La vera rinuncia/2


La meditazione fa emergere la dolorosa natura dell’attaccamento attraverso la scoperta di quelle che sono note come le otto preoccupazioni mondane, esaustivamente esposte nel testo di Lama Tsongkhapa “Gli stadi del sentiero per l’illuminazione”. Attraverso la meditazione analizziamo gli effetti inquietanti di otto stati d’animo tra loro interrelati. Indaghiamo sulle emozioni che si provano incontrando i quattro principali oggetti dell’attaccamento – i piaceri dei sei sensi (i cinque sensi fisici più la mente), i beni materiali, la lode e le parole e suoni piacevoli – e quanto al contrario siamo infelici quando ne siamo privati o non riusciamo ad ottenerli.

In base a queste condizioni esterne di guadagno o perdita pensiamo: “Sono così felice” oppure “Sono così infelice!”. Una profonda riflessione sulla nostra esperienza quotidiana delle otto preoccupazioni mondane ci porta inevitabilmente alla conclusione che esse sono incompatibili con la ricerca della pace interiore. Anche se abbiamo meditato a lungo, non possiamo essere considerati veramente persone spirituali sulla via della liberazione, se ancora siamo afflitti da questi otto dharma mondani.

È sciocco credere di essere spiritualmente motivati se permettiamo alla nostra mente di essere sballottata qua e là dall’attaccamento, come una scimmia che passa le giornate saltando da un ramo all’altro. Osservate quella scimmia e vi rendete conto di quanto sia ridicolo il suo comportamento, ma ancora non riuscite a capire che voi state facendo esattamente la stessa cosa. La vostra mente distratta non riesce a stare ferma per un istante, passa incessantemente da un oggetto desiderabile a un altro. Pensateci e vi renderete conto che questa è una descrizione accurata della vostra vita e non un concetto filosofico astratto. E’ un resoconto oggettivo del modo in cui funziona la vostra mente.

La mancanza di controllo è comune a tutti gli esseri senzienti, dall’insetto più piccolo fino agli esseri umani, ed è causata dall’ignoranza. Questo però non significa che la nostra natura sia essenzialmente negativa. Semplicemente la nostra mente ignorante si attacca a piaceri illusori che inevitabilmente ci deluderanno, causandoci solo sofferenza. Così, per il nostro benessere, è essenziale indagare e comprendere appieno la vera natura della nostra esistenza e tagliare la radice dell’ignoranza con la spada della saggezza.

E’ impossibile raggiungere la libertà da ogni sofferenza mentale e fisica degli esseri illuminati senza rinunciare all’attaccamento ai piacere dei sensi. Noi invece abbiamo un appetito insaziabile per il buon cibo, per la compagnia degli amici, per spiagge assolate o gite in montagna. Dedichiamo la maggior parte della vita alla ricerca del piacere. Quindi è evidente che non abbiamo ancora messo in pratica il consiglio del Buddha: sbarazzarci della convinzione, totalmente assurda ed errata, che i piaceri transitori siano la fonte della vera felicità. Quei piaceri non hanno una qualità solida e duratura, quindi non ha assolutamente senso perseguirli così febbrilmente.

Nessuno si aspetta che accettiate queste dottrine semplicemente sulla parola o per fede. Tuttavia, è bene essere aperti e ascoltare ciò che insegnano perché dimostrano che la sofferenza è un processo interiore causato dagli atteggiamenti mentali. E’ nostra responsabilità indagare su quanto siano effettivamente veri questi insegnamenti e scoprire da soli qual è la vera natura della felicità e della sofferenza. Domandatevi: “Quello che sto facendo mi rende davvero felice o finirà per deludermi?” Questo metodo di analisi si basa su un ragionamento oggettivo.

Un altro modo per indagare e comprendere la realtà dell’attaccamento è riflettere su sofferenze o dolori che avete provato in passato. Provate a ricordare quali eventi li hanno causati. Scoprirete che ogni volta, anche se non vedevate l’ora di divertirvi, è il piacere che cercavate a essersi trasformato in dolore. Forse siete andati a fare un’escursione e vi sono venute delle vesciche tremende ai piedi; stavate scalando una montagna, siete scivolati e vi siete rotti una gamba; avete passato una giornata intera al sole, in spiaggia, e vi siete ustionati. Considerare queste e altre situazioni come un mezzo per comprendere l’evoluzione del dolore è un modo semplice e oggettivo per osservare la vera natura dei piaceri transitori.

Capirete anche che qualsiasi cosa decidiate di fare è dettata dal desiderio di essere felici. Dal momento in cui siamo nati fino a ora, non abbiamo fatto altro che aspettare con trepidazione il prossimo piacere, pensando: “Ecco, questa volta sarà davvero meraviglioso! Finalmente sarò felice!”. Ma è andata veramente a finire così? Meditate. Usate la vostra saggezza e scoprirete che avete vissuto come una falena che si agita nell’oscurità.

A volte ci arrabbiamo per delle semplici parole, o per i nostri beni, perché crediamo che siano la fonte della vera felicità. E’ facile capire quanto sia malato un simile atteggiamento. Ve lo ripeto ancora una volta: questo atteggiamento mentale deriva da un’idea sbagliata, dalla illogica convinzione che attribuisce grande valore a cose banali e insignificanti, mentre ciò che è veramente importante è fare uno sforzo deliberato per comprendere quanto sia distorto e insidioso il nostra abituale punto di vista e quanto da esso non risulti niente altro che delusione e infelicità.

Anche se siamo convinti di essere alla ricerca della verità, pochissimi sono del tutto determinati ad eliminare le visioni errate. È come se la mente fosse divisa a metà: una metà vuole soggiogare l’attaccamento, l’altra continua a vacillare. Il risultato è una mente “yo-yo”, che si muove costantemente su e giù: metà vuole godersi la spiaggia, l’altra metà cerca di meditare. Non abbiamo una mente ferma e imperturbabile.

Dopo tutto questo parlare di idee sbagliate, di atteggiamenti sbagliati, di ignoranza e sofferenza, potremmo arrivare alla conclusione che la nostra stessa essenza sia impura. Ma non lo è. Ogni essere senziente possiede un’essenza pura, la natura di buddha. Semplicemente è oscurata da una coltre di ignoranza. Alcuni credono che i bambini siano naturalmente puri finché la loro mente non viene corrotta dalla società, ma una coscienza chiara e tranquilla è presente sia nei più piccoli sia negli adulti, ma è oscurata da idee sbagliate che danno origine al desiderio e alla sofferenza invece che alla gioiosa consapevolezza della purezza fondamentale della mente di ciascuno di noi. (Fine seconda parte)

Lama Thubten Yeshe. Tradotto da True Renunciation, Nagarjuna Institute, Ibiza, 1978.

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