Comprendere il karma


Le storie e gli esempi sono molto utili ed efficaci comprendere il karma. Pensate al grano: il seme viene piantato nel terreno e anche se ha la potenzialità di crescere, c’è sempre la possibilità che non accada perché viene rimosso, bruciato o che, versandovi sopra dell’acqua calda, non possa germogliare. Solo condizioni perfette fanno sì che il seme produca una pianta rigogliosa, ma possono sempre venire meno; se non ci sono ostacoli, possiamo invece essere certi che otterremo un risultato.

Il karma funziona allo stesso modo. Qualsiasi karma sia stato creato, se non incontra ostacoli, è sicuro che porterà al suo risultato, qualunque sia il tipo karma. Se invece incontra degli ostacoli, allora è possibile che non porti ad alcun risultato, che non ne sperimenteremo gli effetti, positivi o negativi. Quindi, anche se è stata creata un’infinita quantità di karma negativo, c’è sempre la possibilità di interromperlo, di non provare la sofferenza risultante distruggendolo completamente, proprio come è possibile impedire a un seme di crescere. Possiamo evitare di sperimentare il risultato della sofferenza anche se non si verificano le condizioni che fanno sì che il seme del karma porti al suo risultato.

Una volta in India vivevano due mendicanti. Uno proveniva dalla casta dei re e l’altro dalla casta dei bramini. Il secondo era abile a mendicare mentre il primo, quello della casta dei bramini, non era tanto capace. Il mendicante della casta dei bramini andò a elemosinare del cibo presso un monastero, poco prima che al Sangha venisse servito il pranzo, e non ottenne nulla. Il mendicante della casta del re, che era più furbo e sapeva come chiedere l’elemosina, andò invece a mendicare dopo che i monaci avevano finito di mangiare e ricevette molto cibo.

“Ti hanno dato da mangiare?” chiese il mendicante della casta dei re. “No” rispose il mendicante della casta dei bramini. “Non mi hanno dato nulla. Vorrei tagliare la testa a tutti quei monaci e vederla rotolare per terra!”. “Io invece – replicò il primo mendicante – vorrei essere un benefattore e fare sempre offerte di cibo al Sangha del monastero”. Avevano desideri davvero diversi! Poco dopo, mentre i due mendicanti dormivano sdraiati per terra, quello della casta dei bramini venne decapitato dalla ruota di un carro.

A quell’epoca, il capo del villaggio era morto e la gente ne cercava uno nuovo. Trovarono un uomo che dormiva per strada, all’ombra di un albero. Di solito quando il sole si sposta anche l’ombra si muove, non rimane ferma. Eppure, mentre quell’uomo dormiva, l’ombra dell’albero non si spostava. L’ombra era sempre lì, a riparare il mendicante che dormiva. La gente pensò che fosse un fatto davvero straordinario e che quell’uomo dovesse essere qualcuno di speciale: “Abbiamo trovato una persona incredibile – dicevano – che ha un grande potere” e decisero di chiedergli di diventare il nuovo capo villaggio. Fu così che il mendicante della casta dei re diventò il nuovo capo del paese, divenne molto ricco e, come aveva desiderato, ebbe la possibilità di fare offerte al monastero e al Sangha per molto, molto tempo.

Questo è il modo in cui il karma è definito. Un mendicante aveva creato karma positivo, l’altro karma negativo, perché anche esprimere un desiderio crea del karma. Anche un pensiero, un auspicio è un seme che produce risultati, come il risultato di sofferenza sperimentato dal mendicante che aveva creato il karma negativo. Oltre ad essere stato decapitato da un carro, sarebbe anche rinato nei reami della sofferenza dove sarebbe rimasto per molti eoni e questo perché aveva avuto una mente negativa nei confronti dei monaci, che sono oggetti superiori. L’altro mendicante invece aveva creato karma positivo ed ebbe una vita piacevole e felice. Facendo offerte al monastero creò ulteriore karma positivo e questo gli garantì la felicità anche nelle rinascite successive e i suoi desideri sarebbero stati nuovamente esauditi.

Lama Zopa Rinpoche – Tradotto da Observing Karma

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