Karma, realtà e fede


Parliamo spesso di come sprechiamo la nostra vita, seguendo gli otto dharma mondani: l’attaccamento alla felicità temporale, il desiderio di possedere beni materiali, di essere lodati e avere una buona reputazione e l’avversione per i loro opposti: il disagio, non avere ciò che vogliamo, essere criticati oppure oggetto di chacchiere. Ogni volta che siamo coinvolti in queste cose, creiamo un karma negativo.

Per esempio, quando qualcuno vi fa un complimento, vi sentite felici e vi gonfiate di orgoglio, mentre quando qualcuno vi critica, vi sentite infelici e depressi. Tutti questi alti e bassi creano del karma.
Perché siete euforici quando vi lodano e vi avvilite o arrabbiate se vi criticano? Perché non accettate il modo in cui le cose realmente esistono. Siete controllati dalla vostra mente allucinata che è totalmente sconnessa dalla realtà.

Essere o non essere delle brave persone non è determinato da ciò che gli altri pensano di voi, ma dalle vostre azioni, di cui siete totalmente responsabili. Se le vostre azioni sono positive, anche se per tutto il giorno vi ripetono “Cattivi, cattivi, cattivi!” questo non influenzerà minimamente le vostre qualità. Ecco perché bisogna capire che cosa rende realmente positiva o negativa un’azione. Di certo, non è quello che pensano gli altri.
È un fatto scientifico, non un dogma religioso. Se il vostro stato d’animo va su e giù in base a quello che dicono gli altri, vivete di allucinazioni, non vedete la realtà. Dovreste invece avere una grande fiducia nelle vostre azioni e assumervene la piena responsabilità. Poi, anche se tutti gli esseri senzienti dovessero avercela con voi, vi fareste quattro risate.

Se sapete chi siete, non vi arrabbiate mai. Ma se il vostro corpo e la vostra mente sono deboli, se non avete fiducia in voi stessi e vi sentite insicuri allora, ovviamente, andrete incontro a dei problemi.
Tutti i vostri sentimenti, le vostre percezioni, i vostri giudizi e le opinioni, specialmente i fattori mentali che portano a reazioni negative, nascono da una mente allucinata. Per questo insegno fin da subito ai miei studenti a meditare sulla natura di ciò che provano.
Siamo convinti che qualsiasi cosa sentiamo – fisicamente o mentalmente – sia vera, che tutto ciò che vediamo sia reale; crediamo veramente in ciò che vediamo. Non sto parlando di credere spiritualmente nel soprannaturale; sto dicendo che crediamo nella realtà concreta di ciò che vediamo ogni giorno intorno a noi. Pensate che sia giusto o sbagliato? È sbagliato.

Facciamo un esempio: siete tremendamente attratti da un particolare oggetto e in quel momento avete una certa idea fissa di che cosa sia quell’oggetto. Ma state solo fantasticando, è un’allucinazione. Se analizzate attentamente l’attrazione che prova la vostra mente, vi renderete conto che la sua percezione è totalmente inquinata e che ciò che percepite è una fantasia, non è né la realtà dell’oggetto né quella del soggetto. Una sorta di nuvola è apparsa tra la vostra mente e l’oggetto ed è questo ciò che vedete. Tutte le afflizioni mentali nascono così.
Quindi, alla fin fine, chi è più credente, una persona religiosa o un ateo? Un ateo! Gli atei dicono “Non credo a niente”, ma è il loro ego a parlare. Credono in quello che vedono, credono in quello che sentono, credono in quello che pensano. Considerano belle alcune cose e altre no: e questa non è fede? Questa è la verità scientifica della situazione. Non importa se usano o meno la parola “credo”, credono e sono completamente affascinati dalla loro fede.

Posso dire con certezza che se la vostra mente è offuscata dall’ombra dell’ignoranza, se è l’attaccamento piuttosto che una comunicazione libera a guidare le vostre relazioni personali, allora siete anche voi dei credenti. E’ semplice e logico. Per questo dico sempre che il Dharma è molto semplice: vi rivela la realtà di chi siete, della vostra vita e di ciò che vi circonda… la realtà di ogni cosa. Questo è il significato del Dharma.

Lama Thubten Yeshe – Tratto e tradotto da “Beginning to understand Karma

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