti come lo spazio. Come il Guru Shakyamuni Buddha, più riusciamo dedicare la nostra vita quotidiana agli altri con compassione, prima raggiungeremo l’illuminazione. Questo è il modo di trarre beneficio dai racconti della vita dei grandi bodhisattva e degli yogi. Dovremmo imparare dal loro esempio e seguirlo. In questo modo raggiungeremo prima l’illuminazione e saremo in grado di condurvi tutti gli esseri senzienti più velocemente.
Così, chi ha bisogno del nostro aiuto, chi dipende da noi per alleviare le proprie sofferenze, non dovrà aspettare a lungo, non dovrà soffrire così tanto. Prima e con maggior intensità sviluppiamo la compassione e la bodhicitta, prima otterremo le altre realizzazioni del sentiero e prima raggiungeremo l’illuminazione e saremo in grado di raggiungere più rapidamente il nostro vero obiettivo – la liberazione dalla sofferenza e l’illuminazione di tutti gli esseri senzienti – dando così significato alla nostra vita e realizzando il nostro vero scopo.

Generare compassione nella vita quotidiana ha anche benefici più immediati. Se avete compassione, avete meno problemi e quando si verificano li affrontate per il bene degli altri, trasformandoli nel sentiero verso l’illuminazione. L’esperienza dei problemi diventa un mezzo per ottenere la felicità sia per se stessi sia per gli altri. In questo modo, con compassione, i problemi si trasformano in felicità.

La compassione via aiuta anche a prepararvi alla morte. Il modo migliore per morire è con bodhicitta, provando una grande compassione per gli altri esseri senzienti. Se si muore con compassione, non si hanno paure o preoccupazioni. Affrontate la morte per gli altri. La morte diventa semplicemente cambiare corpo, un po’ come sostituire dei vestiti vecchi con vestiti nuovi. Quando si muore con compassione state semplicemente scambiando il vostro vecchio corpo con uno nuovo.

Ecco: vivere con compassione cambia completamente la vostra vita. Trasforma una vita ordinaria in una trascendente. Eleva tutto quello che fate. Il vostro cuore è pieno.
Perciò, dovete pensare: “La compassione è la fonte non solo di tutta la mia felicità, ma anche della felicità di tutti gli esseri senzienti. È la fonte di tutta la felicità, compresa quella dell’illuminazione. Per offrire tutta questa felicità agli altri, ho bisogno di generare compassione per me stesso”.

Tuttavia, dire semplicemente “ho bisogno di compassione” non è sufficiente. Dovete capire gli insegnamenti su come svilupparla. Questo significa che prima dovete studiare e poi praticare, meditare. Solo così è possibile ottenere delle realizzazioni. Quindi, dovete ascoltare gli insegnamenti.

Per sviluppare la compassione, per realizzare la compassione per gli altri esseri senzienti in modo da realizzare la bodhicitta – la porta d’accesso al sentiero Mahayana verso l’illuminazione – è necessaria la realizzazione preliminare della rinuncia. La rinuncia è la determinazione ad essere liberi dal proprio samsara, rendersi conto di essere totalmente della natura della sofferenza. Dovete sentire il vostro samsara come se vi trovaste in mezzo alle fiamme, incapaci di sopportare quel tormente anche solo per un minuto in più. È necessario generare una così forte avversione al samsara che il desiderio di liberarsene sorge spontaneamente, giorno e notte, proprio come un prigioniero desidera costantemente, giorno e notte, di essere liberato dal carcere. Un detenuto non prova nemmeno un secondo di attrazione per il carcere ed è così che dovreste sentirvi riguardo al samsara. Dovresti considerarlo desiderabile come una fossa piena di serpenti a sonagli, un luogo in cui non avete il minimo desiderio di rimanere, anche solo per un secondo. Questo è ciò che dovete provare per il samsara. Questa è la rinuncia.

Per rinunciare al samsara, prima dovete sentirvi distaccati da questa vita. Solo con il distacco per questa vita potete praticare il Dharma in modo puro. La rinuncia a questa vita è la comprensione preliminare di cui avete bisogno prima di poter sviluppare la rinuncia da tutto il samsara. Per sviluppare una grande compassione per tutti gli esseri senzienti, avete bisogno di queste realizzazioni preliminari. La compassione non piove dal cielo o si realizza nella mente per aver letto qualcosa in proposito su un libro. La compassione e la bodhicitta si sviluppano passo dopo passo, ottenendo gradualmente le realizzazioni preliminari nel loro ordine logico.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da Practicing the Good Heart – Lama Yeshe.com

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